Termovalorizzatore di Roma: presentato esposto alla Procura della
Repubblica e una segnalazione all’ANAC.
Sospetti sulla legittimità degli allegati del PAUR del termovalorizzatore di Roma, l’intero
provvedimento rischia di poggiare su basi viziate, compromettendo la legalità di una
decisione destinata a incidere per decenni sulla vita dei cittadini.
Le associazioni Forum Ambientalista, Zero Waste Italia e Rete Tutela Roma Sud e Castelli
Romani hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica e una segnalazione
all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), chiedendo che siano svolti tutti gli accertamenti
necessari sulla regolarità del procedimento autorizzativo del termovalorizzatore di Roma.
La segnalazione nasce dall’analisi della documentazione ufficiale del procedimento e da una
successiva verifica tecnico-forense dei documenti informatici, dalla quale emergono
circostanze che, per la loro rilevanza, non possono essere ignorate e richiedono
approfondimenti da parte delle autorità competenti.
Tra gli elementi segnalati vi è l’incertezza sulla provenienza degli allegati del PAUR,
soprattutto, i risultati dell’analisi dei metadati dei file informatici, dai quali emergono come
autori dei documenti soggetti che, allo stato della documentazione esaminata, non
risulterebbero inseriti nell’organigramma della struttura commissariale incaricata del
procedimento.
Si tratta di un aspetto di particolare delicatezza, poiché alcuni dei file interessati riguardano
proprio il parere tecnico istruttorio di Valutazione di Impatto Ambientale e le controdeduzioni
alle osservazioni presentate dai cittadini: documenti che costituiscono il cuore dell’istruttoria
tecnica e rappresentano il fondamento stesso del provvedimento autorizzativo.
Per questo motivo è stato chiesto alla Procura di verificare chi abbia materialmente redatto tali
documenti, a quale titolo eventuali soggetti esterni abbiano avuto accesso ai file, se fossero
formalmente incaricati dall’Amministrazione, se esistano atti di conferimento di incarico o altre
forme di autorizzazione.
Ulteriore profilo che richiede un rigoroso accertamento riguarda il possibile conflitto di
interessi. Alcuni dei nominativi emersi dai metadati potrebbero infatti essere riconducibili a
professionisti operanti, o che hanno operato, nel settore della gestione dei rifiuti o comunque
in ambiti potenzialmente collegati ai soggetti interessati alla realizzazione dell’impianto. Sarà
compito della Procura della Repubblica verificare l’esatta identità degli autori dei file, il loro
eventuale ruolo nel procedimento e l’esistenza di rapporti professionali, consulenziali o
economici con i soggetti coinvolti nell’operazione.Contestualmente è stata investita anche l’ANAC affinché accerti gli eventuali profili di
competenza relativi alla trasparenza amministrativa, all’imparzialità dell’azione pubblica, alla
corretta gestione del procedimento e all’eventuale sussistenza di situazioni di conflitto di
interessi.
La vicenda assume un rilievo eccezionale. Si parla dell’autorizzazione di un impianto
industriale destinato a incidere sul territorio per decenni, con un valore economico stimato
nell’ordine di miliardi di euro e con effetti ambientali, sanitari e sociali destinati a interessare
centinaia di migliaia di cittadini. In un procedimento di questa portata, ogni singolo atto deve
essere caratterizzato da assoluta trasparenza, certezza della provenienza e piena
riconducibilità ai funzionari pubblici legittimati a formarlo.
Le associazioni non intendono sostituirsi agli organi inquirenti né formulare giudizi anticipati.
Chiedono semplicemente che venga accertata la verità dei fatti, individuando, ove esistano,
eventuali responsabilità e garantendo ai cittadini la massima trasparenza su un procedimento
che coinvolge interessi pubblici di straordinaria rilevanza.
Perché la fiducia nelle istituzioni si fonda sulla certezza che gli atti della Pubblica
Amministrazione siano formati esclusivamente da chi ne ha titolo, nell’interesse pubblico
e senza alcuna interferenza esterna. Se anche solo parte delle circostanze segnalate trovasse
conferma, ci troveremmo di fronte a una vicenda di eccezionale gravità, che merita di essere
chiarita fino in fondo nell’interesse dell’intera collettività.
Roma, 13 luglio 202
