(Adnkronos) – E' polemica su un post pubblicato su Facebook e poi rimosso dal segretario dell'Anm, Rocco Maruotti, in cui accostava i tragici fatti di Minneapolis alla riforma della giustizia. Nel messaggio social si leggeva: “Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella ‘democrazia’ al cui sistema giudiziario è ispirata la riforma Meloni-Nordio”. "Il post di cui si parla è stato rimosso dopo pochi minuti perché, per come era scritto, si prestava ad essere strumentalizzato – ha spiegato Maruotti – Non ritenevo e non ritengo opportuno paragonare la situazione statunitense, che pure deve porre interrogativi importanti sulla tenuta dello Stato di diritto in tutto il mondo, con quella italiana”. “E pertanto mi scuso con chi vi ha letto un accostamento improprio – ha concluso – La critica era rivolta a ciò che sta accadendo in questi giorni a Minneapolis e mirava a mettere in evidenza il fatto che il sistema accusatorio puro non rappresenta necessariamente un argine ad ingiustizie e gravi violazioni dei diritti umani come quelle che si stanno verificando negli Stati Uniti”. Divampa la polemica, con le forze di maggioranza che hanno duramente criticato il segretario dell’Anm. E' intervenuto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio: “Il Segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati, Rocco Maruotti, ha avuto l’ardire di associare l’immagine di un tragico evento a Minneapolis alle ragioni e agli obiettivi della nostra riforma”. “Ci auguriamo che la maggioranza dei magistrati cestini questo disgustoso messaggio nella pattumiera della vergogna – ha continuato – Esso offende non solo governo e Parlamento ma anche chi amministra la giustizia. Questa iniziativa rischia di pregiudicare quel clima di ragionevolezza e pacatezza che da sempre auspichiamo nella imminenza del referendum. Se questo modo di offendere dovesse continuare, dovremmo prendere atto che un dialogo con simili indegni interlocutori sarebbe irrimediabilmente compromesso”. Poi, dopo che il post è stato rimosso, Nordio ha commentato: “Prendo atto della retromarcia tardiva e grottesca" di Maruotti. “Dopo il suo comunicato così indegno, le scuse, inaccettabili, rivelano o un intelletto inadeguato all’importanza della carica o la debolezza di un cuore incapace di essere coerente con le proprie pulsioni”, ha concluso. Le consigliere laiche del Csm elette in quota centrodestra Isabella Bertolini e Claudia Eccher hanno chiesto l’apertura di una pratica.
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