“La prevenzione può essere fatta attraverso l’informazione perché si tratta di anemie ereditarie, tra l’altro trasmesse con carattere autosomico recessivo, il che significa che sono necessari due soggetti portatori del difetto per causare un potenziale malato. Pertanto, da due genitori portatori apparentemente sani, perché i soggetti portatori hanno una modesta anemia microscopica, può nascere un soggetto malato con una probabilità del 25%”. A dirlo all’Adnkronos Salute Maria Domenica Cappellini, professore di medicina interna all’università di Milano, ex direttore onorario del Centro malattie rare della Fondazione Irccs Policlinico di Milano, nel corso del media tutorial “Viaggio nella Talassemia: burden, gestione clinica, cure di oggi e di domani”, promosso da Avanzanite Bioscience B.V., che ha visto la partecipazione di esperti di fama internazionale. Durante l’incontro, svoltosi a Milano, gli specialisti hanno approfondito l’evoluzione della gestione clinica della talassemia, dalle terapie trasfusionali alla chelazione del ferro, fino alle nuove opzioni terapeutiche in fase di sviluppo.
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