Ipnosi, questa “s-conosciuta”. Proviamo a parlarne per capirne di più

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(Meridianaotizie) Ardea, 22 aprile 2021 – Il bombardamento di informazioni cui siamo esposti quotidianamente, ci mette nella condizione di affrontare anche un argomento di cui spesso si legge su giornali, social e quant’altro e a cui ci si relaziona in modo, decisamente, soggettivo: Ipnosi. A mio avviso, sono del parere che occorre creare una nuova cultura riguardo questo argomento, che non deve essere visto come aspetto negativo e per forza manipolatorio (attività che può, comunque, essere esercitata, negativamente, da malpensanti), bensì come strumento positivo per migliorare la nostra esistenza, partendo dall’assunto che per “ipnosi” si vuole intendere, semplicemente, quanto segue: “condizione e risposta psicofisica ed emotiva della persona a stimoli interni e/o esterni ad essa“.

Già in passato ho trattato questo argomento (clicca qui) e come sia utile conoscere i benefici dell’Ipnosi per sapersi orientare nella libera scelta di seguirne la pratica con esperti del settore.

La conoscenza ci rende persone libere.

E partendo da questo principio possiamo osservare come nella nostra società, esistono una miriade di “schemi ipnotici” e/o “ipnotizzanti“. Solo che non pensiamo a questi schemi come potenziali strumenti ipnotici, piuttosto come semplici strumenti di comunicazione cui ci serviamo nella nostra quotidianità per il lavoro, l’informazione, lo svago e molto altro: televisione, radio, Ipod, Iphone, smartphone, tablet, cartelli pubblicitari, giornali, playstation, XBox, ecc..

Nessuna descrizione della foto disponibile.Eppure, attraverso tali strumenti, sappiamo che vengono veicolati anche infiniti messaggi subliminali, in molti casi voluti, specialmente, da chi si occupa di pubblicità e marketing (non a caso ci sono corsi universitari che si occupano di neuromarketing e di tecniche comunicative e di persuasione). E questi messaggi, sfuggono alla coscienza della persona, andando a stimolare, negativamente o positivamente, la sede profonda del nostro pensiero inconscio, solleticando i nostri bisogni emotivi che nella realtà, abbiamo la necessità di soddisfare in qualche modo.

Un “bisogno” è la mancanza parziale e/o totale di qualcosa di cui abbiamo necessità, per cui, la logica conseguenza è la ricerca di ciò che può soddisfare il nostro bisogno originario.

Se vivo in un mondo in cui le informazioni viaggiano veloci e nel quale gli strumenti e mezzi della comunicazione sono alla portata di tutti, prendere coscienza della valanga di messaggi che ricevo, diventa condizione impossibile.

Sappiamo che possiamo controllare in modo cosciente, circa 9 cose contemporaneamente, tutto il resto, rimane al di fuori della nostra soglia di coscienza.

Ciò non significa che le informazioni di cui non siamo coscienti non entrino nel nostro sistema pensante più profondo, l’inconscio.
Tutt’altro, entrano e vanno a stimolare un nostro modello del mondo personale, condizionandoci ad una risposta.

Quindi, inconsciamente, ognuno di noi è sottoposto a stati ipnotici, chi più chi meno, così come, ognuno di noi si è anche reso artefice di stati ipnotici nei confronti di qualcun altro.

Questo perché, secondo un mio personale parere, lo stato ipnotico è un fatto naturale.

Conoscerlo ci permette di potenziarne gli effetti ed evitare che il bombardamento delle informazioni e messaggi, in particolare, quelli subliminali che riceviamo quotidianamente, possano essere filtrati prima a livello emotivo e successivamente, diventare consapevoli, prenderne coscienza, a livello razionale.

– articolo di Massimo Catalucci