“L’invecchiamento della popolazione italiana sta assumendo le sembianze di un fenomeno quasi strutturale, destinato a influenzare profondamente l’organizzazione del welfare nei prossimi decenni. L’aumento degli anziani non autosufficienti richiede un sistema di assistenza residenziale capace di rispondere in modo tempestivo, equo e capillare. In questo contesto, l’ultimo rapporto Istat metterebbe in luce una realtà ben diversa: l’Italia non si presenta come un Paese omogeneo, ma come un mosaico di territori in cui l’accesso ai servizi varia drasticamente. Il nodo centrale non è solamente la crescita della domanda, ma la distanza abissale tra Nord e Sud nella capacità di offrire risposte adeguate. Il dato più allarmante del rapporto Istat, nello specifico, riguarda proprio la distribuzione dei servizi residenziali. La differenza tra Settentrione e Meridione non è una semplice variazione statistica: è una frattura strutturale che incide direttamente sulla qualità della vita degli anziani. Che rischia di divenire, al contempo, anche una questione di equità sociale. L’Italia non può permettersi di lasciare che il luogo di nascita determini la qualità dell’assistenza ricevuta nella fase più fragile della vita. Servono investimenti mirati, una programmazione nazionale più omogenea e un rafforzamento dei servizi nelle regioni che da anni soffrono di carenze strutturali. Solo così sarà possibile garantire a tutti gli anziani, indipendentemente dalla latitudine, un accesso dignitoso e tempestivo alle cure. Un Paese che invecchia ha bisogno di un welfare che non lasci indietro nessuno. Colmare il divario territoriale non è solo una scelta politica: è un dovere civile”.
Così, in nota stampa Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

