Il caso Polymarket, tornato d’attualità con il nuovo oscuramento disposto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), riguarda da vicino anche Roma. La piattaforma di prediction market è infatti sponsor di maglia della S.S. Lazio, e il provvedimento apre ora un interrogativo sulla tenuta di quell’accordo.
Al netto dei tecnicismi normativi, la vicenda ricorda a chiunque scommetta online una regola semplice: giocare solo su siti autorizzati non è una formalità, ma la condizione che protegge davvero chi punta i propri soldi. Per orientarsi tra le decine di piattaforme disponibili, un punto di riferimento utile resta migliorisitiscommesse.it, che raccoglie e confronta gli operatori regolarmente autorizzati sul mercato italiano.
Il precedente del Tar del Lazio
L’oscuramento di Polymarket non è una novità assoluta. La piattaforma era già finita nell’elenco dei siti inibiti lo scorso anno, salvo poi tornare accessibile dall’Italia dopo un ricorso al Tar del Lazio, che però non si è mai pronunciato nel merito sulla natura giuridica del servizio.
Il 10 luglio 2026 ADM ha aggiornato la blacklist, inserendo di nuovo Polymarket insieme ad altri 292 domini non autorizzati. È un aggiornamento che dà l’idea di quanto sia esteso il fenomeno dell’offerta di gioco irregolare, raggiungibile con un semplice browser.
Cosa prevede l’articolo 4 della legge 401/1989
Alla base del provvedimento c’è l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, la norma che da oltre trent’anni regola la raccolta di scommesse in Italia. La norma si articola su due livelli:
- Comma 1: sanziona chi organizza o gestisce giochi e scommesse senza la concessione ADM.
- Comma 2: estende le sanzioni a chi pubblicizza quelle stesse attività non autorizzate. È proprio questo comma a far discutere nel caso della maglia della Lazio.
Se l’attività di Polymarket viene ricondotta all’ambito del gioco pubblico senza concessione, anche la sponsorizzazione sportiva potrebbe rientrare nel perimetro della norma, anche se al momento non risulta alcun provvedimento nei confronti della società biancoceleste.
Il caso Polymarket non è isolato in Europa
Nei mesi scorsi anche l’autorità olandese per il gioco d’azzardo, la Kansspelautoriteit, ha sanzionato Polymarket per aver offerto scommesse senza licenza nei Paesi Bassi. Due Paesi diversi, due autorità diverse, la stessa conclusione: chi scambia quote su eventi reali, sportivi o meno, sta esercitando un’attività di scommessa a tutti gli effetti, a prescindere dal nome che sceglie di darle.
Come riconoscere un sito di scommesse autorizzato
La differenza pratica tra un sito autorizzato e uno oscurato si vede a occhio nudo, prima ancora di leggere una sentenza. Ogni concessionario ADM è tenuto a indicare in fondo alla propria homepage il numero di concessione, un codice verificabile sul portale ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dove è pubblicato anche l’elenco aggiornato dei domini oscurati.
È lo stesso elenco che il 10 luglio ha accolto, oltre a Polymarket, altri 292 indirizzi. Un sito che non riporta il numero di concessione, o che lo riporta ma non compare tra gli operatori regolari, va trattato con lo stesso sospetto riservato a Polymarket. Può sparire dall’Italia da un giorno all’altro, lasciando l’utente senza alcuna tutela su depositi, vincite o dati personali.
Perché scommettere su un sito non autorizzato è rischioso
È questo il vero rischio per chi gioca su piattaforme non autorizzate, al di là delle vicende giudiziarie che riguardano gli operatori. Mancano un fondo di garanzia, un’autorità italiana a cui rivolgersi in caso di controversia, la certezza che il denaro versato resti disponibile in caso di oscuramento improvviso.
Un concessionario ADM, al contrario, risponde a un sistema di controlli su capitale, trasparenza delle quote e tutela del giocatore che gli operatori esteri non regolamentati semplicemente non hanno. È una differenza che vale per un piccolo deposito quanto per una puntata più consistente, perché il livello di protezione non dipende dalla cifra giocata ma dalla licenza del sito che la riceve.
Cosa cambia per la sponsorizzazione della Lazio
Al momento non è stato emanato alcun provvedimento relativo alla inibizione della sponsorizzazione della società biancoceleste anche se ovviamente è abbastanza scontato che una indicazione, in un senso o nell’altro, dovrà pur arrivare.
Il nodo fondamentale sarà stabilire se l’inibizione riguarda solamente accesso e utilizzo della piattaforma oppure coinvolga anche la parte commerciale e quindi le sponsorizzazioni a vario titolo. Il precedente del Tar, unito al nuovo oscuramento e al parallelo accordo firmato da Polymarket con la Lega Serie A per il mercato statunitense, racconta bene quanto sia in movimento il confine tra piattaforme di scommessa tradizionali e i più recenti mercati predittivi.
Anche l’accordo commerciale con la Serie A, del resto, riguarda soltanto l’uso di loghi e marchi negli Stati Uniti. Non cambia nulla rispetto allo status della piattaforma in Italia, dove resta inibita. Per chi segue lo sport da Roma e vuole scommettere senza sorprese, la bussola resta la stessa di sempre: verificare la concessione prima di depositare un euro, non dopo aver letto la notizia che il sito è stato bloccato.

