Dal 15 al 26 ottobre si svolgerà a Roma la Festa del Cinema 2025. Il vasto programma prevede l’assegnazione di molteplici premi e la proiezione di un’amplissima scelta di film e documentari. Non mancheranno neanche masterclass: quella di Bellocchio, per esempio, o quella di Julian Temple. Quanto ai documentari, a titoli dedicati quale a Fellini quale a Kurosawa quale alla Storia della Technicolor Roma si affianca anche The Cruise, primo film di Bennet Miller, del 1998.
I film, si è detto, non sono pochi. Sul programma troviamo, tra l’altro, Desperately Seeking Susan, film del 1985 con Madonna e regia di Susan Seidelman, che ha poi diretto John Malkovich in Making Mr Right e Meryl Streep in She-Devil. C’è poi À bout de souffle, di Godard, vincitore di un Leone d’oro alla carriera e di un Oscar alla carriera nel 2011 e fondamentale regista della nouvelle vague, termine che sta ad indicare le tendenze innovatrici, fra loro non sempre facilmente assimilabili, di un certo numero di registi francesi tra la fine degli anni cinquanta e gli anni sessanta; spaziò dalle rappresentazioni della società dell’epoca, soprattutto dei giovani e della nuova cultura, al thriller alla fantascienza: Masculin Féminin, Bande à part, Alphaville ne sono un esempio. Ancora, c’è I pugni in tasca, il primo lungometraggio di Bellocchio, del 1965. Verrà proiettato anche Un pilota ritorna, di Rossellini, del 1942, in cui Massimo Girotti fa le parti di un soldato italiano catturato nella campagna di Grecia – avviata nell’ottobre del 1940. Rossellini è noto soprattutto per Roma città aperta, che documenta, coi metodi e i toni che poi verranno raggruppati sotto il nome di neorealismo, l’occupazione nazista della capitale; nel film recitano Anna Magnani e Aldo Fabrizi, ma protagonista è del pari la sfilza di personaggi minori che si agitano in una città devastata della guerra. Nel programma figura anche The Big Heat, di Fritz Lang, con Glenn Ford e Gloria Grahame tra gli interpreti. Verrà poi proiettata una selezione di tg della Rai dal 1954 al 1984. Notevole anche la serie di filmati dedicati a Pasolini, con interviste e apparizioni televisive.
Tra i vari luoghi interessati dall’evento spicca l’Auditorium Parco della Musica. Il complesso si trova a Via Pietro de Coubertin, vicino Corso Francia. Venne progettato da Renzo Piano in occasione di un bando indetto dal comune di Roma nel 1993 per la costruzione di un auditorio per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. L’inaugurazione avvenne nel 2002 e l’anno seguente i lavori furono conclusi. Nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone. Ospita attualmente l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Fondazione Cinema per Roma, la Fondazione Musica per Roma; e, tra gli ensemble, l’Auditorium Band, il coro Cantamondo, la Jazz Campus Orchestra, l’Orchestra nazionale jazz giovani talenti, il Parco della Musica Contemporanea Ensemble e l’Orchestra Popolare Italiana. All’interno dell’Auditorium si trovano poi il Museo Aristaios, dedicato a ceramiche greche arcaiche e classiche, e il Museo Archeologico, che ospita tra l’altro alcuni dei resti rinvenuti durante gli scavi – sul terreno del complesso sorgeva in età arcaica una fattoria, soppiantata poi da una villa patrizia. C’è poi il Museo degli strumenti musicali, che vanta più di cinquecento oggetti coprendo un arco di circa cinque secoli: notevoli il violino dello Stradivari, risalente al 1690, e mandolino e viola di David Tecchler.
- Leandro Stroppa

