*Fango, strade danneggiate e paura nelle ore della tempesta. Il sindaco Andrea Zirilli racconta le priorità dell’emergenza e la fase che si apre ora: ricognizioni, ripristino e prevenzione. In paese anche il ministro Musumeci e il presidente Occhiuto.*
Bova Marina ha attraversato una notte che molti descrivono come una frattura improvvisa nella normalità: pioggia intensa, acqua sulle carreggiate, detriti e disagi diffusi. Il ciclone Harry ha colpito in poche ore, lasciando dietro di sé una scia di criticità su viabilità e servizi, oltre a un comprensibile senso di allarme tra i residenti.
Nelle prime fasi, l’attenzione si è concentrata sulla gestione dell’emergenza e sul coordinamento degli interventi sul territorio. Il sindaco Andrea Zirilli è rimasto a contatto con Protezione Civile, tecnici e forze dell’ordine, seguendo le segnalazioni e l’evoluzione delle condizioni meteo. “Mettere in sicurezza le persone. Prima di ogni danno materiale viene la vita umana”, ha spiegato il primo cittadino, rivendicando il lavoro congiunto con volontari e strutture operative.
Con il passare delle ore, la scena è cambiata: meno sirene, più sopralluoghi. “Il silenzio dopo la tempesta. Quel momento in cui ti rendi conto che il peggio è passato, ma sai già che il lavoro vero inizia lì”, ha raccontato Zirilli, indicando in quella fase il punto di svolta tra l’urgenza e la ricostruzione. Sullo sfondo, una comunità provata ma reattiva, chiamata a fare i conti con i danni e con tempi di ripristino non sempre brevi.
La gravità dell’evento ha acceso anche i riflettori istituzionali. A Bova Marina sono arrivati il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci e il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Una presenza che, al di là della dimensione simbolica, punta a sostenere l’iter di verifica e finanziamento degli interventi. “È stato importante sentire la vicinanza delle istituzioni, sapere che ciò che è accaduto non è stato sottovalutato”, ha commentato il sindaco.
Ora, con l’emergenza immediata alle spalle, il Comune sta lavorando su due binari: ripristino e misure per ridurre la vulnerabilità in caso di nuovi eventi estremi. “Sulla ricostruzione e sulla prevenzione. Stiamo lavorando per il ripristino delle infrastrutture, ma anche per capire cosa possiamo migliorare”, ha detto Zirilli, spiegando che la fase in corso richiede programmazione, interlocuzione costante con Regione e Governo e una mappa precisa delle priorità.
Il messaggio che l’amministrazione affida ai cittadini prova a tenere insieme realismo e rassicurazione, senza scorciatoie: “Che il Comune c’è, oggi come ieri. E che nessuno verrà lasciato indietro”. Per Bova Marina la sfida è tutta qui: trasformare la ferita del ciclone Harry in un percorso concreto di ripartenza, tra cantieri, procedure e una quotidianità da ricostruire passo dopo passo.

