(Adnkronos) – "L’eventuale introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti rappresenta una scelta preoccupante, non tanto per l’impatto diretto sulle nostre vendite (Mutti è il primo marchio italiano di pomodoro negli Usa, ma il nostro consumatore non ci sceglie per il prezzo), quanto per le conseguenze di una guerra commerciale senza una ratio chiara in un contesto internazionale già estremamente instabile". Così, con Adnkronos/Labitalia, Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti spa, big player made in Italy leader nel settore dei derivati del pomodoro, commenta i nuovi dazi annunciati da Donald Trump per i prodotti europei. Secondo Mutti "con la guerra in Ucraina ancora in corso e le tensioni in Medio Oriente, questo non è il momento di alimentare nuove frizioni economiche. L’unica via d’uscita è un’Europa compatta e coesa, capace di agire con una visione unitaria e una voce forte. Purtroppo, però, oggi l’Unione europea sembra più concentrata sulle piccole differenze tra gli Stati membri che sui valori fondamentali che dovrebbero unirci. Serve un cambio di passo", conclude. —lavoro/[email protected] (Web Info)
News
- Carta “Dedicata a te”, Paolo Capone (UGL): “È una delle nostre priorità a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie più fragili”
- “SAPORI CAPITOLINI 2026 – DIALOGHI TRA TERRA E TAVOLA”: A ROMA LA RASSEGNA CULTURALE ED ENOGASTRONOMICA SU STORIA, SOSTENIBILITÀ E SCAMBIO INTERGENERAZIONALE
- Coltivaitalia, Capone (UGL): “Una strategia per sostenere l’agricoltura e dare valore al lavoro”
- Ecomondo 2026. Intelligenza artificiale e bioeconomia per il futuro dell’agrifood italiano
- La storia di Lanuvio diventa un’avventura digitale: arriva “Custodi della Storia”, l’app che trasforma il borgo in un videogioco
- PREVENZIONE INCENDI: PROMESSA MANTENUTA, AL VIA I TEST SUL CAMPO DOPO LE EMERGENZE PLANETARIE
- **4 novembre, Salmoni: «La fiducia nelle istituzioni cresce attraverso persone su cui contare»**
- Vertenza Electrolux, Antonio Spera (Ugl Metalmeccanici): “Raggiunta ipotesi di accordo. Ora la parola passa ai lavoratori”

