Roma, che fine hanno fatto Fabrizio e sua moglie, i coniugi accampati in Piazza San Pietro? Bisson (Presidente Ass. ‘Una Mano Solidale’): “Era tutto pronto per il loro trasferimento nel nuovo appartamento ma non li ho più sentiti”

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(Meridiananotizie) Roma, 11 gennaio 2021 – Nei giorni scorsi, abbiamo documentato la triste storia di Fabrizio e sua moglie, resa nota dalla trasmissione televisiva condotta dal Prof. Del Debbio, “Dritto e Rovescio” e a seguito della pubblicazione di un nostro articolo (clicca qui), un imprenditore di Ardea si era subito messo a disposizione per risolvere, immediatamente, il problema casa ai due coniugi, dando anche la sua disponibilità per la ricerca di un posto di lavoro.

La macchina delle solidarietà si è è messa in moto e oltre a coinvolgere la nostra testata giornalistica, ha coinvolto anche l’Associazione, “Una Mano Solidale”, che venuta a conoscenza della situazione di forte disagio in cui si trovavano i due coniugi, in accordo con l’imprenditore di Ardea con il quale è già in contatto per altre iniziative benefiche, tramite il suo Presidente, Tito Bisson, ha voluto comunicare velocemente a Fabrizio e sua moglie (clicca qui) la bella notizia, relativamente, alla casa che era stata messa a loro disposizione dal “benefattore” che, lo ricordiamo, ha voluto rimanere anonimo. Così, intorno alle ore 22.00 dell’8 gennaio scorso, Bisson si è recato presso la tenda della coppia di coniugi per annunciargli la “buona novella”.

In questa occasione Fabrizio ringraziava e Tito Bisson rimaneva d’accordo con la coppia che, all’indomani avrebbe organizzato la consegna dell’appartamento, come già programmato con la proprietà che a sua volta aveva consegnato le chiavi dell’immobile alla nostra redazione per seguire la faccenda e farci garanti e testimoni, fino al momento dell’ingresso della coppia nell’immobile.

Nella giornata di sabato 9 gennaio, come ci racconta Tito Bisson, alle ore 12.45 circa, Fabrizio gli scrive che stava organizzando insieme a sua moglie le loro cose per trasferirsi nella nuova dimora messa a loro disposizione e gli chiedeva di posticipare  tale trasferimento al giorno seguente, ringraziando Bisson con un “sei grande”.

Successivamente, però, Fabrizio scriveva un altro messaggio a Bisson lasciandogli intendere che non aveva avuto modo ancora di organizzarsi, dopodiché, Bisson non riusciva più a contattare, né al telefono, né a mezzo WhatsApp, Fabrizio. Bisson, abituato a trattare situazioni di forte disagio delle persone, sa che possono nascere problematiche ulteriori in chi vive stati di forte stress psicofisico dato dalla mancanza dei bisogni primari, per cui si è preoccupato del silenzio che era sorto da parte di Fabrizio e ha deciso di recarsi, nuovamente, sul posto la sera di Domenica 10 gennaio per contattarlo di persona e capire cosa potesse essere accaduto. Bisson, contattava anche la nostra redazione giornalistica informandoci dell’accaduto e chiedendoci di andare con lui a Piazza San Pietro perché gli sembrava strano quanto stesse accadendo. Intorno alle 21.30, arrivavamo insieme sul posto dove, solitamente, posizionavano la tenda Fabrizio e sua moglie ma sia la tenda che loro stessi non erano presenti. Provavamo allora a reperire informazioni sui due coniugi da un’altra persona che dorme anch’ella in una tenda nello stesso posto e questi ci diceva che Fabrizio era andato via la mattina del sabato (9 gennaio) intorno alle 8.00, perché gli avevano trovato lavoro e casa e che, più tardi, intorno alle 11.00 dello stesso giorno, anche la moglie lasciava piazza San Pietro insieme a due signore che erano passate a prenderla.

Bisson ed anche noi della redazione di meridianaotizie.it, rimanevamo un po’ sbalorditi riguardo il fatto che non eravamo stati informati di nulla, né da parte dei diretti interessati, Fabrizio e sua moglie, né da chi, ipoteticamente, dovesse essersi preso cura di loro. Certo non era d’obbligo per Fabrizio o chi per lui, darci riscontro di eventuali cambiamenti di programma ma visto che ci eravamo preoccupati della suddetta situazione di disagio e che stavamo seguendo la faccenda, forse un po’ di considerazione non avrebbe guastato nei nostri confronti e in quelli di Bisson. Comunque, in tutto ciò, quello che ci preme di più è sapere se con certezza Fabrizio e sua moglie  hanno trovato un alloggio e soprattutto lavoro per ritornare ad una condotta normale di vita.

Nella speranza che i due coniugi hanno risolto la loro precaria situazione, visto che oramai eravamo sul posto, abbiamo voluto approfondire la situazione locale e ci siamo resi conto che il disagio manifestato da Fabrizio e sua moglie Tania, non è un caso isolato ma che sono tante le persone che vivono la loro situazione ed anche da più tempo, costretti a trovare riparo in qualche angolo delle strade delle città, in attesa dell’aiuto di qualche benefattore. Come abbiamo avuto modo di documentare, nel nostro servizio video giornalistico di ieri sera (clicca qui), sono molte le persone che avrebbero bisogno di una mano per vivere dignitosamente e questo, laddove fa emergere la bontà di alcuni privati, semplici cittadini e imprenditori che siano che si adoperano per dare dignità alla vita di queste persone offrendo alloggi e lavori, dall’altra, evidenzia, come abbiamo già menzionato in un nostro precedente articolo (clicca qui), l’assenza dello Stato, l’incapacità del Governo di far fronte a tale problema sociale.

E’ il caso di Giorgio, la persona da noi intervistata ieri sera e che si vede nel video sopra “linkato”, la quale ci racconta che da anni vive questa situazione di disagio.

Ora, mentre attendiamo di ricevere un cenno da parte di Fabrizio e Tania, sperando che, in primo luogo non sia sopraggiunto nessun problema di nessun genere ai due coniugi e che abbiano, realmente, risolto la loro precaria condizione esistenziale, contestualmente, chiediamo a chi avesse loro notizie di darcene riscontro perché siamo preoccupati in quanto c’è discordanza tra le date e gli orari dei messaggi di Fabrizio e da quanto dichiarato dallo stesso la sera dell’8 gennaio a Tito Bisson.

A conclusione della serata di ieri trascorsa in Piazza San Pietro, è d’obbligo una riflessione. In un clima surreale, dove le città sono deserte per le limitazioni negli spostamenti ordinate dai DPCM governativi, nonché il “coprifuoco” per la chiusura anticipata di tutte le attività economico produttive, è ancora più drammatico e preoccupante assistere alla precarietà in cui vivono molte persone, che cercano di trovare riparo per trascorrere la notte in alcuni angoli della metropoli romana, chi dentro delle tende da campeggio e chi in un sacco a pelo o sotto dei cartoni. Questo in un paese civile non è tollerabile!!!

– articolo di Massimo Catalucci

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