Conflitto in Ucraina: Il Presidente Zelensky chiede di entrare nell’Unione Europea

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L’ingresso dell’Ucraina nella UE potrebbe aprire un conflitto armato tra Europa (NATO) e Russia (Cina, Corea del Nord, India)? 

– articolo di Massimo Catalucci

www.massimocatalucci.it

(Meridiananotizie) Russia, 27 febbraio 2022 – IL presidente dell’Ucraina Zelensky chiede di entrare a far parte del’U.E. a seguito del quale avrebbe diritto al sostegno di difesa da parte degli stati membri nell’attacco che sta subendo dalla Russia di Putin.

Ma l’entrata dell’Ucraina nell’U.E. non è pensabile che possa avvenire in tempi brevi per effetto di una serie di passaggi necessari al suo ingresso.

Criteri di adesione: chi può aderire all’U.E.?

Il Trattato sull’Unione Europea (clicca qui) stabilisce che qualsiasi Paese europeo può presentare domanda di adesione se rispetta i valori democratici dell’UE e si impegna a promuoverli.

Il primo passo è che il paese soddisfi i criteri chiave per l’adesione. Questi sono stati principalmente definiti al Consiglio europeo di Copenaghen nel 1993 e sono quindi indicati come “criteri di Copenaghen“. I paesi che desiderano aderire devono avere:

  • istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani e il rispetto e la protezione delle minoranze;
  • un’economia di mercato funzionante e la capacità di far fronte alla concorrenza e alle forze di mercato nell’UE;
  • la capacità di assumere e attuare efficacemente gli obblighi dell’adesione, compresa l’adesione agli obiettivi dell’unione politica, economica e monetaria.

L’UE deve anche essere in grado di integrare nuovi membri.

Nel caso dei paesi dei Balcani occidentali sono state stabilite condizioni aggiuntive per l’adesione nel cosiddetto “processo di stabilizzazione e associazione”, per lo più relative alla cooperazione regionale e alle relazioni di buon vicinato.

Dovendo immaginare ad un possibile e rapido ingresso dell’Ucraina nell’U.E. per effetto dell’invasione armata subita dalla Russia, quale sarebbe l’effetto che scaturirebbe da tale alleanza?

Art. 42 – Par. 7, TUE (Trattato Unione Europea)

Infatti, all’articolo 42 del trattato dell’U.E., è stata introdotta nel 2009 una clausola (7) che stabilisce che i paesi facenti parte l’Unione, sono obbligati ad assistere uno Stato membro “vittima di un’aggressione armata sul suo territorio“.

7.  ritiene che la definizione di orientamenti e di modalità pratiche per la futura attivazione della clausola di difesa reciproca continui a costituire una priorità urgente; sottolinea che, nell’elaborazione di tali orientamenti, si dovrebbe tener conto degli insegnamenti tratti dalla prima attivazione dell’articolo 42, paragrafo 7; ribadisce il proprio parere secondo cui l’obbligo di fornire aiuto e assistenza, espressione di solidarietà politica tra Stati membri, dovrebbe garantire una rapida decisione in seno al Consiglio a sostegno dello Stato membro sotto attacco; ritiene che consultazioni in linea con i requisiti di cui all’articolo 32 TUE soddisfino tale scopo, lasciando, nel frattempo, impregiudicato il diritto di ogni Stato membro a occuparsi della propria autodifesa;

Tale sostegno dovrebbe, di conseguenza, comportare possibili azioni della NATO ma l’articolo non prevede espressamente un’assistenza di natura militare, per cui tutti quei Paesi che mantengono una  politica neutrale possono collaborare pacificamente.

U.E., NATO, RUSSIA, CINA, INDIA, COREA DEL NORD

Rimane , comunque, la paura di un possibile conflitto armato di dimensioni globali, che vedrebbe, l’occidente e l’oriente schierati, da una parte L’U.E. e NATO e dall’altra Russia, cui immaginiamo possano accostarsi, Cina (vedi sottoscrizione di un accordo scritto in 99 paragrafi), Corea del Nord, dove quest’ultima per voce del suo Ministro degli Esteri avverte: I giorni in cui gli Stati Uniti regnavano sono finiti” (clicca qui); l’India che da sempre è dipendente dall’industria militare e dalle capacità tecniche russe (clicca qui).

Siamo in una fase molto delicata dove tutto corre sul filo di un rasoio dove è facile scivolare e dar vita ad un nuovo conflitto mondiale.
Auguriamoci che i “giochi di potere” di coloro che sono a capo dei Governi che possono determinare la “Pace” e/o la “Guerra“, si limitino a sanzioni e restrizioni che, pur essendo dinamiche strategiche legate ad una modalità da “guerra fredda“, sono sempre meno devastanti, anche se molto penalizzanti, di un nuovo conflitto mondiale dove, le tecnologie in fatto di armamenti non sono più quelle di 70 anni fa, bensì, molto più distruttive e, probabilmente, irreversibili.

 

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