(Adnkronos) –
Un binario rotto potrebbe aver provocato lo scontro tra treni che in Spagna ha provocato 45 morti. La Commissione di indagine sugli incidenti ferroviari ha identificato nel suo rapporto preliminare la frattura di una rotaia come possibile causa del devastante incidente ferroviario avvenuto domenica scorsa nel sud del paese, con una collisione tra due treni ad alta velocità nei pressi della città di Adamuz, nella provincia andalusa di Cordova. Oltre alle 45 vittime, più di 120 persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave. Nel rapporto, pubblicato dal Ministero dei Trasporti spagnolo, la commissione ufficiale ha spiegato che sono state rinvenute delle tacche sulle superfici di rotolamento delle ruote del treno Iryo, le cui ultime carrozze sono deragliate finendo sul binario adiacente, scontrandosi con un treno Renfe che procedeva in direzione opposta ed è stato sbalzato fuori dal binario a una velocità superiore ai 200 chilometri orari. Tali segni, insieme alla deformazione delle rotaie osservata, suggeriscono che una rotaia si fosse già fratturata prima del passaggio del treno Iryo e del suo deragliamento. Tacche simili sono state trovate anche sulle ruote di altri tre treni che erano passati in quel tratto di binario poco prima. Ora dei campioni di rotaia saranno inviati a un laboratorio metallografico per determinare le possibili cause della frattura, ha aggiunto la commissione, sottolineando che altre ipotesi sulla causa dell'incidente non sono ancora state escluse.
—internazionale/[email protected] (Web Info)
News
- Femminicidio Anguillara, da autopsia Federica Torzullo dubbi sul racconto di Carlomagno
- Six Kings Slam rinnovato per il 2026, le date e dove vederlo in tv
- Serie A, oggi Inter-Pisa – Diretta
- Crans-Montana, Moretti esce dal carcere. Il tribunale: “Non c’è rischio fuga”
- Meloni: “Nobel a Trump? Speriamo di poterglielo dare un giorno”
- È morto Carlo Cecchi, attore che ha segnato il teatro d’autore
- Verona, rintracciato a Budapest Erik Tini: il 23enne scomparso da martedì
- Infrastruttura digitale 2026: AI, resilienza e sovranità

