Viaggio nel mondo ultras con la storia di Fabrizio Toffolo tifosissimo della Lazio già “capo” degli Irriducibili e dal passato burrascoso per via della sua grande passione, il calcio.
Infaticabile Calvagna, Stefano Calvagna ancora sul set, come dire …”senza set non so stare”….. Ed eccolo con una storia ispirata nel mondo del calcio, un’altra delle sue passioni a cui difficilmente riesce a rinunciare.
Mondo del calcio per Stefano Calvagna significa Lazio calcio e allora ha voluto cimentarsi con la storia di Fabrizio Toffolo, tifoso e ultras della lazio.
Un percorso tutto amarcord anni 80′, grandi storie che con l’impronta della regia di Calvagna prenderanno l’attenzione dello spettatore rendendolo quasi come un protagonista aggiunto.
L’inizio della vita di un tifoso, Fabrizio Toffolo dalla sua prima volta allo stadio alla sua travagliata prima trasferta di Perugia, alla tenera età di 15 anni. La pellicola scorre via e racconta Toffolo da bambino fino a diventare il “capo” degli Irriducibili.
Nato in un quartiere romanista per antonomasia, il Quadraro a Roma, i suoi amici più cari sono di un altro gruppo Ultras, i Fedayn della Roma. Ma il destino vuole che Fabrizio Toffolo segua e s’innamori dei colori biancocelesti dopo che suo cugino lo porta allo stadio Olimpico a vedere una partita della Lazio.
Coprotagonista della pellicola è Claudio Vanni, ormai popolare attore di “Suburra 3”, lazialissimo anche lui, accompagna Fabrizio Toffolo in questo viaggio pieno di passione nel mondo ultras.
Nel film troviamo la voce fuori campo dell’attore, anche lui laziale, Pino Insegno e tantissime immagini ri repertorio del mondo Lazio a cui ha collaborato il giornalista, Michele Plastino.
Insomma, una storia vera ed emozionante quella di Fabrizio Toffolo che soltanto la sagacia e la professionalità di Stefano Calvagna poteva portare sul grande schermo, un lungometraggio molto atteso e non solo da chi segue il calcio.