ROMA – Un’operazione che va oltre il semplice sgombero di un insediamento abusivo e che assume il valore di un segnale concreto di presenza delle istituzioni sul territorio. L’intervento avviato nell’area dell’ex depuratore Acea di viale di Tor Bella Monaca rappresenta, per il presidente del VI Municipio di Roma, Nicola Franco, il risultato di un lungo lavoro istituzionale portato avanti negli ultimi tre anni con l’obiettivo di restituire sicurezza e dignità ai cittadini
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L’area, occupata da tempo e trasformata progressivamente in una discarica abusiva, era diventata uno dei punti più critici dell’intero quadrante orientale della Capitale. Cumuli di rifiuti, materiali di ogni genere e condizioni igienico-sanitarie sempre più precarie avevano alimentato le preoccupazioni dei residenti e delle istituzioni locali, che più volte avevano sollecitato un intervento risolutivo.
«Questa giornata rappresenta una risposta concreta a una richiesta che il Municipio porta avanti da anni», ha dichiarato Nicola Franco. «L’ex depuratore era diventato il simbolo di una situazione non più tollerabile sotto il profilo della sicurezza, dell’ambiente e della salute pubblica.»
Il presidente del VI Municipio ha ricordato come la bonifica dell’area richiederà un investimento pubblico superiore al milione di euro, risorse necessarie per eliminare tonnellate di rifiuti accumulati nel tempo e mettere definitivamente in sicurezza il sito.
«Parliamo di un costo enorme che ricadrà sulla collettività», ha sottolineato Franco. «Sono risorse che avremmo voluto destinare ad altri servizi per i cittadini, ma che oggi risultano indispensabili per recuperare un’area compromessa da anni di illegalità.»
Il presidente municipale ha inoltre annunciato l’intenzione di chiedere un incontro al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi affinché venga affrontata anche la posizione delle persone coinvolte nell’occupazione dell’area.
Nel suo intervento Franco ha voluto rimarcare soprattutto il valore della collaborazione tra le istituzioni che ha reso possibile l’operazione.
«Ringrazio il Prefetto di Roma Lamberto Giannini, il Questore Roberto Massucci, il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, la Polizia di Stato, la Polizia Locale e l’Arma dei Carabinieri. Questo risultato è stato possibile grazie a un lavoro di squadra che dimostra quanto sia fondamentale la collaborazione tra tutti gli enti dello Stato.»
Per il presidente del VI Municipio, lo sgombero rappresenta anche un messaggio ai cittadini che da anni chiedono interventi concreti nelle periferie romane.
«Il nostro obiettivo è restituire spazi pubblici alla legalità e alla comunità», ha concluso Franco. «Le periferie non possono essere considerate territori di serie B. Devono ricevere la stessa attenzione del centro della città e meritano interventi strutturali che garantiscano sicurezza, decoro e qualità della vita.»
L’operazione sull’ex depuratore Acea si inserisce nel più ampio programma di recupero urbano promosso dall’amministrazione del VI Municipio, che negli ultimi anni ha intensificato le iniziative volte a contrastare il degrado, favorire la riqualificazione degli spazi pubblici e rafforzare la presenza delle istituzioni nei quartieri più complessi della Capitale.

