Il TAR Sicilia ha ordinato all’Assessorato regionale alla Salute di pronunciarsi entro 60 giorni sull’accreditamento della Rete-Contratto KREALAB, che riunisce 60 laboratori di analisi operanti nelle 9 province siciliane.
La sentenza mette fine a anni di inerzia amministrativa e ribadisce un principio fondamentale: la Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di decidere e di applicare la legge, in questo caso la Legge Regionale a firma dell’attento Onorevole Tommaso Calderone, già legittimata dalla Corte Costituzionale.
I laboratori, difesi dagli avvocati Girolamo Rubino, Alberto Pepe e Giuseppe Impiduglia, hanno ottenuto il riconoscimento dell’illegittimità del silenzio dell’Assessorato. In particolare, l’impostazione giuridica dell’avv. Alberto Pepe ha evidenziato come l’inerzia amministrativa abbia prodotto un danno concreto agli operatori e all’intero sistema sanitario, con ricadute dirette sui cittadini.
«Noi attendiamo l’applicazione della Rete-Contratto prevista dalla legge – spiegano da KREALAB – non distorsioni amministrative che, a discrezione politica, organizzano la diagnostica ovunque, persino nei supermercati, mentre espropriano e svuotano il ruolo dei laboratori accreditati sul territorio».
«Abbiamo scelto di garantire un servizio diagnostico completo, diffuso e di prossimità, mentre la politica regionale continua a privilegiare un unico modello centralizzato ed escludente. A pagarne le conseguenze sono sempre i cittadini, privati di servizi essenziali sul territorio», dichiara Elisa Interlandi, Presidente ANMED e Vicepresidente UAP.
Il riconoscimento della Rete-Contratto KREALAB consentirebbe ai laboratori di mantenere la propria autonomia e assicurare qualità, rapidità e libertà di scelta. «Non chiediamo privilegi – conclude Interlandi – ma un sistema sanitario inclusivo, pluralista e conforme alla legge. Escludere modelli legittimi significa comprimere il diritto alla salute».

