(Adnkronos) – Non è corallo e neanche carminio. Di certo non ciliegia o cremisi. Leggenda vuole che a incantare Valentino Garavani di quella particolare tonalità di rosso, il rosso Valentino, diventata la sua cifra stilistica, sia stata una visione ben precisa nella platea dell’Opera di Barcellona, alla fine degli anni Cinquanta. Tra il pubblico, una donna anziana avvolta in un velluto magenta cattura lo sguardo di un giovane Valentino ancora studente che assiste a uno spettacolo. In mezzo a una folla vestita di bianco e nero, quella macchia di colore è impossibile da ignorare. Per Valentino il rosso è un’ossessione destinata a diventare sinonimo dei suoi stessi abiti. Lo stesso stilista racconterà più volte di non aver mai dimenticato quella figura isolata che per lui incarnava un’idea di femminilità assoluta. Quando nel 1959 apre il suo primo atelier, quell’immagine barcellonese torna prepotente a galla: nessun dubbio, la donna Valentino, da quel momento in poi, avrebbe parlato anche attraverso il rosso. Il rosso Valentino non è un rosso qualsiasi ma una sfumatura che si colloca tra carminio, porpora e rosso di cadmio, con una tensione verso l’arancio che non diventa mai dichiarata. È caldo e morbido, brillante ma non rigido, pensato per valorizzare chi lo indossa. Per Valentino Garavani il rosso è sempre stato un colore “democratico”, capace di mettere in risalto ogni donna. Una filosofia che ha fatto di Valentino l’emblema di lusso nell’alta moda e non solo. Fuori dalla passerella, il rosso Valentino ha vestito star a ogni latitudine, persino la sua cara amica Jackie Kennedy, negli anni del lutto, con tailleur impeccabili e abiti di chiffon ah hoc. Negli anni Settanta il rosso Valentino diventa persino fragranza, in una boccetta pensata per restituire, grazie alla sue note fruttate e oleose, la stessa potenza del colore feticcio di Valentino. Quello stesso rosso, nato idealmente in un teatro, è tornato a vivere sul palcoscenico dell’Opera di Roma, chiudendo simbolicamente il cerchio nel 2016, quando Valentino Garavani lo ha riportato in scena nei costumi da lui disegnati per ‘La Traviata’ diretta da Sofia Coppola, trasformando il melodramma verdiano in un omaggio alla sua idea di eleganza femminile. E non solo. A celebrare l’eredità di questo colore che va oltre la definizione di iconico è stata l’anno scorso la mostra ‘Orizzonti-Rosso’, ospitata dalla Valentino Garavani Foundation, a Roma, da maggio a ottobre. Un progetto espositivo che ha esplorato il rosso come idea culturale, mettendo in dialogo l’alta moda di Valentino con l’arte del Novecento e contemporanea. Le creazioni della maison sono state messe a confronto con opere di artisti come Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat e Mark Rothko, in un percorso che puntava a indagare il rosso come simbolo di un’epoca. (di Federica Mochi)
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