VIDEO > Mafie, triplicate nel Lazio le minacce ad amministratori locali. Avviso Pubblico lancia l’allarme

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Nel 2013 in Italia sono stati 351 gli atti di intimidazione e di minaccia nei confronti di amministratori locali e funzionari pubblici. Una media di 29 intimidazioni al mese, ovvero quasi un atto al giorno

(MeridianaNotizie) Roma, 21 marzo 2014 – 15 atti di minacce o intimidazioni nel 2013, rispetto ai 5 del 2010. Sono questi i dati allarmanti nel Lazio presentati nel Rapporto “Amministratori locali sotto tiro” dell’associazione Avviso Pubblico. Un aumento di oltre il 60% che pone la Regione Lazio al sesto posto a livello nazionale, e ovviamente Roma rappresenta la provincia più colpita. Volgendo lo sguardo al nazionale, sono 351 gli atti di intimidazione e di minaccia neiavviso pubblico 1 confronti di amministratori locali e funzionari pubblici. Una media di 29 intimidazioni al mese, ovvero quasi un atto al giorno. Il primato spetta alla Puglia, con il 21% dei casi censiti – pari a 75 casi – supera quello che negli anni precedenti era stato il triste primato della Calabria, la quale si colloca al terzo posto con il 19% dei casi, preceduta dalla Sicilia con il 20% dei casi.

Lettere contenenti minacce e proiettili, auto incendiate, spari alle abitazioni, uso di esplosivi, aggressioni verbali e fisiche. Ma anche sequestro di persona, ferimento con colpi di arma da fuoco e omicidio.Il rapporto 2013 presentato dall’associazione Avviso Pubblico quest’anno sembra un vero e proprio bollettino di guerra. “La criminalità organizzata non è un tema del nostro Paese. E’ il tema. Perché attraverso di essa si incontrano tutti i problemi dell’Italia, dalla crisi economica ai problemi della politica” ha ricordato durante la presentazione del rapporto la figlia di Aldo Moro, Agnese Moro. L’assessore ai Lavori Pubblici di Roma Capitale e vicepresidente di Avviso Pubblico, Paolo Masini sottolinea: “Siamo orgogliosi che il rapporto venga presentato qui in Campidoglio, noi abbiamo aderito ad Avviso Pubblico dal 6 dicembre, firmando il Patto per la trasparenza nei nostri appalti. È un percorso che sta continuando e vedrà tra i prossimi appuntamenti il premio Pio La Torre, destinato agli amministratori locali che combattono la criminalità organizzata. Se anche la società civile non fa il suo, però, – avverte – rischiamo di perdere questa battaglia”.

Il servizio di Simona Berterame

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