Flat tax partite iva: cosa cambia?

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(Meridiana Notizie) Giovedì 15 dicembre 2022 –Si è parlato parecchio, negli ultimi mesi, dell’ormai famosa Flat tax e della riforma fiscale che avrebbe dovuto agevolare sia lavoratori dipendenti che partite IVA. L’obiettivo sempre dichiarato, di fatto, era quello di diminuire la pressione fiscale in modo tale da consentire agli italiani di superare l’attuale e difficoltoso periodo economico. In rete ormai si trovano diverse notizie in merito alla Flat tax ma noi come sempre preferiamo rivolgerci a fonti affidabili e serie come la rubrica Fisco e Tasse di Money.it. Vediamo allora insieme cosa c’è da sapere sulla nuova Flat tax, che dovrebbe essere inserita nella prossima legge di bilancio e cosa cambia per le partite IVA. 

Flat tax: solo per le partite IVA ma salta quella incrementale

Innanzitutto è bene chiarire che la Flat tax dovrebbe essere confermata, ma non sarà applicata anche ai dipendenti come si era prospettato in un primo momento. Tale misura sembra confermata esclusivamente per le Partite IVA. Non solo però: salta anche la flat tax incrementale di cui si è parlato a lungo fino a poco tempo fa, perché bocciata dalla Ragioneria di Stato che l’ha dichiarata troppo costosa, insostenibile a livello economico. 

Quello che dunque rimane è ben poco se andiamo nel concreto dei cambiamenti che interesseranno le Partite IVA. D’altronde, era proprio la tanto decantata flat tax incrementale che poteva fare la vera differenza ma adesso è arrivata la conferma della sua bocciatura.

Confermato l’aumento della soglia a 85.000 euro

Una novità però sembra ormai confermata ed interessa esclusivamente le Partite IVA. Si tratta della soglia prevista per l’applicazione della flat tax al 15%, che passerà dagli attuali 65.000 euro agli 85.000 euro. La platea delle Partite IVA che potranno beneficiare di un’aliquota ridotta dunque si allargherà e su questo sembra ormai certo che non ci saranno ripensamenti. 

Flat tax incrementale: gli effettivi limiti della misura

Effettivamente, la Flat tax incrementale rappresentava una misura che poteva apparire tanto vantaggiosa quanto interessante per i lavoratori. Bisogna però sempre fare i conti con la realtà e non sono stati pochi gli esperti che avevano intravisto sin dall’inizio una serie di problematiche che poi si sono dimostrate determinanti e hanno portato alla bocciatura della misura. Innanzitutto, nel disegno originale la flax tax incrementale aveva una durata alquanto limitata: era infatti prevista solamente per il primo anno. Viene da sé che sarebbe stato alquanto difficile stabilirne l’effettiva utilità e non a caso c’è stato chi l’ha definita, proprio per questo motivo, una presa in giro. 

Al di là di questo, la flat tax incrementale si è rivelata subito troppo costosa ed è per tale motivo che la Ragioneria di Stato l’ha bocciata. In termini prettamente economici, la misura sarebbe stata del tutto insostenibile e sarebbe stato pressoché impossibile trovare le risorse sufficienti per finanziare un’operazione di tale portata. 

Parliamo insomma di una misura che poteva apparire interessante ma che non contava di certo su basi solide, dunque non c’è di che stupirsi se sia stata bocciata sul nascere. Vedremo nel prossimo futuro quali passi saranno compiuti in tale direzione.

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