Ardea, problemi di instabilità mentale e forse di droga, dietro il triplice omicidio commesso da Andrea Pignani

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(Meridiananotizie) Ardea, 13 giugno 2021 – Tragica mattinata ad Ardea quella di ieri, quando un folle intorno alle ore 11:00, non si sa con certezza ancora per quale motivo, anche se tale persona era stata già sottoposta in passato a TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) per evidenti problemi psichici, armato di pistola, ha brutalmente freddato un anziano uomo che passeggiava in bicicletta in Via degli astri, ucciso altrettanto, brutalmente, due bambini di 5 e 10 anni e tentato di uccidere una quarta persona, fortunatamente, scampata all’assurdo gesto dell’omicida, all’interno del complesso residenziale del Consorzio di Colle Romito.

L’assassino si è poi barricato in una villetta all’interno dello stesso complesso consortile, armato dell’arma con la quale aveva commesso il triplice omicidio. Intervenuto sul posto il gruppo speciale GIS dei Carabinieri, con il suo mediatore ha dapprima tentato di dialogare con Andrea Pignani, questo il nome e cognome dell’Ingegnere Informatico omicida, al fine di indurlo all’arresa per consegnarsi alle forze dell’ordine ma l’accerchiato non rispondeva agli inviti di arresa degli agenti speciali.

Oramai il folle criminale era braccato e gli agenti non ricevendo risposte positive dallo stesso, tentavano un’irruzione ma una volta dentro l’abitazione nella quale si era rifugiato l’omicida, lo hanno trovato morto suicida disteso sul letto.

L’arma utilizzata dal Pignani per il triplice omicidio e per il suo suicidio, apparteneva al padre deceduto lo scorso novembre, ex guardia privata giurata che la deteneva regolarmente.

Sgomento da parte dell’intera collettività di Ardea che ora chiede alle istituzioni, non solo locali ma nazionali e a gran voce (in realtà molti cittadini lo stanno chiedendo da anni) di intervenire con decisione per garantire la sicurezza cittadina a residenti, villeggianti e a chiunque transiti ad Ardea per qualsiasi motivazione.

A nulla sono valse le manifestazioni che in passato hanno portato in strada i cittadini stessi con l’intento di attirare l’attenzione delle istituzioni su un fenomeno criminale che stava diventato sempre più incontrollabile (clicca qui).

Fenomeno criminale in ascesa e che se non “arrestato”, mai termine fu così calzante, allontanerà sempre più da Ardea le brave persone che sceglieranno altre località per vivere o per soggiornare d’estate. Un territorio che meriterebbe, invece, di essere il fiore all’occhiello della Capitale per le risorse naturali che trovano nel litorale ardeatino, il massimo potenziale economico locale, visti gli oltre 9 km. di spiagge che si distendono dai confini di Torvaianica (Pomezia) a quelli di Lido dei Pini (Anzio).

Ardea ha necessità di un maggiore controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, al fine di non farlo diventare “terra di nessuno” dove l’illegalità, la criminalità, trovano terreno fertile per “proliferare”. E in questo contesto di forte precarietà delle risorse umane presenti sul territorio preposte al mantenimento dell’ordine e rispetto delle regole cittadine, civili e penali, i cittadini, cos’altro potrebbero fare oltre a scendere in strada per manifestare?

Occorre fare attenzione, perché si è arrivati veramente, al limite di sopportazione. Non osiamo pensare cosa potrebbe accadere in futuro, laddove le istituzioni non solo locali ma nazionali, non dovessero intervenire con un’azione risoluta intenta a far sentire la loro presenza sul territorio. Se il cittadino non sente l’istituzione vicina, crediamo di non fantasticare troppo se pensiamo che possa scegliere tra tre possibili scenari:

  • in molti potrebbero abbandonare il territorio per destinare la loro residenza in altre località;
  • altri potrebbero accettare passivamente, per mancanza di possibilità di trasferimento altrove, la precaria situazione legata alla sicurezza;
  • altri ancora potrebbero pensare di farsi giustizia da soli, ovvero tentare di difendersi come possono, anche armandosi, per cui si svilupperebbe quello che in un paese civile non dovrebbe mai accadere, uno stato sociale da “Far West”.

Crediamo sia arrivato il momento per tutte le forze politiche locali dichiara in una nota Maurice Montesi (Fratelli d’Italia) – di unirsi in camera di consiglio e al di là del colore di partito che ognuno di noi rappresenta, farci carico delle responsabilità che abbiamo nei confronti della cittadinanza, fare squadra e chiedere al Governo centrale di intervenire qui sul territorio per ripristinare la legalità e la sicurezza cittadina che la gente di Ardea merita. Al cittadino, in questo momento, non interessa chi ha governato in passato, chi governa attualmente e chi governerà in futuro. Quello che interessa al cittadino e che la politica tutta deve garantire è il ripristino della legalità e il controllo del territorio da parte di un adeguato numero di risorse umane e strumentali che rappresentano le forze dell’ordine ad Ardea: Polizia Locale, Carabinieri, Polizia di Stato“.

Quanto espresso dal consigliere Montesi appare la via più sensata in un momento dove c’è solo necessità di unirsi per risolvere i problemi legati alla sicurezza cittadina.

Ma al contempo, non possiamo esimerci dall’evidenziare che, anche quelle poche risorse umane in ambito istituzionale di polizia locale che, tra l’altro hanno dimostrato impegno e dedizione nel contrastare con ottimi risultati, un crescente sviluppo dell’illegalità e della criminalità, intanto non si riesca a mantenerle nel territorio di Ardea.

E’ chiaro il riferimento all’occasione persa da parte dell’Amministrazione locale di mantenere ad Ardea il Dott. Sergio Ierace, già Comandante della Polizia Locale ora tornato presso il Comando di Roma Capitale (clicca qui). Sono tanti i cittadini che ricordano la sua costante presenza sul territorio e l’encomiabile impegno dei ragazzi dei caschi bianchi diretti, appunto, dallo stesso Dott. Ierace, nel periodo in cui ha avuto il comando della Locale di Ardea.

Forse, si dovrebbe cominciare dal non perdere ciò che si ha di buono ad Ardea e partire da questo punto per apportare sempre più un valore aggiunto ad una cittadina che merita di essere tutelata sotto ogni punto di vista e la sicurezza, è uno di questi punti su cui non si può più transigere ma solo intervenire con decisione, fermezza e soluzioni adeguate al fenomeno sociale esistente.

In chiosa di questo articolo è bene ricordare che sempre a Colle Romito, nell’agosto del 2019, il Presidente dello stesso consorzio dove si è consumato ieri il triplice omicidio, Romano Catini intervistato ieri anche dalle tv in occasione dei fatti accaduti, ricevette in una busta chiusa delle pallotte, quale minaccia che potremmo accostare a quelle di stampo mafioso (clicca qui). E’ evidente che ad Ardea, qualcuno, proprio per l’assenza di un numero adeguato di controlli, dato, come già menzionato dalla carenza di risorse umane delle forze dell’ordine, alimenti tale fenomeno criminale, trovando terreno fertile per esercitare terrore nel territorio stesso.

  • articolo di Massimo Catalucci
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