Da Ascoli Piceno a Bari, da Varese ad Agrigento passando per Oristano, Teramo e Grosseto: è il roadshow “Il Made in Italy che forma il futuro”, promosso da Conflavoro per la Giornata Nazionale del Made in Italy 2026. Tappa nazionale oggi all’Università di Firenze, con il capo di gabinetto al MIMIT Federico Eichberg, la rettrice Alessandra Petrucci, Michele Raccuglia DG Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, e Natale Forlani presidente INAPP.
“L’Italia è passata da settimo a quarto esportatore mondiale, superando Giappone, Francia e Corea del Sud. Nel 2025 abbiamo raggiunto 643 miliardi di euro di export – afferma il presidente nazionale di Conflavoro,Roberto Capobianco – con la crescita più alta tra i Paesi del G7 nell’ultimo decennio. Numeri che dicono una cosa sola: il Made in Italy è il vero motore dell’economia nazionale, ma ha sempre bisogno di nuove energie, idee, competenze. Ha bisogno dei giovani che oggi si formano nelle nostre scuole e nelle nostre università. Quasi una nuova impresa su tre in Italia è fondata da under 35: i ragazzi non chiedono di aspettare, chiedono spazio. A loro abbiamo dedicato questo roadshow. Agli studenti di oggi, lavoratori e imprenditori di domani, voglio dire che il Made in Italy è il passaporto più potente al mondo e che il nostro compito è costruire quel ponte tra formazione e impresa che consenta alla nuova generazione di portarlo ancora più lontano”.
“Se vogliamo che quei 643 miliardi diventino 1.000, dobbiamo proteggere ciò che li rende possibili. È il motivo – dichiara Enrico Fantini, alla guida di Conflavoro Firenze e vice presidente nazionale – per cui questo convegno ha messo attorno allo stesso tavolo costituzionalisti, ingegneri, economisti e imprenditori: il Made in Italy del futuro si difende con la tutela della proprietà intellettuale e si rilancia con il trasferimento tecnologico. Firenze, culla del Rinascimento, è il luogo giusto per dirlo forte e chiaro”.

