Roma, 13 giugno 2026 – “Le iniziative annunciate dal Ministro del Lavoro Marina Calderone per contrastare il caporalato vanno nella direzione giusta e meritano il pieno sostegno della UGL. Il fenomeno dello sfruttamento non si combatte con dichiarazioni di principio, ma con strumenti concreti: più controlli, maggiore coordinamento tra le banche dati pubbliche, utilizzo intelligente della tecnologia, protezione effettiva per chi denuncia e sostegno alle imprese che scelgono la legalità”. Lo dichiara Paolo Capone, Segretario Generale della UGL, commentando l’intervista del Ministro del Lavoro sulle nuove misure contro il caporalato.
“È particolarmente importante – prosegue Capone – l’idea di rafforzare le ispezioni attraverso strumenti innovativi, compresi droni, incrocio delle banche dati e analisi preventiva dei fattori di rischio. Il caporalato non è più soltanto un’attività arcaica legata ai campi: è una rete criminale e parassitaria che si adatta, cambia forma, sfrutta fragilità sociali, bisogno di lavoro, irregolarità abitativa e debolezza dei territori. Per questo serve uno Stato capace di vedere prima, intervenire meglio e colpire più duramente chi organizza lo sfruttamento”.
“Il Governo – conclude il Segretario Generale della UGL – sta mostrando attenzione concreta verso una piaga che colpisce soprattutto le aree più fragili, ma che ormai assume forme nuove anche fuori dall’agricoltura tradizionale. Bisogna costruire un modello fondato su legalità, sicurezza, dignità e giusto salario”.
“Il Governo – conclude il Segretario Generale della UGL – sta mostrando attenzione concreta verso una piaga che colpisce soprattutto le aree più fragili, ma che ormai assume forme nuove anche fuori dall’agricoltura tradizionale. Bisogna costruire un modello fondato su legalità, sicurezza, dignità e giusto salario”.

