“Il fenomeno del caporalato in agricoltura è particolarmente diffuso con situazioni di irregolarità da nord a sud del Paese e va contrastato attraverso una rete di controlli capillari su tutto il territorio nazionale. Purtroppo sono oltre vent’anni che la pubblica amministrazione non assume più ispettori, ciò ha comportato la perdita di un patrimonio di conoscenze e di esperienze particolarmente prezioso. Occorre, pertanto, puntare sull’assunzione di nuovi ispettori per monitorare e sanzionare le irregolarità. In secondo luogo bisogna investire sulla formazione a partire dalle scuole per diffondere una cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro. Infine bisogna intervenire sulla filiera di responsabilità, coinvolgendo la grande distribuzione che impone prezzi bassi senza considerare, tuttavia, le ripercussioni sul piano sociale, al netto dei costi della mancanza di sicurezza che valgono qualche punto percentuale di Pil”. Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, intervenuto a Rai News 24, insieme al Ministro del Lavoro Marina Calderone, sul tema del caporalato in agricoltura.
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