(Adnkronos) –
Ferrari ha svelato il design degli interni e annunciato il nome della sua nuova vettura completamente elettrica: Ferrari Luce, aprendo un nuovo e innovativo capitolo nella storia del Cavallino Rampante.
Il nome “Luce” inaugura una nuova strategia di denominazione e sintetizza l’approccio del marchio all’elettrificazione: non come fine tecnologico, ma come piattaforma espressiva per ridefinire design, funzionalità e relazione uomo-macchina. Per la prima volta, Ferrari ha sviluppato il progetto in collaborazione con LoveFrom di San Francisco, con il fine di definire un nuovo linguaggio stilistico capace di integrare hardware e software in un’architettura coerente. Il volante a tre razze in alluminio alleggerito reinterpreta la tradizione Ferrari in chiave contemporanea, con moduli di comando analogici ispirati alle monoposto di Formula 1. Ogni pulsante è stato sviluppato per offrire un preciso feedback meccanico e acustico, un deciso ritorno alla fisicità. L’interfaccia grafica è costituita da tre display, il Binnacle del guidatore e i pannelli di controllo anteriore e posteriore , tutti sono stati progettati con la massima cura per garantire chiarezza e funzionalità. Il Binnacle segue dinamicamente i movimenti del volante, garantendo al pilota una lettura sempre ottimale delle informazioni e contribuendo a rendere la guida più naturale ed efficace. Il quadro strumenti, integrato direttamente sul piantone dello sterzo, costituisce una soluzione inedita per un modello di serie Ferrari. La grafica del Binnacle si ispira alla chiarezza e all’eleganza dei quadranti della strumentazione degli anni 50 e 60, in particolare dei quadri Veglia e Jaeger. Infine il selettore del cambio diventa una vera espressione di arte tecnologica: un elemento in vetro Corning® Fusion5® che unisce funzione, resistenza ed eleganza in un unico componente scultoreo. La sua realizzazione nasce da processi produttivi del vetro altamente innovativi, mai applicati prima con questo livello di integrazione nel design degli interni di una Ferrari. L’obiettivo non era solo estetico, ma ingegneristico capace di raggiungere standard di precisione coerenti con l’eccellenza del Marchio.
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