In questi giorni si sta facendo un gran parlare degli esami di diagnostica erogati dalle farmacie. Dai prelievi agli elettrocardiogrammi la lista delle prestazioni e lunga ma secondo gli esperti del mestiere medico questa scelta può riservare brutte sorprese e annullare totalmente il presunto risparmio paventato da associazioni e parti politiche. Per analizzare il fenomeno abbiamo deciso di intervistare professionisti medici che da anni lavorano in prima linea e sanno valutare esami ed analisi in modo congruo a quello che l’arte della medicina impone.
Sotto la lente d’ingrandimento, in particolare, c’è la diagnostica cardiologica, quella che nelle farmacie viene espletata con l’elettrocardiogramma. Un esame semplice ma che può nascondere numerosi punti d’ombra se non svolto con i criteri che la professionalità impone. Ne abbiamo parlato con il dottor Giuseppe Marazzi, cardiologo esperto operante a Roma, specializzato in cardiologia riabilitativa e gestione ambulatoriale del paziente cardiopatico in forza, tra gli altri, all’Irccs San Raffaele e in Artemisia Lab.

Dottore si fa un gran parlare degli esami in farmacia che offrono velocità, zero liste d’attesa e un risparmio rispetto ai classici centri diagnostici. Lei è favorevole?
“Assolutamente no. Quello che può risultare come un esame semplice o banale come l’elettrocardiogramma è invece uno strumento primario che consente a noi cardiologi di capire l’entità o meno del problema su un paziente”.
In che senso?
“Il posizionamento degli elettrodi, se non fatto a regola d’arte, può completamente falsare un risultato e mandare fuori strada pazienti e medici. I farmacisti hanno altro competenze ma la specializzazione su un campo delicato come il cuore necessita di anni di esperienza e regole mirate altrimenti diventa tutto inutile”.
Cosa si rischia?
“In primis che il paziente debba spendere i soldi tre volte. La prima volta per l’elettrocardiogramma in farmacia, la seconda per una visita specialistica e la terza per rifare un nuovo esame stavolta completo e fatto bene. Mi dicono che ci sono alcune farmacie che danno facoltà di intervento anche a personale non formato, figuriamoci un po’”.
Altro che risparmio quindi…
“Il problema oltre che economico è di salute perché senza una corretta diagnosi si mette a rischio anche la propria vita perché parliamo di cuore…”.
Le sono capitati errori grossolani di questo tipo?
“Purtroppo si e sono certo che i pazienti che hanno fatto l’errore di non rivolgersi a centri dove il medico è quello che svolge la diagnostica e non personale non qualificato che poi si rivolge a medici da remoto. Credo che ci sia troppa superficialità ma con la salute delle persone non si può e non si deve rischiare mai”.

