Venerdì 2 ottobre 2026 alle ore 17, nella Sala “Caduti di Nassiriya” di Palazzo Madama, la presentazione del libro edito da Accademia. L’iniziativa è promossa su iniziativa del senatore Maurizio Gasparri. Modera Alessandra Canale, letture dell’attore Vincenzo Bocciarelli.
Roma – Una storia personale che diventa testimonianza collettiva sui grandi temi dell’integrazione, della solidarietà, della cura e della dignità della persona.
Venerdì 2 ottobre 2026, alle ore 17, nella Sala “Caduti di Nassiriya” di Palazzo Madama – Senato della Repubblica, in Piazza Madama 11 a Roma, sarà presentato il libro “Molte vite in una sola” di Rosa Alfaro Guevara, edito da Accademia.
La conferenza stampa si svolgerà su iniziativa del senatore Maurizio Gasparri.
A moderare l’incontro sarà la giornalista Alessandra Canale; le letture di alcuni brani dell’opera saranno affidate all’attore Vincenzo Bocciarelli. Tra i relatori, insieme all’autrice, l’editore Giuseppe De Nicola.
“Molte vite in una sola” ripercorre il cammino umano e professionale di Rosa Eufemia Alfaro Guevara, dalle origini in Perù al trasferimento in Italia, raccontando le difficoltà e le opportunità dell’integrazione, il lavoro al servizio delle persone più fragili, la formazione come Operatrice Socio Sanitaria e l’impegno nel volontariato e nel Terzo Settore, anche attraverso la guida dell’Associazione Provida ETS.
Una biografia che diventa però anche uno strumento per interrogarsi su due questioni di forte rilevanza sociale.
La prima è l’immigrazione, osservata attraverso l’esperienza concreta di una donna che lascia il proprio Paese e costruisce in Italia una nuova esistenza fondata sul lavoro, sull’integrazione e sulla partecipazione.
La seconda è l’Alzheimer, che entra drammaticamente nella vita dell’autrice attraverso la malattia del marito. Rosa Alfaro Guevara racconta il percorso dalla diagnosi all’evoluzione della patologia, soffermandosi anche sulle conseguenze che una malattia neurodegenerativa produce sulla famiglia e sulla vita di chi assiste quotidianamente la persona malata.
Il libro pone così al centro anche la figura del caregiver, troppo spesso silenziosa e invisibile, e il valore umano della cura.
La presentazione a Palazzo Madama vuole essere quindi non soltanto l’occasione per conoscere un’opera autobiografica, ma anche un momento di confronto su accoglienza, fragilità, assistenza, inclusione e responsabilità civile.
Una storia individuale che, pagina dopo pagina, diventa una storia nella quale possono riconoscersi molte altre persone.

