Si è concluso alla Biblioteca Attiva di Ariccia il simposio internazionale HABITAT – Intrecciare Spazi, una settimana di lavoro intenso che ha trasformato un luogo culturale in un cantiere creativo e relazionale. La presentazione pubblica dei lavori ha restituito alla comunità opere di grande forza espressiva, capaci di coniugare tecnica, riflessione e sensibilità contemporanea.
Protagonisti del progetto dieci giovani della Staatliche Berufsfachschule für Flechtwerkgestaltung di Lichtenfels, accompagnati dai loro docenti, ospiti ad Ariccia per un percorso di cooperazione culturale che ha intrecciato materiali naturali, pensiero progettuale e dimensione poetica. L’antica tecnica dell’intreccio è diventata linguaggio attuale, strumento per interrogarsi sul significato dell’abitare, del confine, del rifugio, del transito.
Ogni opera è stata accompagnata da una poesia scritta dagli stessi studenti: testi intimi, essenziali, capaci di rendere esplicito il processo creativo e il vissuto personale alla base di ciascun lavoro. Materia e parola si sono sostenute a vicenda, dando forma a un dialogo coerente tra corpo, spazio e relazione.
Il progetto, sostenuto da Erasmus+ e dal Comune di Ariccia, ha rappresentato un esempio concreto di cooperazione europea, coinvolgendo istituzioni, associazioni, famiglie ospitanti e il Comitato di Gemellaggio. La Biblioteca Attiva si è così configurata come laboratorio di futuro, spazio in cui tradizione artigianale e riflessione contemporanea sull’HABITAT hanno trovato una sintesi progettuale credibile.
Determinante il lavoro dell’associazione Start, con un particolare riconoscimento a Giuliana Riunno e la collaborazione della professoressa Annamaria Cardillo per il Comitato Gemellaggi di Ariccia, oltre ai partner italiani e tedeschi che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.
Il commento del Sindaco, Gianluca Staccoli:
«Ariccia conferma la propria vocazione all’accoglienza e alla cooperazione internazionale. Iniziative come HABITAT valorizzano i nostri spazi culturali e rafforzano i legami europei attraverso esperienze concrete, capaci di lasciare tracce durature nella comunità.»
Il commento della consigliera Anita Luciano Cioli:
«HABITAT non è stato soltanto un progetto culturale, ma un’esperienza strutturata di costruzione di comunità europea. La qualità delle opere realizzate e la scelta di fondarle su testi poetici scritti dai ragazzi dimostrano una maturità progettuale significativa. Investire su percorsi di questo tipo significa sostenere una generazione capace di visione, consapevolezza e responsabilità.»
Il commento della consigliera Irene Falcone:
«Il dialogo tra artigianato, design e riflessione sociale sull’abitare rappresenta un segnale importante. Cultura significa creare connessioni e generare consapevolezza. Questo progetto ha saputo offrire ai giovani un’opportunità autentica di crescita e di confronto.»

La conclusione del simposio, celebrata con un momento conviviale nelle cucine storiche di Palazzo Chigi, ha suggellato un’esperienza che va oltre l’evento singolo. HABITAT lascia in eredità opere, relazioni e una consapevolezza condivisa: la cultura, quando è costruita con metodo e visione, diventa infrastruttura stabile di comunità.

