Colleghi e protagonisti della cultura alla Sala della Protomoteca per l’appuntamento «40 anni di evoluzione artistica». Dal teatro con i grandi maestri al cinema e alla televisione, fino all’impegno nella direzione dei Teatri di Siena.
Per un attore, una carriera si misura anche attraverso gli incontri. Quelli con i maestri che insegnano a stare in scena, con i colleghi con cui si costruisce un personaggio, con gli spettatori che imparano a riconoscere un volto e una voce. Nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, queste diverse dimensioni hanno fatto da filo conduttore all’omaggio a Vincenzo Bocciarelli, protagonista dell’appuntamento «40 anni di evoluzione artistica».
La celebrazione ha riunito il percorso dell’interprete fra teatro, cinema e televisione e il suo attuale impegno come direttore artistico dei Teatri di Siena. A presentare l’incontro è stato Franco Mariotti, storico professionista della comunicazione cinematografica, già addetto stampa di Cinecittà Holding.
Tra i presenti la giornalista Tiberia de Matteis del quotidiano Il Temp,Elena Bonelli, cantante e voce di Roma, i registi Rosario D’Errico e Michele Petti, Letizia Gorga, Pino Ammendola, Roberta Beta, l’attore Pietro Romano e Roberto Masiero di Renaissance Evolution. A completare il quadro dei relatori, l’on. Giovanni Quarzo, l’avvocata cassazionista Patrizia Valeri e il professor Simone Greco.
Al centro, una storia professionale cresciuta attraverso esperienze che richiedono qualità diverse e una preparazione comune. Bocciarelli ha trovato nel teatro le proprie fondamenta: la scuola del Piccolo Teatro di Milano, l’esperienza con Giorgio Strehler, il lavoro accanto a Giorgio Albertazzi, Glauco Mauri e Valeria Moriconi.
Nomi che rimandano a un patrimonio importante della scena italiana e a un apprendistato fatto di studio e pratica quotidiana. Il confronto con i classici, la cura della parola e la precisione del gesto hanno contribuito a formare un interprete abituato a considerare ogni ruolo come un nuovo lavoro di ricerca.
La capacità di ascolto è parte essenziale di questa disciplina. Si ascolta il testo, si ascolta il partner, si avverte la risposta della sala. Ogni rappresentazione richiede presenza e attenzione, anche quando lo spettacolo ha già alle spalle molte repliche. È una consuetudine al lavoro che accompagna l’attore anche fuori dal teatro.
Nel caso di Bocciarelli, la televisione ha trasformato questa esperienza in un rapporto con una platea più vasta. «Orgoglio», «Il bello delle donne», «Incantesimo» e «Don Matteo» sono alcuni dei titoli attraverso cui il pubblico italiano ne ha conosciuto e seguito il percorso. Alla dimensione immediata della scena si è aggiunta la continuità del racconto televisivo, con personaggi capaci di entrare nella memoria degli spettatori.
Sul grande schermo, «E ridendo l’uccise» di Florestano Vancini, «L’inchiesta» e l’esperienza internazionale di «Nirakazhcha – La strada dei colori» segnano altre tappe della sua carriera. Il cinema ha ampliato il confronto con ambienti, ruoli e sensibilità differenti, chiedendo all’interprete di adattare il proprio lavoro alle esigenze della macchina da presa.
In questo passaggio continuo fra palcoscenico e set si coglie il significato dell’evoluzione richiamata dal titolo dell’evento. La preparazione si arricchisce attraverso l’esperienza: il gesto trova un’altra intensità, la voce un’altra misura, lo sguardo un diverso spazio narrativo. La crescita artistica passa anche dalla disponibilità a imparare nuovamente.
Oggi questa disponibilità assume una forma ulteriore nella direzione artistica dei Teatri di Siena. Bocciarelli è chiamato a guardare lo spettacolo anche dalla prospettiva di chi deve costruire un programma, scegliere proposte e favorire il dialogo fra gli artisti e la comunità.
Il mestiere dell’attore diventa così una risorsa per un lavoro collettivo. L’attenzione al singolo personaggio si allarga all’insieme degli spettacoli e alle occasioni che una programmazione può offrire. Entrano in gioco il rapporto con la città, la conoscenza delle esigenze della scena e la capacità di immaginare nuove possibilità di partecipazione.
Alla Protomoteca è stato celebrato questo percorso articolato, in cui la popolarità dello schermo convive con la formazione teatrale e con la responsabilità di una direzione artistica. Quarant’anni che oggi trovano continuità nei ruoli ancora da affrontare e nel lavoro per fare incontrare altri artisti con il pubblico. È anche attraverso questa apertura che la storia professionale di Bocciarelli continua a crescere.








