(Meridiana Notizie) “Gli scontri e i saccheggi avvenuti nel centro di Milano il 17 e 18 ottobre riaccendono l’attenzione sulla questione educativa e sulla necessità di intervenire non soltanto sui comportamenti violenti, ma anche sui modelli sociali e culturali che contribuiscono a generarli. Accertare le responsabilità è indispensabile, ma occorre anche interrogarsi sulle ragioni per cui un ragazzo di tredici anni possa arrivare a considerare la violenza uno strumento per ottenere visibilità, riconoscimento e consenso tra i propri coetanei. Quando distruggere una vetrina diventa un gesto di cui vantarsi, il problema riguarda anche i criteri con cui si cerca riconoscimento. Siamo di fronte a una crisi del radicamento, in cui si indebolisce il legame tra la persona, la comunità e il significato delle regole. Se insegniamo il rispetto ma, nei fatti, premiamo la prepotenza, o chiediamo impegno valorizzando soltanto il successo immediato, trasmettiamo messaggi educativi contraddittori”, lo ha dichiarato Carlo Barberis, sociologo e presidente di Expo Training.
“Un fenomeno che merita particolare attenzione è quello della turbo-adultizzazione, ovvero l’esposizione precoce e accelerata a linguaggi, immagini, relazioni e modelli del mondo adulto. Di fronte a questa trasformazione, la presenza educativa degli adulti deve diventare più forte e consapevole. Ai ragazzi dobbiamo chiedere responsabilità, offrendo al tempo stesso percorsi credibili per esercitarla. Il rispetto non si insegna soltanto attraverso le parole, ma attraverso relazioni, regole e opportunità che lo rendano concreto”, prosegue Barberis.
“Un ruolo centrale spetta alle famiglie, che non possono essere lasciate sole nell’affrontare queste sfide. Sono necessari percorsi accessibili di formazione alla genitorialità e servizi di sostegno sul territorio, mentre la scuola deve integrare l’educazione digitale con quella affettiva e civica. La risposta, sottolinea Barberis, deve essere articolata e combinare un impianto legislativo efficace, politiche educative coordinate e una riflessione sull’utilizzo dei social network e sui modelli di visibilità che contribuiscono a orientare i comportamenti dei più giovani. Sul piano educativo, propongo un coordinamento stabile tra scuola, famiglie e servizi territoriali, affinché gli adulti possano condividere responsabilità, strumenti e obiettivi. La ferita sociale che emerge da questi episodi può essere affrontata se adulti e istituzioni sono disposti a investire concretamente nella possibilità di cambiare. La sfida è costruire un nuovo patto educativo fondato sulla coerenza, sulla responsabilità e sulla capacità di offrire ai giovani alternative credibili alla ricerca di riconoscimento attraverso la violenza. Questi temi saranno al centro del confronto in programma a Expo Training, il 18 e 19 novembre 2026, a Fiera Milano City – Allianz MiCo, dove istituzioni, professionisti e operatori del settore saranno chiamati a discutere la crisi educativa e a individuare proposte concrete per la scuola, le famiglie e i territori”, conclude il presidente di Expo Training.

