Pensionati “europei”

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di Debora Felici

I cittadini europei possono andare in pensione in tutti i paesi membri dell’Unione. Sul sito istituzionale Youreurope.it,  si possono trovare informazioni sull’argomento nella sezione “Andare in pensione all’estero”.

Un soggetto che ha svolto attività lavorativa in diversi paesi Ue può maturare il diritto alla pensione in ciascuno di essi. La domanda di pensione deve essere presentata presso la gestione pensionistica del paese in cui il cittadino risiede, oppure a quella dell’ultimo paese in cui ha svolto attività lavorativa. Tale ente dovrà provvedere a trasmettere la richiesta al diverso paese eventualmente competente, oppure si attiveràper riunire tutti i contributi pensionistici che risultano versati nei diversipaesi in cui il cittadino ha lavorato.

E’ importante informarsi sulle procedure necessarie almeno sei mesi prima del pensionamento, perché può occorrere molto tempo per ottenere la pensione da diversi paesi.

Tra i diversi paesi UE ci possono essere differenze rispetto all’età per il pensionamento. Si può ricevere la pensione nel paese in cui si risiede o nel quale si è svolta l’ultima età lavorativa, ma soltanto dopo aver raggiunto l’età pensionabile prevista dalla legge di tale paese. Possono essere diversi anche i periodi minimi di contribuzione richiesti per conseguire il diritto a pensione, nonché il metodo di calcolo.

Tutti i paesi Ue sono tenuti al rispetto del “principio di cumulo dei periodi di contribuzione”, in base al quale l’ente pensionistico competente per la domanda di pensione deve tener conto anche dei periodi in cui il richiedente ha lavorato in altri paesi dell’UE, come se avesse lavorato per tutto il tempo nello stesso paese.

Se si è stati assicurati per meno di un anno in un paese, si potrebbe applicare una regola speciale, poiché alcuni paesi dell’UE non danno una pensione per i periodi brevi. Tuttavia, i contributi versati e i mesi trascorsi nei paesi nei quali si è lavorato per tali brevi periodi non andranno persi, ma dovranno essere inclusi nel calcolo della pensione da parte dell’ente pensionistico competente rispetto alla domanda.

Il calcolo della pensione

Gli enti pensionistici dei singoli paesi dell’UE nei quali è stata svolta attività lavorativa sono tenuti a calcolare l’ammontare dei contribuiti versati a favore del loro regime pensionistico e quello corrisposto negli altri stati, nonché la durata dei periodi di contribuzione.

Ciascun ente pensionistico presso il quale il cittadino Ue è stato assicurato, calcolerà la quota pensionistica che è tenuto a versare tenendo conto dei periodi contributivi maturati in tutti i paesi dell’UE(quota pensionistica UE). A tal fine, sommerà tutti i periodi di lavoro trascorsi nei vari paesi dell’UE e calcolerà l’importo della pensione come se tutti i contributi fossero stati versati a favore del proprio regime pensionistico (cosiddetto importo teorico). Tale importo verrà quindi adeguato in base al periodo effettivo di contribuzione versato presso la gestione pensionistica che effettua il calcolo (cosiddetta prestazione pro-rata).

Se il cittadino Ue ha maturato i requisiti per la pensione nel paese di appartenenza, a prescindere dai periodi contributivi maturati in altri paesi l’ente pensionistico che effettua il calcolo dovrà determinare anche la cd. quota nazionale (o prestazione indipendente), che dovrà essere confrontata con la prestazione pro-rata al fine di corrispondere al richiedente la prestazione di importo più elevato.

L’esito del conteggio e della procedura di liquidazione dovranno essere comunicati al cittadino richiedente attraverso un documento denominato modulo P1.

Per aiutare i cittadini Ue a risolvere eventuali problemi pensionistici, sul sito Youreurope sono pubblicati e consultabili la documentazione e le informazioni sui sistemi pensionistici e di sicurezza sociale dei paesi membri. E’ inoltre disponibile uno specifico servizio di supporto e consulenza denominato “La tua Europa – Consulenza” dove, compilando un apposito form, si può effettuare alle istituzioni unionali la segnalazione del problema e chiedere l’attivazione di una consulenza.

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