“Da maggio a novembre 2024 i prestiti a lungo termine concessi dal sistema creditizio alla imprese sono calati di 15,5 miliardi, passando da 314 miliardi a 298,5 miliardi. E questo nonostante le rate medie di mutuo concesse ai privati siano scese e i prestiti siano complessivamente aumentati di 4 miliardi grazie al taglio dei tassi di interesse sui mutui in atto da dicembre. In un anno, tale tasso è stato tagliato di circa un punto percentuale e anche rispetto a novembre 2024, nel dicembre 2024 i tassi hanno subìto un ulteriore taglio. Questa rappresenta una indubbia buona notizia per le famiglie, che vedono diminuire il costo del denaro e conseguentemente aumentare il proprio potere d’acquisto. L’allentamento del costo del denaro sta spingendo quindi i finanziamenti. Ciò tuttavia non si sta ancora verificando appieno per le imprese, anche perché la politica monetaria della Banca Centrale Europea si è tradotta in questi anni in una contrazione del credito a causa dell’aumento del costo del denaro. Le politiche anti-inflazionistiche hanno frenato finora l’economia. L’auspicio è che il taglio dei tassi di interesse nel 2025 prosegua in modo deciso e maggiore, così da rendere più conveniente l’acquisto del denaro e il ricorso al credito per le imprese, spingendo investimenti ed economia”.
Lo dichiara Enrico Folgori, presidente di Feoli (Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata).
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