La Russia e il suo vicinato, lo studio dell’ISPI indaga sulle cause del conflitto in Ucraina e sui possibili sviluppi

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di Debora Felici

I motivi della guerra in Ucraina e la strategia di Mosca verso l’Asia Centrale, i cambiamenti a livello di governance regionale e globale, l’impatto del conflitto sulle relazioni politiche mondiali ed europee, i problemi di sicurezza nonché economico-energetici. Parte da qui l’approfondimento dell’ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale dal titolo “La Russia e il suo vicinato: Asia Centrale e Caucaso”, a cura di Aldo Ferrari ed Eleonora Tafuro Ambrosetti, pubblicato nella collana “Osservatorio di Politica Internazionale”  edito dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati e dal Ministero degli Affari Esteri.

Lo studio analizza la situazione di apparente supremazia bellica della Russia sulla Ucraina, ma anche le difficoltà che, finora, paiono averne ostacolato la vittoria conclusiva e le conseguenze in termini di perdita delle occasioni di modernizzazione economica che dipendevano dall’importazione di tecnologie e interazione con le imprese occidentali. Gli autori osservano come da ciò derivi la necessità, per la Russia, di intensificare i rapporti economici con la Cina, mettendo in luce, da un lato, i rischi derivanti dalla decisione del Cremlino di invadere l’Ucraina, dovuti anche al cambiamento di percezione del ruolo regionale della Russia nello spazio post-sovietico e, dall’altro, la possibilità di rafforzamento del ruolo russo nei confronti dei paesi limitrofi in caso di definitivo successo bellico.

L’analisi parte ricostruendo i fatti storici che hanno preceduto il conflitto: l’intervento delle truppe dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (Csto), su invito del presidente Kassym-Jomart Tokayev, sul suolo kazako e l’aspettativa del Cremlino di poter contare su un “blocco centrasiatico” favorevole alle operazioni belliche in Ucraina per l’invasione del Donbass. Gli autori esaminano le reazioni delle repubbliche centro-astatiche al conflitto e delinea le possibili intenzioni russe sul territorio dell’Asia centrale. Lo studio si concentra poi sulle dinamiche economiche provocate dalla guerra all’economia globale e in particolare agli stati dell’Asia Centrale, destinati a risentire a catena delle sanzioni internazionali, facendo focus sulle conseguenze degli aumenti dei prezzi delle materie prime, della crisi energetica, delle barriere commerciali e della crescita dell’inflazione.

Nella parte conclusiva dello studio, Giorgio Comai e Marilisa Lorusso analizzano la strategia di Mosca nel Caucaso, tesa alla ricerca di stabilità per evitare nuove sfide al proprio ruolo egemone.

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