“Dal Rapporto – continua Capone – emerge che i nuclei con almeno un componente occupato aumentano da 15 a 15,5 milioni (+2,9%), mentre le famiglie senza occupati diminuiscono di circa 685 mila unità (-17,8%), segnale di un rafforzamento della capacità reddituale delle famiglie. Se nel 2021 le famiglie con almeno un giovane tra i 15 e i 29 anni in condizione di fragilità (Neet) erano circa 2 milioni per un’incidenza pari al 30,8%, nel 2024 tale percentuale si riduce al 22% pari a circa 1,4 milioni di famiglie con giovani”.
Per Capone, “si tratta di un cambio di passo culturale prima che politico. Il rafforzamento delle politiche attive e la sinergia tra pubblico e privato, finalizzata a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, rappresentano la strada maestra per favorire un’occupazione stabile nel medio e lungo periodo. Puntare su formazione, sviluppo delle competenze e conciliazione tra lavoro e famiglia è essenziale per garantire una partecipazione più equa al mercato del lavoro, rafforzando al contempo la coesione sociale e il benessere dei nuclei familiari”.

