L’avvocato Sergio Santoro non ha dubbi di nessun genere: “Nel ricorso si sostiene che, anche se non è ammesso il rinnovo automatico generalizzato delle concessioni balneari, prima di procedere alla restituzione dei beni oggetto di concessioni scadute, l’amministrazione deve non solo procedere ad analitica mappatura delle coste e verifica della eventuale scarsità di risorse, ma anche valutare gli investimenti, il valore aziendale dell’impresa e dei beni materiali e immateriali nonché la professionalità acquisita da parte dell’impresa titolare della struttura turistico-ricettiva che gestisce attualmente la concessione demaniale”.
L’esperto avvocato civilista romano ricorda anche che “Nella specie, il tratto di spiaggia interessato dal provvedimento impugnato con il ricorso è attualmente vigilato dalla ricorrente in veste di concessionaria in proroga, e se il provvedimento del Comune fosse eseguito, non essendo stato emanato alcun bando per il riaffidamento, la mancata vigilanza della spiaggia potrebbe pregiudicare irreparabilmente l’incolumità pubblica, proprio nel momento di ripresa della stagione”.
Del tutto scontata la considerazione finale dell’avvocato Sergio Santoro: “In ogni caso- sottolinea il Presidente onorario del Consiglio di Stato-, le concessioni balneari devono ritenersi prorogate al 31 dicembre 2024 per effetto dell’art. 3, l. n. 118/22, se non si siano realizzate le condizioni ivi previste, tra le quali l’emanazione di bandi per il riaffidamento delle relative attività”.
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