“L’Europa, e di conseguenza l’Italia, non può permettersi di affrontare la sfida dell’intelligenza artificiale con un approccio esclusivamente difensivo, fondato soprattutto sulla gestione del rischio e su un eccesso di adempimenti. L’AI Act rappresenta un passaggio importante per definire regole comuni, tutelare i diritti e offrire garanzie nell’utilizzo delle nuove tecnologie, ma deve essere accompagnato da una visione industriale capace di favorire investimenti, ricerca e applicazioni concrete nei processi produttivi. Se il quadro regolatorio diventa troppo complesso, il pericolo è quello di rallentare l’innovazione e di consegnare un vantaggio competitivo ai grandi player extra-UE, in particolare statunitensi e asiatici, che dispongono di risorse finanziarie, legali e tecnologiche molto superiori rispetto al tessuto produttivo europeo e italiano. È necessario, invece, costruire una strategia capace di trasformare le regole in uno strumento di sviluppo, non in un freno alla crescita”. Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito alle disposizioni europee in materia di IA.
“Il modello industriale italiano, fatto di manifattura avanzata, piccole e medie imprese, filiere produttive, competenze tecniche e capacità di adattamento – ha sottolineato il sindacalista – rappresenta una leva fondamentale per portare l’intelligenza artificiale dentro l’economia reale. L’IA deve diventare uno strumento al servizio del lavoro, della produttività, della sicurezza e della qualità dei processi, non un fattore di marginalizzazione per imprese e lavoratori. Per questo servono investimenti, formazione continua, politiche industriali mirate e una semplificazione normativa che consenta alle aziende di creare valore e innovare senza essere schiacciate dalla burocrazia. L’UGL – ha concluso Paolo Capone – ritiene indispensabile un patto tra istituzioni, imprese e parti sociali per governare l’innovazione, tutelare l’occupazione e rendere il modello industriale italiano protagonista della nuova stagione digitale”.

