“Una risposta concreta che guarda alle migliaia di famiglie, soprattutto giovani coppie, per le quali l’accesso alla casa, per ragioni diverse, è diventato difficile, se non addirittura impossibile. Siamo davanti a risorse pubbliche importanti, messe in campo dallo Stato e dalle Regioni, a dimostrazione di come il tema sia centrale. Ciò che, però, qualifica ulteriormente il Piano Casa è la sinergia che si vuole creare con il privato per valorizzare le migliori esperienze, anche di housing, maturate sul territorio, pure attraverso il coinvolgimento del vasto mondo dell’associazionismo e delle fondazioni. Soltanto in questo modo, si potrà dare una risposta mirata alle esigenze delle categorie più esposte. Le esigenze delle giovani coppie sono sicuramente diverse da quelle degli anziani o delle famiglie monogenitoriali o con, al loro interno, la presenza di un componente con disabilità o non autosufficiente. Come pure sono diverse le esigenze degli universitari o dei lavoratori che si trasferiscono per studio o lavoro. Il prossimo passaggio, dopo il provvedimento di oggi, potrebbe essere quello di coinvolgere le parti sociali per costruire dei modelli abitativi a misura delle persone, più sostenibili e lontani dalle politiche abitative degli anni sessanta e settanta che hanno generato dei veri e propri ghetti che hanno alimentato, troppo spesso, il disagio sociale”. Così, in una nota, il sindacato UGL in merito al Piano Casa.
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