(Adnkronos) – E' prorogata fino all'8 febbraio, al Museo d’Arte della città di Ravenna, 'Nell’Eternità del Provvisorio/In the Eternity of the Temporary', la mostra di Jonathan Van Dyke. Allestita nello 'Spazio Neutro', progetto curato da Giorgia Salerno, conservatrice del museo, l'esposizione offre al pubblico una prospettiva inedita sulla comprensione dell'arte contemporanea con particolare attenzione alle dinamiche relazionali. Giunto al suo terzo appuntamento, il programma ospita l’artista e performer americano che si ispira ai mosaici ravennati, in particolare a quelli di San Vitale, per dar vita a un ambiente modulare in cui le tessere si trasformano in trame di tessuto dipinto e l’elemento decorativo diventa strumento di contemplazione per il visitatore. La trama emerge da un meticoloso assemblaggio di stoffe tagliate, cucite, ricamate e dipinte–provenienti da abiti indossati da amici e familiari-evocando, attraverso un medium differente, la paziente e precisa costruzione del mosaico. La lentezza del processo creativo si contrappone alla rapidità del nostro tempo, in cui tutto scorre senza lasciare il tempo di essere compreso; nel frammento, elemento essenziale della composizione, affiora così “l’eternità del provvisorio”, per citare la poetessa femminista Armanda Guiducci (1923-1992). La persistenza della tessera musiva, radicata nella tradizione e nel passato, si rinnova nella sapiente ricomposizione dell’artista, dove la rete familiare si espande attraverso i tessuti, generando nuovi intrecci e nuove architetture. Completano l’installazione i costumi, realizzati per l’occasione e messi a disposizione del pubblico, che può così fare un’esperienza diretta dell’opera; ogni visitatore, infatti, invitato ad indossare ‘nuove vesti, diviene parte integrante della composizione, contribuendo a rivelare il dialogo continuo tra intelletto, gesto e fruizione artistica. La ricerca di VanDyke si muove su più registri, sottraendosi a definizioni e categorie, per spaziare dalla performance alla pittura, affermando la libertà dei suoi linguaggi. Il progetto è realizzato incollaborazione con 1/9unosunove arte contemporanea. La mostra è stata prorogata fino all'8 febbraio e, per la chiusura della mostra, dalle 16 alle 19 si svolgerà una performance di Jonathan Van Dyke in collaborazione con le perfomer Gemma Hansson Carbone e Marica Mastromarino che raccolgono e rielaborano le informazioni trasmesse dai newyorchesi Saba Shabbir e Fred Brown, dando continuità a un processo di condivisione e circolazione dell’esperienza performativa realizzata in occasione dell’inaugurazione. La performance dal titolo 'Attorno a questo mio corpo / Around This Body of Mine' richiama un verso della poetessa Amelia Rosselli (Parigi 1930–Roma 1996) e indaga il rapporto tra corpi e spazi, insieme alle dinamiche di dominio, controllo e sottomissione che spesso lo attraversano. Spazio Neutro è un progetto che propone al pubblico un punto di vista alternativo nella visione e comprensione delle opere d’arte. Il museo, nella sua caratterizzazione più classica, e per convenzione, richiede una certa distanza dall’opera per la sua fruizione, richiede compostezza formale, chiede silenzio. La visione di una collezione in un museo è sempre dettata da principi museologici e museografici che in questo spazio neutro, vengono ribaltati, cercando di modificare la relazione con le opere lì installate. Il progetto, ideato e diretto da Giorgia Salerno, curatrice e conservatrice delle collezioni del Museo, vede la presenza di artisti contemporanei chiamati a ripensare la propria opera in relazione allo spazio e al visitatore fornendo un modo alternativo di vivere l’opera e abitare pienamente l’ambiente. Alla base della programmazione, inoltre, vi è l’esigenza di affrontare tematiche attuali che coinvolgono i musei internazionali, come l’evoluzione del museo relazionale, la decolonizzazione delle collezioni e le IA generative.
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A Ravenna la mostra ‘Nell’Eternità del Provvisorio’ di Jonathan Van Dyke
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