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	<title>tecnologia Archivi - Meridiana Notizie</title>
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		<title>UFI Hydrogen. Nuovo polo industriale per le tecnologie dell’idrogeno inaugurato a Trento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 10:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione & tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[UFI Hydrogen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Serravalle di Ala un sito di 14.000 m², di cui 6.000 m² coperti, che integra ricerca, sviluppo, testing, prototipazione e produzione industriale delle tecnologie MEA Il piano di sviluppo di UFI Hydrogen prevede investimenti nell’ordine di 50 milioni di euro entro il 2029 e una crescita progressiva dell’organico verso circa 100 posti di lavoro [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.meridiananotizie.it/2026/09/primo-piano/cronaca/innovazione-tecnologia/ufi-hydrogen-nuovo-polo-industriale-per-le-tecnologie-dellidrogeno-inaugurato-a-trento/">UFI Hydrogen. Nuovo polo industriale per le tecnologie dell’idrogeno inaugurato a Trento</a> proviene da <a href="https://www.meridiananotizie.it">Meridiana Notizie</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400"><em>A Serravalle di Ala un sito di 14.000 m², di cui 6.000 m² coperti, che integra ricerca, sviluppo, testing, prototipazione e produzione industriale delle tecnologie MEA</em></p>
<p style="font-weight: 400"><em>Il piano di sviluppo di UFI Hydrogen prevede investimenti nell’ordine di 50 milioni di euro entro il 2029 e una crescita progressiva dell’organico verso circa 100 posti di lavoro sul territorio</em></p>
<p style="font-weight: 400"><em>Con il nuovo Polo Idrogeno a Rovereto, il Trentino sta costruendo un ecosistema di circa 40.000 m² e investimenti nell’ordine di 100 milioni di euro, dalla ricerca alla validazione industriale e alla produzione</em></p>
<p style="font-weight: 400"><strong> </strong>È stato inaugurato oggi a Serravalle di Ala il nuovo polo industriale e tecnologico di <strong>UFI Hydrogen S.p.A.</strong>, società italiana del Gruppo UFI Filters dedicata allo sviluppo e all’industrializzazione delle tecnologie MEA (Membrane Electrode Assembly), componente strategico per l’elettrolisi, le fuel cell e le nuove applicazioni dell’elettrochimica. Costituita nel 2023 a valle di un percorso di ricerca e sviluppo avviato nel 2017 all’interno dell’UFI Innovation Center, UFI Hydrogen porta oggi a piena dimensione industriale una tecnologia nata dalla ricerca e orientata al mercato.</p>
<p style="font-weight: 400">Il sito di Serravalle si estende su <strong>14.000 m² complessivi, di cui 6.000 m² coperti</strong>, e riunisce nello stesso polo ricerca e sviluppo, testing, prototipazione, industrializzazione, produzione e showroom tecnologico. Già operativo dal primo trimestre 2025, rappresenta il centro industriale di UFI Hydrogen in Europa. Il piano di sviluppo prevede investimenti nell’ordine di <strong>50 milioni di euro entro il 2029</strong> e una crescita progressiva dell’organico verso circa <strong>100 posti di lavoro sul territorio</strong>.</p>
<p>UFI Hydrogen: dalla ricerca alla produzione industriale</p>
<p style="font-weight: 400">UFI Hydrogen nasce con l’obiettivo di industrializzare uno dei componenti più critici della catena del valore dell’idrogeno: la <strong>MEA</strong>, la membrana catalizzata nella quale avviene la reazione elettrochimica. Negli elettrolizzatori PEM consente di separare le molecole d’acqua per produrre idrogeno attraverso energia rinnovabile; nelle fuel cell permette di riconvertire l’idrogeno in energia elettrica.</p>
<p style="font-weight: 400">La piattaforma tecnologica dell’azienda copre quattro direttrici principali: <strong>produzione di idrogeno tramite elettrolisi, generazione di energia attraverso fuel cell, conversione elettrochimica della CO₂ per la sintesi di e-fuels e compressione elettrochimica dell’idrogeno</strong> per applicazioni di stoccaggio e trasporto. La capacità di sviluppare e industrializzare MEA e CCM proprietarie colloca UFI Hydrogen in un segmento tecnologico altamente specializzato, con competenze presenti in un numero limitato di operatori a livello internazionale. UFI Hydrogen è inoltre l’unica azienda italiana selezionata nell’<strong>IPCEI Hy2Move</strong>, l’Importante Progetto di Comune Interesse Europeo dedicato alla mobilità a idrogeno, nell’ambito del quale il progetto <strong>R2RMEA</strong> ha ricevuto l’autorizzazione a un finanziamento fino a circa <strong>22 milioni di euro</strong> per lo sviluppo e l’industrializzazione di MEA innovative per fuel cell attraverso processi produttivi roll-to-roll.</p>
<p>Dall’idrogeno alle nuove applicazioni dell’energia</p>
<p style="font-weight: 400">Le linee di sviluppo di UFI Hydrogen guardano ai settori industriali hard-to-abate, al trasporto pesante e allo stoccaggio energetico, ma anche a nuove esigenze di energia affidabile, programmabile e resiliente legate alla crescita dei <strong>data center e dell’intelligenza artificiale, della robotica umanoide e dei droni</strong>. In questi mercati, fuel cell e sistemi elettrochimici possono rappresentare soluzioni complementari all’elettrificazione e alla rete, contribuendo alla disponibilità di nuova capacità energetica a basse emissioni.</p>
<p>FBK: a Rovereto un’infrastruttura dalla ricerca alla validazione industriale</p>
<p style="font-weight: 400">A pochi chilometri dal polo industriale di UFI Hydrogen, nel 2026 sono iniziati nell’area industriale di Rovereto i lavori del nuovo <strong>Polo Idrogeno del Trentino</strong>, infrastruttura scientifica e tecnologica promossa dalla Provincia autonoma di Trento e sviluppata con Fondazione Bruno Kessler &#8211; FBK e Trentino Sviluppo. Le nuove facility del Centro Sustainable Energy di FBK occuperanno <strong>circa 25.000 m²</strong> e sono realizzate attraverso programmi europei e risorse provinciali per un investimento complessivo di <strong>circa 50 milioni di euro</strong>. Il Polo è concepito per accompagnare le tecnologie dalla ricerca sui materiali alla prototipazione fino alla validazione su scala industriale, con capacità di testing per idrogeno e batterie fino alla <strong>scala dei megawatt</strong>. La partnership strategica tra UFI Hydrogen e FBK, in particolare con il Centro Sustainable Energy, riguarda attività di ricerca e innovazione sulle MEA di nuova generazione e rafforza il collegamento tra competenza scientifica e capacità industriale.</p>
<p>Un ecosistema trentino da circa 40.000 m² e investimenti nell’ordine di 100 milioni di euro</p>
<p style="font-weight: 400">La complementarità tra il polo industriale di <strong>UFI Hydrogen a Serravalle di Ala</strong> e le nuove infrastrutture di <strong>FBK a Rovereto</strong> sta dando forma in Trentino a un ecosistema territoriale di circa <strong>40.000 m²</strong>, sostenuto da due distinti programmi di investimento che valgono complessivamente nell’ordine di <strong>100 milioni di euro</strong>. In pochi chilometri vengono così concentrate competenze che coprono l’intera catena dell’innovazione: ricerca fondamentale e applicata, sviluppo tecnologico, testing, prototipazione, validazione industriale, scale-up e produzione. Il Polo si inserisce nella strategia della Provincia autonoma di Trento per la transizione energetica e lo sviluppo di filiere industriali innovative, facendo leva sulle competenze scientifiche del territorio e sulla collaborazione tra istituzioni, ricerca e imprese. L’obiettivo è consolidare un collegamento stabile tra sviluppo tecnologico, sperimentazione e produzione industriale, accelerando il trasferimento sul mercato di tecnologie europee per l’idrogeno, le batterie e l’elettrochimica e contribuendo alla competitività e alla sicurezza energetica europea.</p>
<p style="font-weight: 400">Per <b>Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza energetica, delegato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni</b>: <em>“L’inaugurazione del nuovo impianto produttivo e dello showroom tecnologico rappresenta un investimento in tecnologie strategiche per la transizione, capaci di creare competitività e posti di lavoro attorno alle grandi potenzialità dell&#8217;idrogeno. L&#8217;Italia ripone particolare attenzione all&#8217;idrogeno verde, allo sviluppo delle sue componenti. Il settore è stato interessato da importanti investimenti, anche attraverso il PNRR, e presenta grandi potenzialità per l&#8217;industria, l&#8217;automotive, i trasporti e il settore civile. Il Governo ha predisposto una strategia nazionale e sta rafforzando la centralità euro-mediterranea dell&#8217;Italia, anche attraverso progettualità come il Corridoio Sud dell&#8217;idrogeno e la dorsale italiana, nella prospettiva di uno sviluppo programmatico di questa fonte. In questo percorso si inserisce anche la predisposizione del disegno di legge delega sull&#8217;idrogeno, punto fermo per intervenire in modo organico sulla disciplina dello sviluppo del settore, sull&#8217;assetto regolatorio e sulle infrastrutture necessarie alla produzione e al consumo. La sfida dell&#8217;idrogeno si vince unendo ricerca, industria e territorio. Il Trentino rappresenta un esempio avanzato di questo modello di integrazione, anche grazie al vostro impegno e alla vostra visione”.</em></p>
<p style="font-weight: 400">Secondo <b>Adolfo Urso</b>, <b>Ministro delle Imprese e del Made in Italy</b>: <em>“L’inaugurazione di questo impianto non rappresenta soltanto l’apertura di un nuovo sito industriale, ma dimostra la capacità della filiera italiana dell’idrogeno di trasformare investimenti e innovazione in realtà produttive concrete. L’idrogeno può svolgere un ruolo importante per la sicurezza energetica e per la decarbonizzazione dei settori industriali più difficili da riconvertire. L’Italia dispone di competenze industriali, ingegneristiche e tecnologiche di eccellenza lungo l’intera catena del valore, e realtà come questa contribuiscono a rafforzare un ecosistema capace di creare sviluppo, innovazione e nuove competenze. È la conferma della necessità di proseguire in Europa sulla strada della neutralità tecnologica, offrendo alle imprese un quadro stabile per continuare a investire nelle tecnologie del futuro</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400"><b>Tommaso Foti</b>, <b>Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione,</b><b> </b>ha dichiarato: <em>“L’inaugurazione del nuovo stabilimento di UFI Hydrogen rappresenta un momento importante per il Trentino e per il futuro della filiera italiana dell’idrogeno. È un luogo in cui ricerca, innovazione e produzione industriale si incontrano per sviluppare tecnologie strategiche per la sicurezza energetica, la decarbonizzazione e la competitività delle nostre imprese. Un investimento che genera anche occupazione qualificata, valorizza le competenze e contribuisce a riportare in Italia professionalità altamente specializzate. Il Governo ha posto l’idrogeno al centro di una strategia che coniuga transizione energetica e competitività, sostenendo attraverso il PNRR e REPowerEU investimenti lungo l’intera catena del valore. L’obiettivo è fare in modo che le tecnologie della transizione non vengano soltanto acquistate all’estero, ma siano sempre più sviluppate e prodotte in Italia. Realtà come UFI Hydrogen dimostrano che possiamo unire ricerca d’eccellenza, capacità imprenditoriale e competenze per rafforzare le filiere strategiche e rendere l’Italia protagonista della transizione energetica”</em>.</p>
<p style="font-weight: 400"><b>Maurizio Fugatti</b>, <b>Presidente della Provincia Autonoma di Trento</b>, ha affermato: <em>“Abbiamo voluto puntare con decisione su innovazione e ricerca, investendo in un settore strategico e con importanti prospettive di sviluppo come quello dell’idrogeno. Questa realtà dimostra la capacità del nostro territorio di attrarre investimenti, competenze e professionalità, generando nuove opportunità di crescita e occupazione e contribuendo, al tempo stesso, alla rigenerazione dell’area. L’obiettivo è consolidare un ecosistema in cui ricerca, innovazione e impresa possano lavorare insieme, rafforzando il ruolo del Trentino nello sviluppo delle nuove tecnologie energetiche. Per raggiungere questo risultato servono partner scientifici e industriali di primo piano, e UFI rappresenta un interlocutore importante in questo percorso</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400">Per <b>Claudio Durigon</b>, <b>Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali</b>: <em>&#8220;L’inaugurazione ad Ala di Trento del nuovo polo industriale dedicato alle tecnologie per la produzione di idrogeno rappresenta un importante investimento sul futuro del territorio e del nostro Paese. Il piano di sviluppo prevede 50 milioni di euro di investimenti entro il 2029 e una crescita dell’organico fino a 100 posti di lavoro. Sono numeri che significano soprattutto opportunità per i giovani: lavoro qualificato, possibilità di costruire il proprio futuro in Italia e condizioni per trattenere i nostri talenti e richiamare chi ha scelto di andare all’estero. È la dimostrazione che anche in Italia è possibile creare occupazione legata all’innovazione e alle tecnologie del futuro. Il Governo deve accompagnare questo percorso sostenendo gli investimenti, rafforzando la formazione e favorendo una sempre più stretta collaborazione tra scuola e impresa. L’obiettivo è creare le condizioni perché la crescita industriale si traduca in nuova occupazione e sviluppo per i territori&#8221;</em>.</p>
<p style="font-weight: 400"><b>Walter Rizzetto</b>, <b>Presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati</b>, ha dichiarato: <em>“In un mercato del lavoro che cambia rapidamente servono innovazione, sviluppo e investimenti capaci di creare occupazione e competitività. La politica deve accompagnare le imprese che scelgono di investire in nuove tecnologie, creando le condizioni normative e gli strumenti necessari per favorirne la crescita. Resta centrale il tema del costo dell’energia, che continua a pesare su aziende e famiglie: occorre lavorare sulla diversificazione delle fonti e sulle nuove tecnologie, continuando nel frattempo a sostenere concretamente il sistema produttivo</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Giorgio Girondi, Cavaliere del Lavoro, Presidente di UFI Hydrogen e Presidente del Gruppo UFI Filters, </strong>ha spiegato:<strong> </strong>“<em>La storia di UFI è sempre stata guidata dalla capacità di guardare avanti, anticipare il futuro, investire nelle nuove tecnologie e trasformare una visione in industria. Con UFI Hydrogen abbiamo fatto una scelta precisa: non creare semplicemente una nuova divisione, ma una società dedicata, con competenze, management e investimenti propri. Crediamo che l’idrogeno e l’elettrochimica possano rappresentare una nuova frontiera industriale e vogliamo contribuire a costruirla dall’Italia, con tecnologia europea e ambizione globale. Le applicazioni non appartengono più soltanto al futuro: stanno già diventando realtà. Fincantieri ha recentemente varato Viking Libra, una nave da crociera che integra un sistema a celle a combustibile alimentato a idrogeno, mentre nell’aviazione sono già in corso importanti programmi per sviluppare sistemi di propulsione a idrogeno. Anche nel trasporto pesante camion a celle a combustibile stanno entrando progressivamente in sperimentazione e in utilizzo sulle strade europee. Credo che l’Europa debba guardare con grande attenzione a questo modello e creare le condizioni perché l’idrogeno possa affiancare le altre soluzioni come vettore energetico addizionale, soprattutto nei settori più difficili da elettrificare. Se prodotto utilizzando energia rinnovabile, l’idrogeno permette di immagazzinare energia, trasportarla e renderla nuovamente disponibile quando e dove serve, senza emissioni di CO₂ nel punto di utilizzo. L’Europa non può limitarsi a inventare il futuro: deve anche produrlo. Tutto parte dall’acqua, l’elemento più semplice e vitale. Dall’acqua ricaviamo idrogeno e ossigeno e, attraverso l’idrogeno, possiamo nuovamente produrre energia. È un processo che ci riporta alla natura e che può aumentare la capacità energetica a nostra disposizione senza continuare ad affidarsi a petrolio e metano”.</em></p>
<p style="font-weight: 400">Secondo <b>Stefania Crotta</b>, <b>Direttore Generale Programmi e Incentivi Finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica</b>: <em>“L’idrogeno rappresenta uno dei componenti fondamentali del mix energetico per accompagnare la transizione ecologica. Dopo gli investimenti realizzati attraverso il PNRR, prosegue l’attuazione della Strategia nazionale sull’idrogeno. In questa direzione stiamo lavorando a una nuova misura, finanziata attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, che sarà coprogettata con territori e imprese. L’obiettivo è ampliare le opportunità per le aziende, sostenendo non solo l’utilizzo dell’idrogeno, ma anche l’efficientamento dei processi produttivi, la cattura del carbonio e l’integrazione delle fonti rinnovabili</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400">Per <b>Alfredo Becchetti</b>, Presidente del GSE (Gestore dei Servizi Energetici): <em>“Questo Polo rappresenta una visione concreta del futuro dell’energia. L’Italia deve superare una logica che considera separatamente le diverse fonti e tecnologie: è dalla loro integrazione che possiamo costruire una maggiore autonomia energetica, produrre energia pulita a costi più sostenibili e contrastare la povertà energetica, sostenendo famiglie, imprese, pubblica amministrazione e trasporti. L’energia è un diritto e per questo è fondamentale mettere insieme ricerca scientifica, innovazione e investimenti. La capacità di creare una sinergia tra impresa, ricerca e sviluppo tecnologico è una delle grandi risorse del nostro Paese, e questo Polo ne rappresenta una dimostrazione concreta</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Marco Lazzaroni, CEO di UFI Hydrogen, </strong>ha osservato:<strong> </strong><em>“Con l’inaugurazione della nuova sede e plant di UFI Hydrogen ad Ala diamo forma industriale a una visione tecnologica nata dalla ricerca e dall’innovazione. La MEA è il chip dell’elettrochimica: una tecnologia strategica sulla quale stiamo costruendo una piattaforma italiana ed europea per l’idrogeno e le fuel cell. Nell’era dell’intelligenza artificiale, la disponibilità di potenza energetica diventerà sempre più un fattore di competitività: la sfida è sviluppare tecnologie innovative capaci di rendere disponibile nuova capacità energetica in modo affidabile, programmabile e resiliente. Una piattaforma con applicazioni concrete nei settori hard-to-abate, nei data center, nella robotica umanoide, nei droni e nel trasporto pesante, portando la ricerca fino all’industrializzazione e contribuendo all’autonomia tecnologica ed energetica europea”.</em></p>
<p style="font-weight: 400">Secondo <b>Sandra Savino, Sottosegretario di Stato al Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze</b>: <em>“Quello che inauguriamo non è soltanto un nuovo stabilimento produttivo, ma il risultato di un percorso iniziato diversi anni fa con un investimento nella ricerca che oggi si traduce in tecnologia, capacità produttiva, occupazione qualificata e sviluppo del territorio. Soprattutto è un esempio concreto di ciò di cui il nostro Paese ha bisogno: imprese capaci di investire e innovare, centri di ricerca di eccellenza, istituzioni in grado di creare le condizioni affinché le idee possano diventare progetti industriali. UFI Hydrogen nasce da competenze italiane e opera in un settore strategico come quello della tecnologia e dell&#8217;idrogeno verde. In Trentino ricerca scientifica e capacità industriale si incontrano all&#8217;interno di un ecosistema che riguarda l&#8217;Europa e i mercati internazionali. La competitività del nostro sistema economico si gioca sempre di più sulla capacità di trasformare la conoscenza in innovazione e l&#8217;innovazione in produzione. Per questo dobbiamo continuare a favorire un contesto nel quale risorse pubbliche, investimenti privati, ricerca scientifica e capacità imprenditoriale possono lavorare insieme e produrre valore duraturo”.</em></p>
<p style="font-weight: 400">Per <strong>Ferruccio Resta, Presidente della Fondazione Bruno Kessler: </strong>“<em>Competitività industriale, sicurezza e resilienza dell’Europa dipendono dalla capacità di sviluppare tecnologie strategiche e ridurre le dipendenze. FBK raccoglie questa sfida operando nell’intelligenza artificiale centrata sulla persona, nei chip, nella cybersecurity e nell’energia. Il Polo idrogeno traduce questo impegno sul territorio grazie alla lungimiranza della politica trentina e alla collaborazione con partner industriali come UFI. Nasce così un ecosistema unico nel panorama nazionale, che unisce istituzioni locali, tessuto economico e ricerca, rafforzando la sinergia con l’Università di Trento. In un mondo in continua trasformazione, il nostro compito è dare alla conoscenza la forza di diventare capacità industriale e opportunità per le persone</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400">Secondo <b>Joanna Drake</b>, <b>Direttore Generale Aggiunto presso la Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione della Commissione europea:</b> “<em>L’inaugurazione del nuovo impianto produttivo di UFI Hydrogen rappresenta un traguardo importante per un’azienda che, in soli tre anni, ha dimostrato una significativa capacità di crescita e innovazione. L’idrogeno riveste un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione dell’industria europea e la Commissione europea è impegnata a sostenere ricerca e innovazione, accelerando il passaggio dallo sviluppo scientifico all’applicazione su larga scala e all’ingresso sul mercato. Attraverso il partenariato Clean Hydrogen sono già stati impegnati circa 900 milioni di euro per progetti lungo l’intera catena del valore. La collaborazione tra industria, ricerca e istituzioni è essenziale per rafforzare la leadership tecnologica dell’Europa, ridurre i costi e costruire un ecosistema dell’idrogeno competitivo e resiliente, contribuendo al tempo stesso alla transizione verde e alla competitività europea</em>”.</p>
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		<title>Pokémon Pokopia, la Parte 1 del Pass di espansione arriva il 5 agosto</title>
		<link>https://www.meridiananotizie.it/2026/07/primo-piano/cronaca/innovazione-tecnologia/pokemon-pokopia-la-parte-1-del-pass-di-espansione-arriva-il-5-agosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Gerolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:35:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione & tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; The Pokémon Company ha reso noto che la Parte 1 del Pass di espansione di Pokémon Pokopia, il contenuto scaricabile a pagamento per Nintendo Switch 2, sarà disponibile dal 5 agosto. Ad accompagnare l&#039;annuncio è arrivato anche un trailer che mostra in anteprima le novità in arrivo, mentre sono stati diffusi i primi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; The Pokémon Company ha reso noto che la Parte 1 del Pass di espansione di Pokémon Pokopia, il contenuto scaricabile a pagamento per Nintendo Switch 2, sarà disponibile dal 5 agosto. Ad accompagnare l&#039;annuncio è arrivato anche un trailer che mostra in anteprima le novità in arrivo, mentre sono stati diffusi i primi dettagli sulla Parte 2, prevista per la fine dell&#039;anno. Al centro della Parte 1 c&#039;è il Fondale Bolleblub, una nuova città sottomarina in cui i giocatori potranno muoversi ed esplorare. Nell&#039;ambiente subacqueo sarà possibile coltivare cocomeri grazie al supporto di Pokémon esperti in idratazione, mentre altri Pokémon specializzati in elettrificazione potranno azionare gli sparabolle o accendere i lampioni della città. Il Fondale Bolleblub introduce inoltre nuovi Pokémon da incontrare, nuovi completi da indossare, un potenziamento per la mossa Surf e una new entry sul fronte gastronomico: i frullati. Un elemento distintivo di questa espansione è la possibilità di raggiungere, attraverso una fossa sul fondo del mare, degli abissi immersi nell&#039;oscurità. In questa zona i giocatori potranno avventurarsi in compagnia di altri Pokémon, orientandosi grazie alla luce dei coralli. Sul piano costruttivo, il Fondale Bolleblub introduce i blocchi galleggianti, che permettono di realizzare strutture sospese a diverse altezze, possibili solo in un contesto sottomarino. Tra i progetti realizzabili figurano un Sottomarino Sharpedo e una stanza in stile base segreta. Per quanto riguarda la Parte 2, attesa entro la fine dell&#039;anno, The Pokémon Company ha anticipato che i giocatori e i loro Pokémon potranno indossare accessori, oltre a poter contare su nuovi arredi e nuovi incontri. Ulteriori dettagli sono attesi nelle prossime settimane. Parallelamente al lancio della Parte 1, il 5 agosto sarà disponibile anche l&#039;aggiornamento gratuito alla versione 2.0.0 di Pokémon Pokopia, rivolto a tutti i possessori del gioco. La novità principale riguarda l&#039;apprendimento della mossa Sub, insegnata da Manaphy, che consentirà ai giocatori di nuotare insieme ai Pokémon di tipo Acqua e di costruire strutture direttamente sott&#039;acqua. <br />
&#8212;tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Scoperto il meccanismo con cui le cellule disattivano i loro interruttori</title>
		<link>https://www.meridiananotizie.it/2026/07/primo-piano/cronaca/innovazione-tecnologia/scoperto-il-meccanismo-con-cui-le-cellule-disattivano-i-loro-interruttori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Gerolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione & tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.meridiananotizie.it/2026/07/primo-piano/cronaca/innovazione-tecnologia/scoperto-il-meccanismo-con-cui-le-cellule-disattivano-i-loro-interruttori/</guid>

					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Un&#039;indagine scientifica condotta dall&#039;Istituto Officina dei Materiali del Consiglio nazionale delle ricerche di Trieste (Cnr-Iom) ha chiarito un processo chiave nella regolazione cellulare, spiegando come le proteine della famiglia Rho GTPasi si disattivino dopo aver svolto le loro funzioni di coordinamento del citoscheletro, del movimento e della comunicazione cellulare.  La ricerca, coordinata dalle [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Un&#039;indagine scientifica condotta dall&#039;Istituto Officina dei Materiali del Consiglio nazionale delle ricerche di Trieste (Cnr-Iom) ha chiarito un processo chiave nella regolazione cellulare, spiegando come le proteine della famiglia Rho GTPasi si disattivino dopo aver svolto le loro funzioni di coordinamento del citoscheletro, del movimento e della comunicazione cellulare.  La ricerca, coordinata dalle studiose Angela Parise e Alessandra Magistrato e pubblicata sul Journal of the American Chemical Society, ha analizzato questi veri e propri interruttori molecolari le cui alterazioni risultano legate allo sviluppo di diverse patologie, tra cui formazioni tumorali e metastasi. Attraverso simulazioni computazionali avanzate che integrano dinamica molecolare classica e metodi quantistici, il team ha osservato a livello atomico il passaggio della proteina RhoA dalla configurazione attiva a quella inattiva.   Angela Parise, prima autrice dello studio ha commentato: &quot;Lo studio ha identificato un meccanismo finora sconosciuto. Durante la reazione, una glutammina, un amminoacido presente nel sito attivo della proteina, cambia temporaneamente struttura, comportandosi come una sorta di navetta che trasferisce protoni e rende possibile la reazione chimica. Al termine del processo, l&#039;ingresso di molecole d&#039;acqua permette alla proteina di ritornare nella configurazione iniziale, pronta per un nuovo ciclo di attività. Questo modello risolve un dibattito aperto da anni sul funzionamento delle Rho GTPasi&quot;.  <br />
L&#039;osservazione diretta dei passaggi atomici consente di aprire nuove prospettive per la comprensione dei processi molecolari e per la progettazione di futuri interventi terapeutici. Come precisa la dirigente di ricerca Alessandra Magistrato: &quot;La possibilità di seguire il movimento degli atomi durante la reazione ci ha consentito di comprendere come la proteina riesca a disattivarsi e a tornare pronta per un nuovo ciclo. Si tratta di un approccio che potrà essere applicato anche allo studio di molte altre proteine coinvolte nella regolazione delle funzioni cellulari&quot;, confermando il ruolo delle metodologie computazionali nello studio dei processi patologici e delle strategie farmacologiche. <br />
&#8212;tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Digitalizzazione PMI europee tra divario digitale e spinta dell&#8217;intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Gerolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione & tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La digitalizzazione delle piccole e medie imprese europee mostra un quadro a due velocità, caratterizzato da un ampio ritardo infrastrutturale e da una contestuale accelerazione nelle tecnologie avanzate. Secondo i dati del Year in Review 2025 di team.blue, gruppo attivo nei servizi digitali in ventitré mercati europei, il sessantacinque per cento delle PMI [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La digitalizzazione delle piccole e medie imprese europee mostra un quadro a due velocità, caratterizzato da un ampio ritardo infrastrutturale e da una contestuale accelerazione nelle tecnologie avanzate. Secondo i dati del Year in Review 2025 di team.blue, gruppo attivo nei servizi digitali in ventitré mercati europei, il sessantacinque per cento delle PMI del continente non dispone ancora di soluzioni digitali di base. Al contempo, la richiesta di strumenti basati sull&#039;intelligenza artificiale registra un incremento significativo tra le aziende che hanno già avviato la transizione digitale. Nel corso del 2025, i prodotti dotati di funzionalità AI hanno mostrato un ritmo di crescita doppio rispetto all&#039;offerta tradizionale, arrivando a generare circa la metà dei ricavi ricorrenti annuali derivanti dai nuovi clienti per il gruppo, che serve oltre tre milioni e trecentomila imprese ed è presente in Italia con marchi quali Register, Etinet, Keliweb, iubenda e Accessiway.  <br />
L&#039;integrazione dell&#039;intelligenza artificiale si sta estendendo dai processi di creazione di siti e applicazioni web fino all&#039;assistenza clienti e alla gestione dei dati di marketing, muovendo verso standard interoperabili come il Model Context Protocol per consentire la gestione automatizzata dei prodotti tramite agenti esterni.  Il consolidamento di queste competenze è stato supportato anche da operazioni strategiche quali le acquisizioni di Macaly, piattaforma di vibe coding, e di Windsor.ai, specializzata nell&#039;integrazione dei dati. Nel panorama attuale, la presenza online delle imprese si sta evolvendo da una semplice registrazione di domini e hosting, ambito che rappresenta il settantatré per cento del fatturato del gruppo, verso architetture SaaS integrate per la conformità normativa, l&#039;e-commerce, l&#039;engagement e la gestione delle transazioni finanziarie.  A livello strategico, il processo di crescita continua a basarsi sull&#039;integrazione di nuove realtà aziendali che, dal 2020 ad oggi, hanno apportato circa trecento milioni di euro di ricavi acquisiti mantenendo la continuità operativa dei team fondatori. “Stiamo costruendo la piattaforma su cui gli imprenditori europei faranno affidamento per gestire le proprie attività nei prossimi decenni. L’AI abbassa le barriere all’imprenditoria, accelera l’adozione del digitale e rende la sovranità europea dei dati più importante che mai. Il 65% delle PMI europee non dispone ancora di soluzioni digitali di base, e ciascuna di queste imprese ha bisogno di un partner capace di semplificarle il lavoro; questo partner esiste ed è team.blue”, dichiara Claudio Corbetta, Group CEO di team.blue<br />
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&#8212;tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Splatoon Raiders per Switch 2: Nintendo reinventa Splatoon in singolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Gerolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione & tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Dopo aver conquistato milioni di giocatori con tre capitoli principali basati sul multiplayer competitivo, Nintendo cambia completamente rotta con Splatoon Raiders, il primo spin-off della serie. Questa volta niente battaglie PvP tra Inkling e Octoling, ma un’avventura interamente dedicata al single player e alla cooperativa PvE, arricchita da meccaniche da looter shooter e [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Dopo aver conquistato milioni di giocatori con tre capitoli principali basati sul multiplayer competitivo, Nintendo cambia completamente rotta con Splatoon Raiders, il primo spin-off della serie. Questa volta niente battaglie PvP tra Inkling e Octoling, ma un’avventura interamente dedicata al single player e alla cooperativa PvE, arricchita da meccaniche da looter shooter e una forte componente di progressione. La storia porta il giocatore sulle enigmatiche Spirhalite Islands insieme al Trio Triglio. Un violento vortice d’acqua travolge l’elicottero del gruppo, costringendolo a un atterraggio di fortuna su un arcipelago appena riemerso dall’oceano. Da qui prende il via la ricerca di preziosi tesori e di una via per tornare a casa. La trama non punta certo a stupire con grandi colpi di scena, ma svolge perfettamente il suo compito: fornire un contesto credibile a un gameplay che diventa rapidamente coinvolgente. Il cuore dell’esperienza rimane inconfondibilmente quello della serie. Colorare il terreno continua a essere la meccanica principale, permettendo di nuotare rapidamente nell’inchiostro, evitare gli attacchi nemici e raggiungere nuove aree della mappa. Questa semplice idea continua a funzionare alla perfezione, sia durante gli scontri sia nelle sezioni platform, dove velocità e fluidità dei movimenti si fondono in maniera naturale. Tuffarsi nella vernice e riemergere qualche metro più avanti resta estremamente soddisfacente e rende ogni combattimento dinamico e spettacolare. Le missioni alternano livelli più lineari a mappe aperte dove bisogna raccogliere cristalli per attivare obiettivi più grandi. In queste sezioni entrano in gioco elementi come percorsi sull’acqua, tunnel di vento e combattimenti sempre più intensi contro orde di nemici. Inoltre è possibile affrontare numerose missioni insieme a un amico in cooperativa oppure con altri giocatori online. Con il progredire dell’avventura la difficoltà cresce sensibilmente. Alcune missioni mettono il giocatore contro ondate di nemici entro un tempo limite, obbligando a gestire con attenzione equipaggiamento, abilità e posizionamento. Ogni creatura richiede un approccio diverso: alcuni avversari costringono a cambiare continuamente posizione, altri espongono punti deboli solo per pochi istanti, mentre altri ancora ricoprono il terreno di sostanze pericolose che obbligano a muoversi senza sosta. Nintendo riesce però a mantenere il gioco accessibile grazie alla possibilità di modificare la difficoltà o semplicemente affrontare altre attività per potenziare il proprio personaggio prima di ritentare le sfide più impegnative. La grande novità di Splatoon Raiders è rappresentata dalla forte componente RPG e looter shooter. Ogni missione completata permette infatti di ottenere materiali, risorse e nuove armi da utilizzare per migliorare praticamente ogni aspetto dell’avventura. I serbatoi disponibili modificano profondamente lo stile di gioco: c&#039;è quello orientato ai danni elevati, quello veloce, ideale per aumentare mobilità e rapidità, e infine quello tattico,  pensato per chi preferisce torrette, bombe e supporto tattico. Ogni configurazione può essere ulteriormente personalizzata tramite gadget e modificatori, creando build completamente differenti tra loro. A questo si aggiunge un arsenale enorme composto da oltre cento varianti di armi, caratterizzate da rarità, statistiche e bonus differenti. Trovare il proprio equipaggiamento ideale e potenziarlo progressivamente rappresenta uno degli aspetti più gratificanti dell’intera esperienza. La personalizzazione è uno dei maggiori punti di forza del gioco. Quando una missione si rivela troppo difficile, basta tornare alla base, modificare la build, cambiare Serbatoio o sperimentare nuove combinazioni di abilità prima di riprovarci. Nintendo riesce a trovare un ottimo equilibrio tra profondità e semplicità: il sistema offre numerose possibilità senza risultare mai eccessivamente complicato, permettendo di dedicare la maggior parte del tempo all’azione piuttosto che ai menu. Anche sul piano artistico Splatoon Raiders convince pienamente. Le isole risultano vive e ben collegate tra loro, mentre l’inchiostro colorato trasforma rapidamente gli scenari naturali in autentiche esplosioni di colore. I nemici sono animati con grande cura e ogni area possiede una forte personalità visiva. Ottimo anche il comparto sonoro, capace di accompagnare perfettamente ogni momento dell’avventura con brani energici durante l’esplorazione e musiche più tese nei combattimenti più impegnativi. Splatoon Raiders dimostra che la serie può funzionare perfettamente anche al di fuori del multiplayer competitivo. Nintendo prende le solide basi dei contenuti single player già visti nei capitoli principali e le espande con un sistema di progressione ricco, meccaniche da looter shooter ben integrate e una cooperativa divertente che aggiunge ulteriore longevità. Qualche missione tende a ripetersi e alcuni obiettivi vengono riutilizzati più del necessario, ma il divertimento resta costante grazie a un gameplay estremamente fluido e a un sistema di personalizzazione sorprendentemente profondo. Per chi sperava di vedere Splatoon evolversi senza perdere la propria identità, Raiders rappresenta probabilmente il passo nella direzione giusta: un’avventura coloratissima, ricca di contenuti e capace di dimostrare che l’universo creato da Nintendo ha ancora moltissimo da offrire. <br />
Il gioco è stato recensito grazie a una copia digitale fornita dal publisher; è disponibile solo su Switch 2. È sviluppato e pubblicato da Nintendo.<br />
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&#8212;tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Apple rilascia iOS 26.6 per iPhone, tutte le novità</title>
		<link>https://www.meridiananotizie.it/2026/07/primo-piano/cronaca/innovazione-tecnologia/apple-rilascia-ios-26-6-per-iphone-tutte-le-novita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Gerolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 12:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione & tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Apple ha rilasciato ufficialmente iOS 26.6 per iPhone. Rispetto a iOS 26.4 e iOS 26.5, l&#039;aggiornamento introduce meno funzioni inedite, ma porta con sé correzioni di bug rilevanti, aggiornamenti di sicurezza e un lavoro preparatorio in vista di iOS 27. È disponibile da subito per tutti i modelli compatibili e si installa dall&#039;app [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Apple ha rilasciato ufficialmente iOS 26.6 per iPhone. Rispetto a iOS 26.4 e iOS 26.5, l&#039;aggiornamento introduce meno funzioni inedite, ma porta con sé correzioni di bug rilevanti, aggiornamenti di sicurezza e un lavoro preparatorio in vista di iOS 27. È disponibile da subito per tutti i modelli compatibili e si installa dall&#039;app Impostazioni, alla voce Generali e poi Aggiornamento Software, con la possibilità di procedere immediatamente o lasciare che il dispositivo si aggiorni automaticamente durante la notte. Nelle note di rilascio, Apple descrive l&#039;update come un pacchetto di correzioni di bug e di sicurezza che ottimizza anche l&#039;indice di Spotlight in preparazione a iOS 27.  Sul fronte sicurezza, Apple ha  risolto oltre 75 vulnerabilità corrette con questa versione, valide sia per iPhone sia per iPad. La novità più significativa di iOS 26.6, pur restando invisibile all&#039;utente medio, riguarda l&#039;ottimizzazione dell&#039;indice di Spotlight. iOS 27, atteso in autunno, porterà con sé un aggiornamento sostanziale di Spotlight e Siri, entrambi dipendenti da un&#039;indicizzazione approfondita dei contenuti presenti sul dispositivo. Durante la fase beta di iOS 27, alcuni tester hanno riscontrato che questo processo in background poteva richiedere anche una settimana o più. Avviando parte di questo lavoro già con iOS 26.6, Apple punta a rendere più fluido il passaggio alla nuova versione quando arriverà. Tra le modifiche minori compare un nuovo avviso legato ai contatti bloccati. iOS impone da tempo un limite al numero di contatti che è possibile bloccare, ma finora non forniva alcuna spiegazione chiara quando tale soglia veniva raggiunta. Con iOS 26.6 viene introdotto un messaggio dedicato, che informa l&#039;utente del raggiungimento del limite e lo invita a rimuovere un contatto già bloccato prima di aggiungerne uno nuovo. Durante il ciclo beta è inoltre emerso, dall&#039;analisi del codice, che Apple sta lavorando a una funzione di sicurezza pensata per contrastare lo scippo del telefono: il sistema dovrebbe riconoscere quando un iPhone sbloccato viene sottratto con un gesto brusco e bloccarlo automaticamente. La funzione è presente nel codice di iOS 26.6, ma non risulta ancora attiva in questa release: Apple potrebbe abilitarla in un aggiornamento successivo. <br />
&#8212;tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Nvidia guida una nuova alleanza per la sicurezza dell&#8217;intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Gerolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 12:45:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione & tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Nvidia ha annunciato lunedì la nascita della Open Secure AI Alliance, una coalizione che riunisce decine di aziende tecnologiche con l&#039;obiettivo di sviluppare e condividere strumenti open source per la sicurezza informatica legata all&#039;intelligenza artificiale. Secondo il gruppo, difendersi efficacemente dagli attacchi condotti con modelli di frontiera richiede strumenti altrettanto aperti e ispezionabili, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Nvidia ha annunciato lunedì la nascita della Open Secure AI Alliance, una coalizione che riunisce decine di aziende tecnologiche con l&#039;obiettivo di sviluppare e condividere strumenti open source per la sicurezza informatica legata all&#039;intelligenza artificiale. Secondo il gruppo, difendersi efficacemente dagli attacchi condotti con modelli di frontiera richiede strumenti altrettanto aperti e ispezionabili, non sistemi chiusi nelle mani di pochi fornitori. L&#039;iniziativa arriva a stretto giro da un episodio che ha scosso il settore: un modello di OpenAI, operando in autonomia, è sfuggito al controllo e ha condotto un&#039;intrusione nei sistemi di Hugging Face durante una fase di test. Per contenere la violazione, l&#039;azienda ha dovuto ricorrere a un modello open-weight cinese, poiché le rigide misure di sicurezza dei principali modelli statunitensi ne limitavano l&#039;utilità operativa proprio nel momento del bisogno. Tra i membri fondatori dell&#039;alleanza figurano Palantir, OpenClaw, Linux Foundation, Cloudflare, Cloudera, Dell, Cisco, Adobe, Siemens e DoorDash, oltre a nomi come Microsoft, SpaceX, IBM, CrowdStrike, Salesforce e Red Hat. Colpisce, per contro, l&#039;assenza dei principali laboratori statunitensi di intelligenza artificiale: OpenAI, Google e Anthropic non compaiono tra i partecipanti. La nuova alleanza si inserisce in un contesto di crescente tensione sul futuro dei modelli più avanzati. Le aziende cinesi hanno continuato a pubblicare sistemi open-weight sempre più potenti, come il Kimi K3 di Moonshot AI, mettendo sotto pressione la strategia dei laboratori statunitensi, finora orientati a mantenere chiusi e proprietari i propri modelli di punta. Nvidia e i suoi partner sostengono invece che la sicurezza dell&#039;intelligenza artificiale richieda l&#039;accesso sia a modelli chiusi sia a modelli aperti, perché chi si difende ha bisogno degli stessi strumenti di chi attacca. L&#039;annuncio segue inoltre le indiscrezioni secondo cui l&#039;amministrazione Trump avrebbe valutato di limitare l&#039;accesso ai modelli cinesi più avanzati, e si inserisce in un movimento del settore, guidato ancora una volta da Nvidia, a difesa dell&#039;apertura in campo AI. Google e OpenAI avevano già firmato, seppur in ritardo, una lettera in tal senso; Anthropic resta invece assente anche da questo fronte. <br />
&#8212;tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Xplora acquisisce emporia e si espande nella connettività facilitata</title>
		<link>https://www.meridiananotizie.it/2026/07/primo-piano/cronaca/innovazione-tecnologia/xplora-acquisisce-emporia-e-si-espande-nella-connettivita-facilitata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Gerolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 12:45:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione & tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Xplora Technologies ha completato l&#039;acquisizione di emporia, marchio europeo specializzato in smartphone, smartwatch e telefoni cellulari progettati per il segmento senior e junior. L&#039;operazione incrementa di circa il trenta per cento il volume annuo di dispositivi connessi dell&#039;azienda norvegese in questo settore e segue l&#039;acquisto di Doro avvenuto nel gennaio 2025.   L&#039;integrazione [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Xplora Technologies ha completato l&#039;acquisizione di emporia, marchio europeo specializzato in smartphone, smartwatch e telefoni cellulari progettati per il segmento senior e junior. L&#039;operazione incrementa di circa il trenta per cento il volume annuo di dispositivi connessi dell&#039;azienda norvegese in questo settore e segue l&#039;acquisto di Doro avvenuto nel gennaio 2025.  <br />
L&#039;integrazione del portafoglio prodotti di emporia garantisce una disponibilità immediata di dispositivi con tecnologia 5G, consentendo a Xplora di accelerare il lancio della nuova generazione di prodotti connessi ed evitando investimenti di sviluppo stimati tra i trenta e i quaranta milioni di corone norvegesi (circa 2,6 &#8211; 3,5 milioni di euro). La strategia punta ad ampliare i ricavi ricorrenti derivanti dagli abbonamenti e dai servizi di connettività, generando al contempo sinergie industriali nell&#039;ambito degli acquisti, della produzione e dell&#039;infrastruttura software.  &quot;Il completamento dell’acquisizione di emporia rappresenta un traguardo importante per Xplora e un ulteriore passo decisivo nel percorso verso la creazione della principale piattaforma globale per la sicurezza, la comunicazione e la connettività tra generazioni”, ha dichiarato Sten Kirkbak, CEO di Xplora “Le famiglie hanno sempre più bisogno di tecnologie semplici, sicure e perfettamente connesse, sia per i bambini sia per i familiari più anziani. Insieme a Doro ed emporia, ci troviamo in una posizione unica per rispondere a queste esigenze e, allo stesso tempo, ampliare in modo significativo la base dei nostri servizi di abbonamento e connettività.”  L&#039;evoluzione del modello di business prevede lo sviluppo di un ecosistema digitale integrato che consenta la gestione centralizzata dei dispositivi da parte di famiglie e caregiver tramite un&#039;unica applicazione. Tra i servizi in fase di implementazione si evidenziano l&#039;assistenza da remoto con condivisione dello schermo per aiutare gli utenti nella gestione tecnica del dispositivo e i sistemi avanzati di protezione da frodi digitali, progettati per identificare e bloccare chiamate sospette, messaggi di phishing e tentativi di furto d&#039;identità. <br />
&#8212;tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Falcon 9 a inizio agosto lo schianto dello stadio SpaceX sulla Luna</title>
		<link>https://www.meridiananotizie.it/2026/07/primo-piano/cronaca/innovazione-tecnologia/falcon-9-a-inizio-agosto-lo-schianto-dello-stadio-spacex-sulla-luna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Gerolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 15:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione & tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Lo stadio superiore del razzo Falcon 9 di SpaceX si schianterà sulla superficie lunare il 5 agosto 2026 attorno alle ore 06:35 Utc. Il relitto spaziale, abbandonato in un&#039;orbita ad alta eccentricità dopo aver lanciato le missioni Blue Ghost-1 e Hakuto-R Resilience nel gennaio 2025, è stato individuato in rotta di collisione dall&#039;astronomo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Lo stadio superiore del razzo Falcon 9 di SpaceX si schianterà sulla superficie lunare il 5 agosto 2026 attorno alle ore 06:35 Utc. Il relitto spaziale, abbandonato in un&#039;orbita ad alta eccentricità dopo aver lanciato le missioni Blue Ghost-1 e Hakuto-R Resilience nel gennaio 2025, è stato individuato in rotta di collisione dall&#039;astronomo Bill Gray tramite il software Find_Orb.  La struttura cilindrica metallica, lunga circa dodici metri e con una massa di quattro tonnellate, impatterà a una velocità di 2,43 chilometri al secondo nei pressi del cratere Einstein, situato sul bordo orientale della Luna in una zona che al momento dell&#039;urto risulterà illuminata dal Sole. L&#039;evento rappresenterà un&#039;importante occasione di studio per la comunità scientifica internazionale e per gli astrofili, poiché i detriti spaziali di massa e traiettoria note funzionano come veri e propri esperimenti controllati per calibrare i modelli di fisica degli impatti, la propagazione delle onde sismiche e la dispersione delle polveri.  <br />
L&#039;osservazione si preannuncia complessa per le regioni europee a causa della luce diurna, favorendo gli osservatori del continente americano che beneficeranno del cielo buio, mentre da Terra e tramite le sonde in orbita lunare come Lunar Reconnaissance Orbiter e Korea Pathfinder Lunar Orbiter si cercherà di registrare il brevissimo flash luminoso iniziale, la formazione del pennacchio di polveri e la creazione del nuovo cratere finale, stimato tra i venti e i trenta metri di diametro.   Crediti immagine di cover: Cratere Einstein di circa 170 km di diametro. Crediti: A. Carbognani/Virtual Moon Atlas <br />
&#8212;tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>X Money debutta in Usa: il pagamento digitale nella piattaforma di Musk</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Gerolla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 14:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione & tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; X Money, il servizio di pagamento che rappresenta uno dei pilastri del progetto di Elon Musk per trasformare X in una &#34;everything app&#34;, ha iniziato oggi il proprio lancio ufficiale negli Stati Uniti. La piattaforma mette a disposizione degli utenti un portafoglio digitale e un sistema di pagamenti peer-to-peer che ricorda da vicino [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; X Money, il servizio di pagamento che rappresenta uno dei pilastri del progetto di Elon Musk per trasformare X in una &quot;everything app&quot;, ha iniziato oggi il proprio lancio ufficiale negli Stati Uniti. La piattaforma mette a disposizione degli utenti un portafoglio digitale e un sistema di pagamenti peer-to-peer che ricorda da vicino Venmo, oltre a una carta Visa in metallo personalizzabile con il proprio username su X. Tra le funzionalità annunciate figurano anche il supporto per Apple Wallet e i trasferimenti di denaro gratuiti tra utenti della piattaforma. X Money promuove inoltre un rendimento annuo fino al 6 percento, ma l&#039;accesso a questa percentuale è riservato agli abbonati Premium Plus; chi ha un abbonamento Premium standard può ottenere lo stesso tasso &quot;potenziato&quot; solo depositando una somma minima stabilita dalla piattaforma. Il servizio era finora disponibile soltanto in una fase beta su invito. Da oggi si apre invece a tutti gli abbonati Premium e Premium Plus residenti negli Stati Uniti. Il lancio arriva alcuni mesi dopo l&#039;annuncio dello stesso Musk, che ad aprile aveva anticipato l&#039;arrivo di un &quot;accesso pubblico anticipato&quot; al servizio. Il progetto non è privo di critiche. All&#039;inizio dell&#039;anno la senatrice democratica Elizabeth Warren aveva espresso preoccupazioni sulla sicurezza di X Money, sottolineando i possibili rischi per i consumatori, per la sicurezza nazionale e per la stabilità del sistema finanziario. L&#039;ambizione di portare i pagamenti su X non è comunque nuova: già nel 2023, durante un meeting interno con lo staff, Musk aveva dichiarato che tutto ciò che riguarda il denaro sarebbe passato, prima o poi, attraverso la sua piattaforma. <br />
&#8212;tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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