“Sul tema dei rider e sull’indagine in corso a Milano è necessario fare chiarezza. Non ci risultano segnalazioni di pagamenti a tre euro l’ora e il contratto di riferimento per i lavoratori autonomi del settore prevede un compenso di 10 euro l’ora, con maggiorazioni per maltempo, festivi e lavoro notturno. Qualora venissero confermate irregolarità, significherebbe che, nonostante le regole esistenti, qualcuno non le applica. Il lavoro del rider è certamente complesso, ma non produce sfruttamento. Negli anni è stato invece riscontrato e denunciato un fenomeno diverso, legato alla gestione di account multipli e al subappalto del lavoro, spesso a danno di immigrati non regolari. In questi casi lo sfruttamento è reale ed è riconducibile a meccanismi di caporalato, non alle piattaforme. Dalle verifiche svolte emerge che l’autonomia consente una gestione libera dei propri tempi e delle proprie scelte. Un sistema che ha garantito anche durante il Covid servizi essenziali come la consegna di spesa e farmaci alle persone anziane e che richiede maggiore attenzione, evitando però letture ideologiche che finiscono per distorcere la realtà”. Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale UGL, in merito all’indagine della Procura di Milano su Foodinho, la società che gestisce il servizio di Glovo in Italia.
Rider, Paolo Capone, Leader UGL: “Contrastare le irregolarità, ma no a letture ideologiche”
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