Ieri sera, al Teatro Massimo di Pescara, il jazz ha brillato nella sua forma più pura. Il Marco Guidolotti Pianoless 4et, con la straordinaria partecipazione di Fabrizio Bosso, ha incantato il pubblico con “Tribute to Gerry Mulligan & Chet Baker”, un viaggio sonoro che ha restituito emozione, eleganza e virtuosismo.
Bosso ha dominato la scena con una tromba capace di fondere tecnica e sentimento, regalando assoli di una bellezza disarmante, ora dolci e intimi, ora esplosivi e trascinanti. Guidolotti, con il suo sax baritono, ha dato corpo e calore al suono del gruppo, creando con Bosso un dialogo perfetto, fatto di intesa, ascolto e improvvisazione autentica.
Il quartetto ha reso omaggio a due giganti del jazz — Gerry Mulligan e Chet Baker — senza scivolare nella mera imitazione, ma interpretandoli con personalità e rispetto. Brani come “Line for Lyons” e “Bernie’s Tune” hanno risuonato con energia nuova, avvolgendo la platea in un’atmosfera rarefatta e intensa.
Un pubblico attento e partecipe ha salutato gli artisti con lunghi applausi, suggellando una serata che ha confermato ancora una volta Fabrizio Bosso come uno dei più grandi interpreti del jazz europeo e Marco Guidolotti come una delle voci più raffinate e coerenti del sax baritono contemporaneo.
Fabrizio Bosso, un artista assoluto
Fabrizio Bosso, istrionico e carismatico, ha confermato ancora una volta perché è considerato un artista assoluto: ogni concerto con lui diventa uno spettacolo a sé, mai banale, sempre autentico. Nato a Torino nel 1973, diplomato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” a soli 15 anni, Bosso ha collaborato con giganti del jazz come Enrico Rava, Stefano Di Battista e Rosario Giuliani, ma anche con artisti pop come Sergio Cammariere, Nina Zilli e Raphael Gualazzi. Il suo linguaggio è universale, capace di fondere virtuosismo tecnico e intensità emotiva in un equilibrio raro.
Sul palco alterna ironia e profondità, improvvisazione e controllo, dando vita a uno show che non è semplice esibizione, ma puro dialogo con il pubblico: un modo di “raccontare” la musica che lo rende, da anni, una delle voci più autorevoli e amate del jazz europeo.
Donata De Rogatis
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