Si è conclusa al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la lunga e complessa trattativa sulla vertenza Electrolux, alla presenza del ministro Adolfo Urso e della sottosegretaria Fausta Bergamotto. Al termine del confronto è stato raggiunto un accordo che sarà ora sottoposto al giudizio dei lavoratori attraverso le assemblee negli stabilimenti.
“Un’intesa importante, raggiunta in un contesto particolarmente difficile per il settore degli elettrodomestici, attraversato da una profonda crisi e penalizzato dalla crescente concorrenza asiatica e dalla conseguente perdita di quote di mercato. Uno scenario che rende ancora più urgente l’adozione di politiche industriali strutturali a sostegno della produzione italiana ed europea, della competitività e della salvaguardia dell’occupazione”. Lo dichiara Antonio Spera, Segretario Generale UGL Metalmeccanici, presente all’incontro con Aurelio Melchionne, Segretario Confederale, Vittoria Buccarini, componente della Segreteria Nazionale, e Francesco Stavale, Segretario Territoriale di Forlì e le RSU.
L’accordo prevede investimenti per 100 milioni di euro nell’arco del piano industriale triennale, la prosecuzione dell’attività produttiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi fino all’individuazione di una soluzione di reindustrializzazione e l’esclusione dei licenziamenti unilaterali. Le uscite saranno esclusivamente volontarie e incentivate, anche attraverso strumenti di accompagnamento alla pensione. È stata inoltre ottenuta la salvaguardia di alcune produzioni che, nel piano iniziale dell’azienda, erano destinate alla delocalizzazione.
“Siamo riusciti a raggiungere un risultato significativo rispetto alla proposta iniziale dell’azienda, che prevedeva 1.720 esuberi e la chiusura di uno stabilimento. L’ipotesi di accordo rappresenta un passo avanti importante nella tutela dell’occupazione e nella salvaguardia del futuro industriale dei siti italiani. Nell’ambito del nuovo piano industriale triennale, il percorso delineato alle uscite su base esclusivamente volontarie riguarda complessivamente 918 lavoratori, di cui 390 operai e 512 impiegati e 16 operai di laboratorio. Abbiamo affrontato una trattativa lunga e complessa, con l’obiettivo di ridurre l’impatto della riorganizzazione e garantire maggiori tutele ai lavoratori. Il risultato raggiunto dimostra quanto siano fondamentali la determinazione sindacale, il confronto e la responsabilità di tutte le parti coinvolte. Adesso saranno i lavoratori, attraverso le assemblee, ad avere l’ultima parola sull’ipotesi di accordo” conclude Spera.

