(Meridiana Notizie) “Nel 2025 prosegue una strage sul lavoro che i dati INAIL fotografano con drammatica chiarezza. I casi mortali denunciati sono stati 1.093, in aumento rispetto ai 1.090 del periodo gennaio-dicembre 2024 (+0,3%). Dietro questi numeri ci sono lavoratori che non hanno più fatto ritorno a casa dai propri cari. Non è possibile trattarli come un dato statistico o una tragica fatalità. Aumentano gli infortuni al Sud, con i decessi che passano da 181 a 187, e nel Nord-Est, da 164 a 167, mentre calano nelle Isole (da 92 a 81), nel Nord-Ovest (da 205 a 203) e al Centro (da 155 a 154). Gli incrementi più forti riguardano Veneto (+22), Piemonte e Puglia (+14 ciascuna), Marche (+12) e Liguria (+5); i cali più marcati si registrano in Lombardia (-18), Lazio (-13), Sardegna (-9), Emilia-Romagna (-6) e nelle Province autonome di Trento e Bolzano (-5 ciascuna). Anche l’analisi dei settori conferma criticità evidenti: crescono i decessi in Agricoltura, da 102 a 106, e nel Conto Stato, da nove a 12. Aumentano inoltre le Attività manifatturiere, da 101 a 117 decessi denunciati, e il Commercio, da 58 a 68). Di fronte a tale quadro urge un cambio di passo: maggiori controlli, un monitoraggio efficace basato sull’incrocio delle banche dati e un investimento reale sulla cultura della sicurezza sul lavoro. La prevenzione non può essere affidata solo alle norme, ma deve diventare una pratica quotidiana nei luoghi di lavoro, a partire da formazione e addestramento. Solo rafforzando in modo concreto l’alleanza tra istituzioni, imprese e sindacati sarà possibile fermare una spirale di morti sul lavoro che resta inaccettabile per un Paese civile”. Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito ai dati INAIL relativi agli infortuni mortali sul lavoro.
“Dati INAIL. Paolo Capone, Leader UGL: “Investire su prevenzione e controlli per arrestare morti sul lavoro”
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