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	<title>detenuto Archivi - Meridiana Notizie</title>
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	<description>Agenzia video giornalistica italiana</description>
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	<title>detenuto Archivi - Meridiana Notizie</title>
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		<title>Rebibbia, poliziotto aggredito e ferito da un detenuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 14:55:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(MeridianaNotizie) Roma, 11 ottobre 2022 &#8211; Ennesima giornata di sangue e violenza in un carcere del Lazio, segnatamente nella Casa di reclusione di Rebibbia a Roma dove un ispettore di Polizia Penitenziaria è stato aggredito e ferito da un detenuto. Spiega Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Quel che [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(MeridianaNotizie) Roma, 11 ottobre 2022 &#8211; Ennesima giornata di sangue e violenza in un carcere del Lazio, segnatamente nella Casa di reclusione di Rebibbia a Roma dove un ispettore di Polizia Penitenziaria è stato aggredito e ferito da un detenuto. Spiega Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “<i>Quel che è accaduto nella Casa di reclusione di Rebibbia testimonia una volta di più l’ingovernabilità delle carceri regionali e la strafottenza e l’arroganza di una parte di popolazione detenuta violenza, che anche in carcere continua a delinquere, ad alterare l’ordine e la sicurezza, evidentemente certa dell’impunità. E’ successo che un detenuto, dopo essere stato portato in infermeria perché simulava un malessere, si è improvvisamente ripreso dal malore e, con una lametta nascosta in bocca, dopo la certificazione medica ha tentato di fuggire dall’infermeria stessa. L’ispettore che lo aveva accompagnato lo ha immediatamente boccato, ma il detenuto lo ha colpito con una testata e poi con un pugno, forte anche del fatto che le mani del collega non erano libere perché portava radio ricetrasmittente e le carte del sanitario.  Un elogio ai colleghi che lavorano nell&#8217;istituto di Rebibbia, e in particolare a colui che è stato vittima vittime di questo episodio, perché è solo grazie a loro se si è scongiurato il peggio. E&#8217; l&#8217;ennesima aggressione da parte di detenuti nei confronti degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, ancora una volta sottovalutata dall&#8217;Amministrazione Penitenziaria che da scarsa attenzione sulla difficile gestione dei detenuti – stranieri, con problemi psichiatrici, tossicodipendenti &#8211; all&#8217;interno delle strutture penitenziarie”.</i></p>
<p>Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, tuona: “<i>Basta! Anche questa è un grave aggressione annunciata! A questo hanno portato questi anni di ipergarantismo nelle carceri, dove ai detenuti è stato praticamente permesso di auto gestirsi con provvedimenti scellerati ‘a pioggia’ come la vigilanza dinamica e il regime aperto, con detenuti fuori dalle celle pressoché tutto il giorno a non fare nulla nei corridoi delle Sezioni. E queste sono anche le conseguenze di una politica penitenziaria che invece di punire, sia sotto il profilo disciplinare che penale, i detenuti violenti, non assumono severi provvedimenti. Ormai picchiare un poliziotto in carcere senza subìre alcuna conseguenza è diventato quasi uno sport nazionale, nella indifferenza della politica e dei vertici dell’amministrazione Penitenziaria</i>”.</p>
<p><i>“Il personale di Polizia Penitenziaria non ha ancora ricevuto i previsti guanti anti-taglio, caschi, scudi, kit antisommossa e sfollagenti promessi dal Capo del DAP Renoldi”, </i>denuncia Capece<i>. “La situazione delle carceri del Lazio e italiane, per adulti e minori, è sempre più allarmante per il continuo ripetersi di gravi episodi critici e violenti che vedono sempre più coinvolti gli uomini e le donne appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. Donne e uomini che svolgono servizio nelle sezioni detentive senza alcuno strumento utile a garantire la loro incolumità fisica dalle continue aggressioni dei detenuti più violenti. Il taser potrebbe essere lo strumento utile per eccellenza (anche perché di ogni detenuto è possibile sapere le condizioni fisiche e mediche prima di poter usare la pistola ad impulsi elettrici) ma i vertici del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria fanno solo chiacchiere e la Polizia Penitenziaria continua a restarne sprovvisto”.</i></p>
<p>Poi Capece si rivolge direttamente a Giorgia Meloni, leader di Fratelli di Italia e Premier in pectore”: <i>“Al nuovo Ministro della Giustizia che verrà (e, immagino, al nuovo Capo del Dipartimento, com’è nella logica dello spoil system, ossia la pratica politica per cui i vertici della Pubblica Amministrazione vengono sostituiti al momento dell’insediamento del nuovo governo) </i><b><i>chiedo di avere quel coraggio</i></b><i> che non hanno avuto i loro predecessori nel modificare l’insostenibile e pericolosa situazione delle carceri italiane. Non si può continuare così: la tensione che si vive nelle carceri è costante e lo sanno bene gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che ogni giorno, nelle galere d’Italia, sono le vittime di aggressioni, umiliazioni, improperi, ferimenti, risse e colluttazioni da parte della frangia violenta dei detenuti. Servono con urgenza provvedimenti. E la via più netta e radicale per eliminare tutti questi disagi sarebbe quella di un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere”.</i></p>
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		<title>Livorno, sventata clamorosa evasione di un detenuto: esploso colpo di pistola per intimidazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2022 07:01:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(MeridianaNotizire) Livorno, 21 settembre 2022 &#8211; Un detenuto di origine bulgara della Casa circondariale di Bologna, che aveva terminato una udienza presso il Giudice di Pace di Livorno, ha tentato di evadere nel primo pomeriggio mentre salendo sul furgone della Polizia Penitenziaria dopo avere espletato un bisogno fisiologico. Ma l’attenta vigilanza della Polizia Penitenziaria ha [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">(MeridianaNotizire) Livorno, 21 settembre 2022 &#8211; Un detenuto di origine bulgara della Casa circondariale di Bologna, che aveva terminato una udienza presso il Giudice di Pace di Livorno, ha tentato di evadere nel primo pomeriggio mentre salendo sul furgone della Polizia Penitenziaria dopo avere espletato un bisogno fisiologico. Ma l’attenta vigilanza della Polizia Penitenziaria ha scongiurato il compimento del grave evento critico e, dopo un breve inseguimento durante il quale gli Agenti hanno sparato un colpo di pistola in aria, l’uomo è stato immediatamente catturato.<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha parole di elogio per i poliziotti che hanno sventato: “<i>E’ solamente grazie a loro se è stato possibile sventare la clamorosa fuga all’evaso: la pronta reazione ed il tempestivo intervento degli uomini della Polizia Penitenziaria di scorta hanno infatti permesso di sventare il grave evento. Dopo un breve inseguimento, il fuggitivo è stato catturato: i nostri Agenti non hanno esitato a mettere a rischio la propria vita per fermare il fuggitivo, anche trovandosi costretti a sparare un colpo in aria. Una cosa grave, che poteva creare ulteriori seri problemi alla sicurezza e all’incolumità dei poliziotti, dei detenuti e dei cittadini che in quel momento si trovavano nei pressi del Tribunale civile. Ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria</i>”. Capece denuncia “<i>una volta di più le quotidiane difficoltà operative con cui si confrontano quotidianamente le unità di Polizia Penitenziaria in servizio nei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti dei penitenziari: agenti che sono sotto organico, non retribuiti degnamente, con poca formazione e aggiornamento professionale, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le 9 ore di servizio, con mezzi di trasporto dei detenuti spessissimo inidonei a circolare per le strade del Paese, fermi nelle officine perché non ci sono soldi per ripararli o con centinaia di migliaia di chilometri già percorsi</i>”.<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Per il SAPPE, <i>“quanto accaduto deve far capire ancora di più come e quanto è particolarmente stressante il lavoro in carcere per le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria e dei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti che svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici”.</i></span></p>
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		<title>Roma, detenuto del carcere vede il suo scritto in minuscolo ed aggredisce agente di polizia in carcere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2022 09:28:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(MeridianaNotizie) Roma, 18 settembre 2022 &#8211; Fatto gravissimo quello accaduto ieri nel carcere romano di REGINA COELI. Un detenuto nigeriano, con problematiche psichiatriche, dopo essersi lamentato di avere visto il suo nome scritto in minuscolo ha improvvisamente aggredito con inaudita violenza un poliziotto penitenziario. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “E’ [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">(MeridianaNotizie) Roma, 18 settembre 2022 &#8211; Fatto gravissimo quello accaduto ieri nel carcere romano di REGINA COELI. Un detenuto nigeriano, con problematiche psichiatriche, dopo essersi lamentato di avere visto il suo nome scritto in minuscolo ha improvvisamente aggredito con inaudita violenza <b>un poliziotto penitenziario</b>.<b> </b>A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.</span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>“E’ accaduto un fatto gravissimo, l’ennesimo”</i>, denuncia il Segretario Nazionale del SAPPE per il Lazio Maurizio Somme. <i>“Il detenuto si è scagliato improvvisamente contro il poliziotto dopo avere visto, su un normale foglio di notifica, il suo nome in minuscolo e lo ha ripetutamente colpito con violenti calci e pugni. Il provvidenziale e tempestivo intervento degli altri Agenti ha permesso di fermare il malcapitato, una furia, e fornire le prime cure al poliziotto ferito”.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>“Si intervenga al più presto perché il Personale di Polizia Penitenziaria di Regina Coeli è allo stremo”, </i>conclude Somma, che esprime solidarietà al collega ferito. <i>“Non si può continuare così, senza un minimo di sicurezza per i colleghi che vanno a lavorare e non sanno se e quando ritorneranno a casa, senza contusioni o quant’altro”.</i></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Solidarietà al poliziotto ferito ed a tutti i poliziotti di Regina Coeli arriva anche da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: <i>“Mi preoccupa questo ennesimo grave episodio avvenuto nel carcere di Regina Coeli. Restano inascoltate le nostre segnalazioni al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed al Provveditorato regionale di Roma sulle disfunzioni e sugli inconvenienti che si riflettono sulla sicurezza e sulla operatività delle carceri laziali e del personale di Polizia Penitenziaria che vi lavora con professionalità, abnegazione e umanità nonostante una significativa carenza di organico. </i></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><i>Anche la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza delle carceri del Paese. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Ed è grave che, pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti psichiatrici, le Autorità competenti non sia ancora state in grado di trovare una soluzione Se i vertici del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria non sono in grado di trovare soluzioni alla gravissima situazione delle carceri italiane ed alla tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria </i><b><i>devono avere la dignità di dimettersi!</i></b><i>”.</i></span></p>
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		<item>
		<title>Roma, trovato detenuto con telefonino cellulare</title>
		<link>https://www.meridiananotizie.it/2022/09/primo-piano/cronaca/roma-trovato-detenuto-con-telefonino-cellulare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 09:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(MeridianNotizie) Roma, 8 settembre 2022 &#8211; Un telefono cellulare, perfettamente funzionante, è stato sequestrato nella Casa di Reclusione di REBIBBIA dal personale di Polizia Penitenziaria. A dare la notizia è Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Fruttuosa perquisizione in carcere, ieri, a Rebibbia. Gli uomini della Polizia Penitenziaria [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meridiananotizie.it/2022/09/primo-piano/cronaca/roma-trovato-detenuto-con-telefonino-cellulare/">Roma, trovato detenuto con telefonino cellulare</a> proviene da <a href="https://www.meridiananotizie.it">Meridiana Notizie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(MeridianNotizie) Roma, 8 settembre 2022 &#8211; <span style="font-size: large;">Un telefono cellulare, perfettamente funzionante, è stato sequestrato nella Casa di Reclusione di REBIBBIA dal personale di Polizia Penitenziaria. A dare la notizia è Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “<i>Fruttuosa perquisizione in carcere, ieri, a Rebibbia. Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno infatti esaminato e perquisito ogni anfratto delle Sezioni detentive del carcere trovando un detenuto della VI Sezione con un telefono cellulare, perfettamente funzionante. La pur significativa carenza organica del penitenziario di Rebibbia viene colmata dalla grande professionalità degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria, che hanno posto in essere questa operazione di polizia che ha portato frutti, assicurando alla legge la punibilità dei reclusi che continuano a commettere reati anche nelle condizioni di detenzione. Il rinvenimento è avvenuto</i> – prosegue &#8211; <i>grazie all&#8217;attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Sulla questione relativa all&#8217;utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo”</i>, conclude.<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il segretario generale del SAPPE Donato Capece <i>“esprime il proprio apprezzamento al personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere di Rebibbia a Roma ed a tutti coloro che hanno partecipato alla perquisizione ed auspica che venga loro riconosciuto una meritata ricompensa</i>&#8220;. Il leader del SAPPE ricorda che “<i>la Polizia Penitenziaria è quotidianamente impegnata nell’attività di contrasto all’introduzione di telefoni cellulari ed alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. Nonostante la previsione di reato prevista dal art. 391 ter del Codice penale di recente emanazione per l&#8217;ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi. Vanno adottate soluzioni drastiche, come la schermatura delle Sezioni detentive e degli spazi nei quali sono presenti detenuti all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone”.<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Per il SAPPE “<i>è urgente e non più differibile trovare soluzioni al personale di Polizia Penitenziaria che opera, sotto organico e con mille difficoltà, nella Casa di Reclusione di REBIBBIA e nonostante tutto garantisce al meglio i compiti di sicurezza</i>”: per questo il primo Sindacato della Polizia auspica un intervento dei vertici dell’Amministrazione Penitenziaria.</span></p>
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		<title>Terni, caos nel carcere: muore detenuto che si era autolesionato il corpo</title>
		<link>https://www.meridiananotizie.it/2022/08/primo-piano/cronaca/terni-caos-nel-carcere-muore-detenuto-che-si-era-autolesionato-il-corpo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 13:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[detenuto]]></category>
		<category><![CDATA[muore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(MeridianaNotizie) Terni, 25 agosto 2022 &#8211; Giorni di morte, sangue e violenza nel carcere di Terni. Gravissimi gli ultimi gravi episodi, sui quali riferisce Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria: “Martedì sera, intorno alle 23, durante il giro di controllo il poliziotto di servizio [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meridiananotizie.it/2022/08/primo-piano/cronaca/terni-caos-nel-carcere-muore-detenuto-che-si-era-autolesionato-il-corpo/">Terni, caos nel carcere: muore detenuto che si era autolesionato il corpo</a> proviene da <a href="https://www.meridiananotizie.it">Meridiana Notizie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(MeridianaNotizie) Terni, 25 agosto 2022 &#8211; Giorni di morte, sangue e violenza nel carcere di Terni. Gravissimi gli ultimi gravi episodi, sui quali riferisce Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span>Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria:<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span><i>“</i><i>Martedì sera, intorno alle 23, durante il giro di controllo il poliziotto di servizio nella Sezione ha visto sangue in terra e subito intervenuto, con il medico di guardia. Un detenuto marocchino, che stava scontando reati di droga, comune, con un residuo pena di circa un anno, è stato immediatamente trasportato in ospedale. Le condizioni si erano presentate subito gravi, per i tagli profondi che si era procurato con una lametta e dai quali fuoriusciva importante perdita di sangue. L’uomo è deceduto ieri sera in ospedale</i>”.</p>
<p class="x_MsoNormal">“<i>Nel pomeriggio di ieri</i>”, spiega ancora Bonino, “<i>un altro agente di Polizia Penitenziaria è stato aggredito per futili motivi da un detenuto</i><span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span>“Alta sicurezza”<i>: il collega è riuscito a svincolarsi solo grazie all&#8217;intervento di un altro detenuto. Quello di Terni è un carcere ormai fuori controllo, con una grave carenza di organico, una gestione che fa acqua ormai da troppo tempo e un sovraffollamento non più gestibile.”</i></p>
<p class="x_MsoNormal">Per Donato Capece, segretario generale SAPPE,<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span><i>“la morte di un detenuto è sempre una tragedia. La situazione delle carceri italiane, per adulti e minori, è sempre più allarmante per il continuo ripetersi di gravi episodi critici e violenti che vedono sempre più coinvolti gli uomini e le donne appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria. Donne e uomini che svolgono servizio nelle sezioni detentive senza alcuno strumento utile a garantire la loro incolumità fisica dalle continue aggressioni dei detenuti più violenti. Il taser potrebbe essere lo strumento utile per eccellenza (anche perché di ogni detenuto è possibile sapere le condizioni fisiche e mediche prima di poter usare la pistola ad impulsi elettrici) ma i vertici del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria fanno solo chiacchiere e la Polizia Penitenziaria continua a restarne sprovvisto. Per questo torno a<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i><i>sollecitare i vertici del Ministero della Giustizia, e segnatamente la Guardasigilli Cartabia almeno fino a quando sarà in carica, a prendere con urgenza provvedimenti per gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che ogni giorno, nelle galere d’Italia, sono le vittime di aggressioni, umiliazioni, improperi, ferimenti, risse e colluttazioni da parte della frangia violenta dei detenuti”</i>.<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="x_MsoNormal">Il SAPPE “<i>è pronto a scendere in piazza, a settembre, per sottolineare quanto e come sia importante e urgente<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i><i>prevedere un nuovo modello custodiale. E’ grave che la recrudescenza degli eventi critici in carcere si è concretizzata quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria.<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i><i>Anche la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza delle carceri del Paese. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Ed è grave che, pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti psichiatrici, le Autorità competenti non sia ancora state in grado di trovare una soluzione<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i><i>Se i<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i><i>vertici del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria non sono in grado di trovare soluzioni alla gravissima situazione delle carceri italiane ed alla tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i><b><i>devono avere la dignità di dimettersi!</i></b><i>”</i></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meridiananotizie.it/2022/08/primo-piano/cronaca/terni-caos-nel-carcere-muore-detenuto-che-si-era-autolesionato-il-corpo/">Terni, caos nel carcere: muore detenuto che si era autolesionato il corpo</a> proviene da <a href="https://www.meridiananotizie.it">Meridiana Notizie</a>.</p>
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		<title>Sassari, lite tra detenuti nel carcere di Bancali: uno è in fin di vita</title>
		<link>https://www.meridiananotizie.it/2022/07/primo-piano/cronaca/sassari-lite-tra-detenuti-nel-carcere-di-bancali-uno-e-in-fin-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 10:11:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[bancli]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[detenuto]]></category>
		<category><![CDATA[fin di vita]]></category>
		<category><![CDATA[sappe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(MeridianaNotizie) Sassatri, 27 luglio 2022 &#8211; Permane alta la tensione nelle carceri della Sardegna. “Una situazione sempre critica ed allarmante”, commenta Antonio Cannas, delegato nazionale per la Sardegna del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria. “Notte di terrore a Bancali, lite tra due detenuti. Con uno lo sgabello, un ristretto ha [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="x_MsoNormal">(MeridianaNotizie) Sassatri, 27 luglio 2022 &#8211; Permane alta la tensione nelle carceri della Sardegna.</p>
<p class="x_MsoNormal"><i>“Una situazione sempre critica ed allarmante</i>”, commenta Antonio Cannas, delegato nazionale per la Sardegna del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria. <i>“Notte di terrore a Bancali, lite tra due detenuti. Con uno lo sgabello, un ristretto ha aggredito il suo compagno di cella mentre dormiva, fracassandogli la testa. Trasportato in codice rosso al pronto soccorso di Sassari, l’uomo è attualmente in fin di vita. Non sono note le ragioni di questo folle gesto, ma la situazione del carcere di Bancali è allarmante”.</i></p>
<p class="x_MsoNormal">Per Donato CAPECE, segretario generale del SAPPE, è necessario ripensare completamente la questione penitenziaria: “<i>Quanto accaduto nel carcere di Bancali deve necessariamente far riflettere per individuare soluzioni a breve ed evitare che la Polizia penitenziaria sia continuo bersaglio di situazioni di grave stress e grande disagio durante l&#8217;espletamento del proprio servizio.<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i><i>Non possono più essere ammissibili e tollerabili atteggiamenti prevaricatori, arroganti da parte di una utenza che ormai, è notorio a tutti, è sempre più spietata ed insofferente al regime penitenziario, sia adulto che minorile! La politica deve farsi carico di tale problema assumendo idonee iniziative legislative per risolvere quando prima tale questione. Il Sappe, in merito a quanto accaduto, intende rivolgere la propria vicinanza ai poliziotti per il coraggio e le capacità dimostrate dai baschi azzurri di Bancali!”.</i></p>
<p class="x_MsoNormal">Il SAPPE ha già annunciato che, a settembre, scenderà in piazza a Roma per sottolineare quanto e come sia importante e urgente<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span>prevedere un nuovo modello custodiale:<i><span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span>“E’ grave che la recrudescenza degli eventi critici in carcere si è concretizzata quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria.<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i><i>Anche la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza delle carceri del Paese. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Ed è grave che, pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti psichiatrici, le Autorità competenti non sia ancora state in grado di trovare una soluzione. </i><i>Il SAPPE chiede l’uso degli scudi protettivi e caschi come deterrenti e a protezione dei poliziotti penitenziari.<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i><i>Se il Capo del Dipartimento<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i><i>dell’Amministrazione Penitenziaria Carlo Renoldi non è in grado di trovare soluzioni alla gravissima situazione delle carceri italiane ed alla tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria<span class="x_gmail-Apple-converted-space"> </span></i><b><i>deve avere la dignità di dimettersi!</i></b><i>”</i></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meridiananotizie.it/2022/07/primo-piano/cronaca/sassari-lite-tra-detenuti-nel-carcere-di-bancali-uno-e-in-fin-di-vita/">Sassari, lite tra detenuti nel carcere di Bancali: uno è in fin di vita</a> proviene da <a href="https://www.meridiananotizie.it">Meridiana Notizie</a>.</p>
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		<title>L&#8217;appello di una Mamma al Presidente Mattarella: &#8220;Chiedo gli arresti domiciliari per mio figlio malato detenuto in carcere in custodia cautelare&#8221;</title>
		<link>https://www.meridiananotizie.it/2020/04/primo-piano/cronaca/lappello-di-una-mamma-al-presidente-mattarella-chiedo-gli-arresti-domiciliari-per-mio-figlio-malato-detenuto-in-carcere-in-custodia-cautelare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 18:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalate dalla Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Meridiananotizie) Roma, 2 aprile 2020 &#8211; Riceviamo una toccante lettera di una Mamma che chiede gli arresti domiciliari per suo figlio, detenuto nel carcere di Regina Coeli in custodia cautelare, in attesa di giudizio e che presenta forti criticità di salute per cui, in particolar modo in questo periodo di grande emergenza igienico-sanitaria, il carcere [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meridiananotizie.it/2020/04/primo-piano/cronaca/lappello-di-una-mamma-al-presidente-mattarella-chiedo-gli-arresti-domiciliari-per-mio-figlio-malato-detenuto-in-carcere-in-custodia-cautelare/">L&#8217;appello di una Mamma al Presidente Mattarella: &#8220;Chiedo gli arresti domiciliari per mio figlio malato detenuto in carcere in custodia cautelare&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.meridiananotizie.it">Meridiana Notizie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Meridiananotizie) Roma, 2 aprile 2020 &#8211; Riceviamo una toccante lettera di una Mamma che chiede gli arresti domiciliari per suo figlio, detenuto nel carcere di <em><strong>Regina Coeli</strong> </em>in custodia cautelare, in attesa di giudizio e che presenta <strong>forti criticità di salute</strong> per cui, in particolar modo in questo periodo di grande emergenza igienico-sanitaria, il carcere non gli garantisce l&#8217;incolumità necessaria da eventuali contagi da <strong>Covid-19</strong> che per lui potrebbero essere letali.</p>
<p>Come racconta la Mamma, ad oggi è stato rigettato da parte dell&#8217;<strong>Autorità Giudiziaria</strong>, ogni  tentativo di richiesta inoltrato dai suoi legali per trasferire il figlio in casa propria, ponendolo agli arresti domiciliari.</p>
<p>Il <strong>dramma</strong> che la società sta vivendo in questi ultimi mesi, dati dalla diffusione del <strong>Coronavirus</strong>, diventa ancora più <strong>tragico</strong> nelle <strong>carceri</strong>, come già evidenziato da alcune testate giornalistiche, per cui ci sentiamo solidali con l&#8217;attuale sentimento della Mamma del detenuto e pubblichiamo la sua lettera nella quale abbiamo cambiato il nome del Figlio per questioni di Privacy.</p>
<p>&#8220;Sono <strong>Cristina</strong>, una mamma come tante in questo momento che ha un figlio in custodia cautelare nel carcere di <em>Regina Coeli</em> a Roma, in attesa di un processo che non si sa quando verrà celebrato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono una <strong>mamma</strong> che in questi ultimi mesi si è trovata davanti un muro che non riesce a buttar giù, per dare spazio al &#8216;buon senso&#8217; che la situazione che il nostro Paese sta vivendo in questo momento ci impone di usare. E mi rivolgo a tutte le Autorità che hanno il potere di risolvere la situazione di mio figlio e quella di tante altre persone che, come lui, sono in attesa di giudizio e da considerarsi <strong>INNOCENTI fino a prova contraria</strong>. <strong>Carlo</strong> è accusato di un reato patrimoniale (ancora da dimostrare ) e non certo di reati violenti o di particolare allarme sociale ed <strong>è incensurato</strong>.</p>
<p>Per come lo conosco, da madre, posso dire che mio figlio ha sempre vissuto con e per gli altri. In molti possono testimoniare quanto sia sempre stato generoso e pronto ad aiutare. Ma so che questo non conta per chi giudica.</p>
<p>Non è mia intenzione difenderlo ad oltranza. Verrà giudicato per quello che ha fatto o non ha fatto. In questo momento, sono qui ora a chiedere solo di dare vita ed applicazione alla <strong>nostra Costituzione</strong>, nella quale <strong>non è prevista la pena di morte</strong>!</p>
<p>Ho vissuto tredici anni in Argentina dal ‘75 all’88. So cosa vuol dire la pena di morte… e in quegli anni mi sono sempre sentita orgogliosa di essere Italiana, di appartenere ad un popolo che lotta per i <strong>Diritti Umani e  la vita</strong>!</p>
<p>Ma oggi che lottiamo contro la minaccia del COVID-19, parlo di condanna a morte perché scientemente si stanno esponendo i detenuti tutti ad una infezione che può portare anche alla morte. È ormai di dominio pubblico, che le nostre carceri siano sovraffollate, che al loro interno non sia possibile tenere le distanze di sicurezza, né ci sono mascherine e guanti per tutti.</p>
<p>E quando dico <strong>Tutti intendo Tutti: </strong>detenuti, personale della Polizia Penitenziaria e tutti gli operatori delle Case Circondariali. Sono anche loro <strong>persone che in questo momento mettono a rischio la propria stessa vita</strong>.</p>
<p>Mio figlio ha problemi di salute seri, perché portatore di patologie segnalate dalla Organizzazione Mondiale della Sanità ed dal Governo Britannico come condizioni che aggravano notevolmente il decorso della malattia, in caso di contagio da Coronavirus. Soffre da tanti anni di <strong>asma</strong><strong>  </strong>(certificata dal medico di base che lo segue da anni, e da uno pneumologo che lo ha visitato da poco in cella ), e di <strong>obesità</strong> con l&#8217;Indice di Massa Corporea 41 (obesità di terzo grado).</p>
<p>Per questa ragione abbiamo <strong>chiesto, attraverso i suoi difensori, non già di liberarlo, ma quanto meno di mandarlo a casa agli arresti domiciliari</strong>, fino a quando si terrà il processo.</p>
<p>Ma i nostri ripetuti appelli son caduti nel vuoto, senza altre spiegazioni esaustive e che abbiano valore superiore al rischio della vita. Non riesco a capire come si possa continuare a negargli i domiciliari quando esiste un’alternativa assolutamente valida rispetto al carcere, che possa garantire il rispetto delle prescrizione dell’Autorità Giudiziaria, ma che possa anche consentirgli di non esporsi ad un grave pericolo per la propria vita.</p>
<p><strong>Non sto chiedendo di azzerare la sua posizione</strong>, non sto chiedendo di non fare un processo. Non sto chiedendo qualcosa di assurdo: <strong>sto implorando di non farlo morire in carcere</strong> per un contagio che non perdona.</p>
<p>E forse dopo il processo <strong>potrebbe essere anche scagionato!</strong> <strong>Chi ridarà la vita a mio figlio allora?</strong> Chi mi risarcirà per la sua perdita? E che importa il denaro che potrei avere, se non avrò più lui? A chi dovrò chiedere conto della sua vita? Al<strong> PM,</strong> al <strong>GIP</strong>, al <strong>Ministro della Giustizia</strong>? A chi?</p>
<p>Già questa <strong>epidemia</strong> ci fa vivere sospesi e senza certezze, ma il saperlo lì a rischio ancor maggiore mi fa impazzire, come certamente fa impazzire altre madri come me!</p>
<p>Posso sentire la pena e il dolore… <strong>Non lo posso vedere, non posso parlargli perché può fare solo una telefonata a settimana di 10 minuti</strong>. Alla fine mi chiedo se non sia condannata più  io  e i miei familiari oltre a lui ! Avete dei figli? Se li sapeste in pericolo di vita che cosa fareste? E <strong>lo chiedo come mamma di un detenuto non condannato</strong>. Che ironia sarebbe se alla fine risultasse innocente e fosse morto per coronavirus in carcere! Mi chiedo come coloro che decidono sulle sorti di chi è detenuto, possano dormire sereni, sapendo che il virus può arrivare domani, subdolamente, in punta dei piedi e palesarsi <strong>quando ormai è tardi per fare qualcosa</strong>.</p>
<p>Ai miei tempi si diceva che &#8216;<strong>Prevenire è meglio di curare</strong>&#8216;, ma forse sono vecchia ed ora certi detti non sono più di moda, anche se io penso ancora che siano molto saggi.</p>
<p>Cosa frena tutti dal prendere decisioni serie ed emergenziali? <strong>Ci vuole coraggio nei momenti di crisi per</strong> <strong>prendere le decisione g</strong>i<strong>uste</strong>, forse non accolte dal favore di tutti, ma che seguono valori veri e rimettono al centro l<strong>’Uomo</strong>.</p>
<p>Ecco io vi chiedo di <strong>prendere una di queste decisioni</strong> che possano <strong>restituire valore alla vita</strong> e che la riconoscono come bene supremo. Vi chiedo con tutta la forza del mio cuore di mandare a casa, agli arresti domiciliari mio figlio e tutti coloro in situazioni simili, non pericolosi per gli altri!</p>
<p><strong>Accanirsi con un diniego</strong>, trovo che sia <strong>ingiusto</strong>,<strong> inumano</strong>, <strong>illogico</strong> e assolutamente senza senso.</p>
<p>Il nostro <strong>Presidente Mattarella</strong> lo ha indicato; il nostro <strong>Santo Padre Papa Francesco</strong> lo ha chiesto apertamente.</p>
<p><strong>A nome di tante mamme, vi supplico affinché non abbiamo a piangere i nostri figli!</strong></p>
<p>Sperando in una &#8216;giusta&#8217; risposta, attendo&#8221;.</p>
<p><strong>C.F.</strong></p>
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		<title>Roma, detenuto in permesso &#8220;premio&#8221; armato di sega rapina due supermercati</title>
		<link>https://www.meridiananotizie.it/2017/05/primo-piano/cronaca/roma-detenuto-in-permesso-premio-armato-di-sega-rapina-due-supermercati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2017 09:28:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[detenuto]]></category>
		<category><![CDATA[permessopremio]]></category>
		<category><![CDATA[rapina]]></category>
		<category><![CDATA[supermercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(MeridianaNotizie) Roma, 31 maggio 2017 &#8211; Il camuffamento non ha evitato l’arresto a uno degli autori dei colpi, un 37enne romano già detenuto nel carcere di Rebibbia per precedenti reati contro il patrimonio: l’uomo, evidentemente, non aveva perso il vizietto, tanto che stava approfittando di uno dei permessi ad uscire dal carcere,concessi per svolgere un’attività [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.meridiananotizie.it/wp-content/uploads/2013/09/rebibbia.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-32194" src="http://www.meridiananotizie.it/wp-content/uploads/2013/09/rebibbia.jpg" alt="rebibbia" width="284" height="178" /></a>(MeridianaNotizie) Roma, 31 maggio 2017 &#8211; Il camuffamento non ha evitato l’arresto a uno degli autori dei colpi, un 37enne romano già detenuto nel carcere di Rebibbia per precedenti reati contro il patrimonio: l’uomo, evidentemente, non aveva perso il vizietto, tanto che stava approfittando di uno dei permessi ad uscire dal carcere,concessi per svolgere un’attività lavorativa all’esterno dalle 7:30 alle 19:00,per rapinare supermercati. Grazie alle immediate indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Monterotondo, il malvivente è stato ammanettato nella tarda serata di ieri, dopo aver messo a segno, a poche ore dalla prima, una rapina, sempre ai danni di un supermercato di Fonte Nuova. I militari stanno lavorando alacremente per tentare di dare un nome anche al suo complice che è riuscito a far perdere le sue tracce. Qualche ora prima dell’arresto, i rapinatori, come accertato dai Carabinieri, sono arrivati nei pressi dei due supermercati, distanti pochi chilometri l’uno dall’altro, a bordo di un’utilitaria risultata rubata qualche giorno prima nel quartiere San Basilio. Messi a segno i colpi, i &#8220;soci&#8221; si sono allontanati con l’auto imboccando via Nomentana, in direzione di Roma. Acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza degli esercizi e le descrizioni dei malviventi, i Carabinieri hanno immediatamente attivato le ricerche dei malviventi rinvenendo l’auto da loro utilizzata in una traversa di via Tiburtina, nei pressi del carcere di Rebibbia. Successivamente hanno individuato il 37enne nel bagno di un vicino bar, dove si stava cambiando d’abito. In suo possesso i Carabinieri hanno trovato il bottino delle rapine, circa 6.000 euro, mentre nell’auto hanno recuperato le due tute bianche e la sega utilizzate. L’arrestato, con l’accusa di rapina continuata e aggravata, è stato rinchiuso nuovamente nel carcere di Rebibbia, a disposizione dell’A.G. di Roma.</p>
<p align="JUSTIFY">(a cura di Cecilia Guglielmetti)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meridiananotizie.it/2017/05/primo-piano/cronaca/roma-detenuto-in-permesso-premio-armato-di-sega-rapina-due-supermercati/">Roma, detenuto in permesso &#8220;premio&#8221; armato di sega rapina due supermercati</a> proviene da <a href="https://www.meridiananotizie.it">Meridiana Notizie</a>.</p>
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