(Adnkronos) – Cordoglio e vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico arrivano dal Cnop, Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi. A parlare all'Adnkronos Salute è la presidente Maria Antonietta Gulino, che sottolinea come la "tragedia abbia colpito non solo i genitori, ma l'intera comunità", oggi sotto choc. "E' il dramma di una famiglia che è stato condiviso da tutti noi – spiega – Mi ricorda, per l'attenzione e la partecipazione collettiva, quanto accadde con Alfredino Rampi a Vermicino. Sono vicende diverse, ovviamente, ma in entrambi i casi l'Italia ha seguito con il fiato sospeso le notizie di un bambino". Domenico, 2 anni e mezzo, era in attesa di un secondo cuore nuovo. Sembrava poter esserci "una speranza concreta di miglioramento – osserva Gulino – Per questo la sua morte rappresenta un trauma dentro il trauma: alla sofferenza della malattia si è aggiunta la rottura di una speranza. E' un dolore che si amplia e si dilata". La presidente Cnop evidenzia la forza della madre del bimbo, Patrizia, "che non ha mai perso la speranza", e ricorda che la perdita di un figlio così piccolo "viene percepita come innaturale. Ai genitori è chiesta una prova enorme di coraggio per andare avanti". Gulino precisa che "il sostegno psicologico deve essere garantito non solo nell'immediato, ma nel tempo. Questo è un lutto sociale, non soltanto privato. Tuttavia – avverte – bisogna evitare la spettacolarizzazione. Serve rispetto e anche la capacità di restare in silenzio". Gli psicologi, "già attivati, offriranno ascolto e supporto per aiutare la famiglia ad affrontare le diverse fasi del lutto: dalla perdita all'elaborazione, fino alle emozioni più complesse come rabbia, senso di colpa e vergogna. Sono emozioni naturali – rimarca la presidente Cnop – che vanno riconosciute e legittimate, evitando che si trasformino in isolamento o, peggio ancora, in 'autoaccusa'". Un passaggio delicato arriverà quando si spegneranno i riflettori mediatici. "Il momento più difficile sarà dopo questi giorni di clamore. Il sostegno deve continuare nel tempo – ripete la psicologa – per evitare che il dolore paralizzi il futuro e comprometta i legami familiari". Infine, l'idea di una Fondazione dedicata al piccolo Domenico viene vista come "un modo per trasformare il dolore in memoria viva". Domenico "non è solo l'immagine di un letto d'ospedale – conclude Gulino – Ha vissuto 2 anni e mezzo, ha avuto una storia e tanto amore. L'obiettivo del supporto psicologico è aiutare i genitori a custodire quel ricordo" senza restare schiacciati dal dolore.
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Trapianti, Ordine psicologi: “Morte Domenico choc collettivo, sostegno stabile a famiglia”
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