In merito alla recente notizia rilanciata da alcune testate e al commento social dell’infettivologo Matteo Bassetti, sentiamo anche l’opinione di Marco Manzo primo docente nei corsi professionali obbligatori italiani di igiene sul lavoro e tecnica e nei primi corsi sperimentali europei di tatuaggio.
“Qual è il grado di correlazione tra chi è tatuato e sistema immunitario? Questa è la domanda a cui risponde uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS da un gruppo di ricercatori svizzeri. (…) Nessuno dice che non bisogna più tatuarsi, ma certamente è un messaggio importante a proposito di quelli che sono gli effetti sull’immunità”. (Reel di Matteo Bassetti su Instagram)
Marco Manzo: “Il regolamento europeo REACH impone limiti rigidissimi sui pigmenti. Questo regolamento è nato proprio per mettere in sicurezza l’utente. I colori utilizzati legalmente in Europa sono sottoposti a controlli e certificazioni molto severi.
È noto da tempo, e non rappresenta una novità scientifica, che il pigmento venga intercettato dai macrofagi e in parte trasportato ai linfonodi. Questo meccanismo è lo stesso che consente al tatuaggio di mantenersi nel tempo: è un processo biologico studiato e documentato da anni. Anche nei corsi professionali obbligatori viene da sempre spiegato e insegnato. Adesso ne abbiamo la prova scientifica.
Il sistema immunitario, per sua natura, è costantemente attivo. Ad esempio, uno studio pubblicato su American Journal of Human Biology (Lynn C.D. et al., 2020, “The evolutionary adaptation of body art: Tattooing as costly honest signaling of enhanced immune response in American Samoa”, Am J Hum Biol. 2020 Jul;32(4):e23347. doi:10.1002/ajhb.23347; PMID: 31654543), condotto su soggetti umani adulti nelle Samoa Americane, ha osservato che individui con maggiore esperienza di tatuaggi mostravano una risposta immunitaria adattativa più marcata, misurata attraverso livelli di immunoglobulina A secretoria (SIgA), rispetto ai soggetti al primo tatuaggio.
Gli autori ipotizzano un possibile meccanismo di “adattamento” del sistema immunitario allo stress controllato del tatuaggio, paragonabile a quanto avviene con l’esercizio fisico.
Questo non significa che il tatuaggio “rafforzi” il sistema immunitario in senso assoluto, ma dimostra che la relazione tra tatuaggi e risposta immunitaria è oggetto di studio.
Altri studi stanno indagando eventuali correlazioni con risposte vaccinali o con specifiche patologie, ma la comunità scientifica stessa sottolinea che sono necessari ulteriori approfondimenti prima di trarre conclusioni definitive in termini di rischio.
Il settore del tatuaggio professionale in Italia è normato dal 1998: esistono percorsi formativi obbligatori, protocolli igienico-sanitari, consenso informato e leggi regionali specifiche.
Il vero rischio, come sempre, è rappresentato dall’abusivismo non dalla pratica professionale regolamentata. La sicurezza la troviamo negli studi autorizzati dove i controlli vengono effettuati regolarmente. Per tatuarsi in sicurezza bisogna rivolgersi solo a tali studi professionali.
Siamo felici che la scienza possa offrire nuove conoscenze poiché la tutela della salute è un interesse comune”.

