Sono trascorsi pochi mesi dai grandi incendi degli impianti di smaltimento rifiuti di Malagrotta dove le squadre di vigili del fuoco hanno lavorato incessantemente giorno e notte, che dalla mattinata di oggi, un altro grande e pericoloso incendio si è sviluppato questa mattina ad Ardea dove la colonna di fumo visibile da gran parte della Capitale si è diradata prima nell’area del litorale e successivamente ha raggiunto i Castelli romani e il territorio di Roma sud. Questa volta a prendere fuoco e’ stato ancora del materiale di vario genere abbandonato in una discarica abusiva in via Montagnano ad Ardea, zona non nuova questi eventi. L’incendio di oggi è solo l’ultimo di tanti episodi avvenuti negli anni, dove le squadre dei vigili del fuoco sono dovute intervenire per domare le fiamme in siti autorizzati e abusivi per lo stoccaggio e la lavorazione dei rifiuti della Capitale. “E’ necessario purtroppo – dichiara Riccardo Ciofi della FNS CISL di Roma Capitale e Rieti – citare nuovamente gli eventi di tale entità: dalla discarica di Albano del 2016, la eco X di Pomezia, il Tmb Salaria, Rocca Cencia il primo deposito di Malagrotta, la discarica di Ciampino, la discarica abusiva di Ponte Mammolo e il secondo deposito di Malagrotta, incendio zona Salzare e questo odierno, sono fatti che hanno visto impegnati i colleghi nelle operazioni di spegnimento durate anche alcuni giorni”. Alcuni di loro – continua il sindacalista dei vigili del fuoco – hanno partecipato anche a più incendi di quelli che ho citato, altri, in relazione alla sede di servizio, hanno preso parte a tutti, non considerando, oltremodo, le attività di soccorso ordinaria che si unisce a tutto questo. “Preme evidenziare che l’attenzione legata alle malattie professionali e il riconoscimento del lavoro specifico dei vigili del fuoco, grazie soprattutto all’impegno della FNS CISL ad ogni livello, fa pensare che sia alquanto necessario iniziare istituire un registro dedicato al personale dei vigili del fuoco dove inserire le attività svolte e i risultati dei protocolli sanitari ai quali sono stati sottoposti. In aggiunta al liser – libretto individuale – infatti è opportuno l’istituzione di questo registro per monitorare, nel tempo, lo stato di salute dei vigili del fuoco del Comando di Roma che hanno preso parte a questi incendi e sono stati sottoposti, seppur con l’utilizzo degli appositi dpi, a questi ricorrenti e straordinari eventi che hanno visto il conseguente sprigionamento di fumi e sostanze tossiche e nocive. Il nostro lavoro, prosegue Ciofi, ci porta ad operare in ogni scenario possibile, comune e non, tuttavia la nostra richiesta di istituire questo registro nasce dall’esigenza di poter sorvegliare in termini sanitari l’evolversi dello stato di salute del dipendente e le malattie correlate all’attività lavorativa svolta, perché è necessario trovare le opportune soluzioni per quanto viene svolto dai vigili del fuoco”.
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