Il clima politico a Pomezia si fa sempre più teso e carico di interrogativi. A riaccendere il dibattito è l’intervento dell’avvocato Francesco Falco, che in un’intervista rilasciata a Il Clandestino Giornale non usa mezzi termini e parla apertamente di un “forte deficit morale nella politica pometina”.
Parole che arrivano in una fase delicata per l’amministrazione cittadina, segnata da verifiche e accertamenti negli uffici comunali da parte delle autorità competenti. Un contesto che, pur in assenza di condanne o responsabilità accertate, alimenta un clima di sospetto e sfiducia tra i cittadini, sempre più distanti da una politica percepita come opaca e autoreferenziale.
Secondo Falco, come dichiarato nell’intervista, il problema non sarebbe soltanto giudiziario o amministrativo, ma prima ancora etico e culturale. La politica locale, sostiene il legale, avrebbe smarrito il senso della responsabilità pubblica e del rispetto delle istituzioni, trasformando il governo della città in un terreno di scontri, ambiguità e scelte poco comprensibili per la comunità.
Il richiamo alla moralità non è soltanto una critica, ma un atto d’accusa verso un sistema che, a suo avviso, fatica a dare risposte chiare e a garantire trasparenza. In gioco non c’è solo l’immagine del Comune, ma la credibilità stessa della politica come strumento al servizio dei cittadini.
La vicenda apre dunque una riflessione più ampia sullo stato della vita pubblica a Pomezia: al di là degli esiti delle verifiche in corso, il tema sollevato da Falco resta sul tavolo. Senza un recupero di etica, rigore e chiarezza, il rischio è che il vero danno non sia giudiziario, ma democratico.
(Foto da Il Clandestino)

