“L’occupazione abusiva di immobili è un tema che ciclicamente torna al centro del dibattito pubblico italiano e che richiede attenzione, equilibrio e responsabilità. Si tratta di un fenomeno articolato e stratificato, che intreccia aspetti legali, sociali, economici e di ordine pubblico, rendendo impossibile qualsiasi lettura semplicistica o ideologica. Le situazioni che emergono sono spesso profondamente diverse tra loro: famiglie che vivono in condizioni di grave disagio economico e sociale, occupazioni organizzate e strumentali, ma anche casi in cui i proprietari diventano vittime, impossibilitati per lunghi periodi a rientrare in possesso della propria abitazione. Siamo quindi di fronte a una questione delicata e complessa, con molteplici risvolti umani, sociali ed economici, che meritano di essere affrontati con serietà e visione di insieme. Le occupazioni abusive in Italia non possono essere ridotte a una contrapposizione schematica tra “proprietari contro occupanti”. Esse rappresentano piuttosto il risultato di fragilità economiche diffuse, di carenze strutturali nelle politiche abitative, di inefficienze burocratiche e, in alcuni casi, di vere e proprie dinamiche illegali che si inseriscono in contesti di marginalità urbana. Affrontare questo fenomeno significa intervenire non solo sul piano repressivo, ma anche e soprattutto su quello sociale, urbanistico e amministrativo, investendo in politiche abitative efficaci, prevenzione del disagio e tempi certi nelle procedure. Solo un approccio integrato, equilibrato e responsabile potrà ridurre le tensioni sociali e garantire, allo stesso tempo, la tutela della proprietà privata e il diritto a una casa dignitosa”.
Così, in una nota, il portavoce nazionale di Accademia IC e presidente dell’associazione Bandiera Bianca, Carmela Tiso.

