C’è un modo per omaggiare Miles Davis senza cadere nella celebrazione museale o nella nostalgia manierata. Paolo Fresu lo ha trovato e lo pratica da tempo, con rigore e visione. Kind of Miles non è un concerto nel senso stretto del termine e non è nemmeno solo uno spettacolo teatrale: è un racconto sonoro e visivo che attraversa l’universo di Miles Davis per parlare, in realtà, del presente.
Nel gennaio e febbraio 2026 il progetto fa tappa in tre città chiave del Nord Italia, inserendosi in un tour che sta confermando, replica dopo replica, la solidità e l’ambizione dell’operazione.
Le date sono fissate:
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21 gennaio 2026 a Carpi
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22 gennaio 2026 a Piacenza
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29 gennaio e 1° febbraio 2026 a Cesena
Tre appuntamenti ravvicinati che raccontano bene la natura itinerante di kind of Miles, pensato fin dall’origine come un’opera destinata a crescere nel tempo e a confrontarsi con pubblici diversi.
Prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano e diretto da Andrea Bernard, lo spettacolo mette al centro la figura di Miles Davis non come icona cristallizzata, ma come motore di cambiamento. Fresu firma la drammaturgia e la musica, alternando narrazione personale e costruzione sonora, memoria autobiografica e rilettura creativa di alcune delle stagioni più decisive del jazz del Novecento.
Sul palco una formazione ampia e collaudata: Bebo Ferra alla chitarra elettrica, Christian Meyer e Stefano Bagnoli alla batteria, Dino Rubino al pianoforte e Fender Rhodes, Federico Malaman al basso elettrico, Filippo Vignato al trombone ed elettronica, Marco Bardoscia al contrabbasso. Una doppia anima, acustica ed elettrica, che rispecchia fedelmente le metamorfosi musicali di Davis, dal cool alla svolta elettrica, senza mai scivolare nella semplice citazione.
Elemento centrale dello spettacolo è l’impianto visivo, curato da Marco Usuelli e Alexandre Cayuela, che dialoga in tempo reale con la musica. Tecnologia e teatro non fanno da cornice, ma diventano parte del linguaggio, seguendo la lezione di Miles: sperimentare, rischiare, andare avanti anche quando il terreno non è stabile.
A Carpi, Piacenza e Cesena kind of Miles arriva come un evento che parla tanto agli appassionati di jazz quanto a chi cerca nel teatro musicale un racconto contemporaneo, capace di tenere insieme estetica e pensiero. Fresu non interpreta Miles Davis, non lo imita e non lo celebra: lo attraversa. E in questo attraversamento c’è una riflessione più ampia sul ruolo dell’artista, sulla necessità di visione e sul coraggio di non ripetersi.
In tempi in cui l’omaggio rischia spesso di diventare esercizio di stile, kind of Miles sceglie un’altra strada. Quella più scomoda, ma anche l’unica davvero fedele allo spirito di Davis: trasformare la memoria in materia viva.
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