_Dopo lo spettacolo di Elena Bonelli dedicato a Pasolini e Anna Magnani, il generale Serafino Liberati riflette sul valore della cultura nei quartieri e sulle opportunità da offrire ai giovani._
ROMA – Il 20 settembre, all’Arena di Tor Bella Monaca, le parole di Pasolini e il ricordo di Anna Magnani hanno riportato sul palco una Roma capace di raccontare anche le sue periferie. Per il generale Serafino Liberati, presidente dell’Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza, la legalità e la lotta alla corruzione della Regione Lazio, la serata di Mamma Roma, Pasolini e gli altri ha offerto anche l’occasione per riflettere su come si costruisce una comunità.
«Le regole diventano più forti quando sono comprese e condivise», osserva Liberati. Il teatro, nella sua lettura, può avvicinare persone di età ed esperienze diverse e aprire un confronto sul rispetto, sulla responsabilità e sulla convivenza. Un’opportunità che assume un significato particolare quando arriva nei quartieri dove i giovani chiedono spazi e occasioni per esprimersi.
L’Osservatorio ha sostenuto lo spettacolo di Elena Bonelli nell’ambito di un programma dedicato a «Legalità e Romanità», avviato al liceo Amaldi di Tor Bella Monaca. Liberati lega il progetto a un principio preciso: chi vive lontano dal centro deve poter incontrare le stesse opportunità culturali offerte nel resto della città.
La scelta di Pasolini, aggiunge, parla anche al presente. Nella sua opera Liberati riconosce una domanda di verità, giustizia e responsabilità che considera vicina al lavoro di chi si occupa di legalità. È il filo che, attraverso una serata di spettacolo, può condurre a una conversazione più ampia tra scuole, associazioni, istituzioni e cittadini.
Ai ragazzi Liberati rivolge infine un messaggio diretto: «Il loro quartiere non definisce i limiti del loro futuro». Perché quella frase trovi riscontro nella vita quotidiana, sostiene, servono occasioni concrete per studiare, partecipare e scegliere la propria strada.

