Prima applicazione al mondo della tecnologia italiana su una paziente con adenocarcinoma duttale localmente avanzato. Il trattamento rientra in un trial che coinvolge Italia, Belgio e Gran Bretagna.
Creare le condizioni per rendere operabile un tumore del pancreas che oggi non lo è. È questa la finalità della procedura sperimentale eseguita al Policlinico Gemelli su una donna di 63 anni, prima paziente al mondo trattata con YntraDose®️.
La tecnologia è una colla biologica radioattiva sviluppata da BetaGlue Therapeutics, biotech company italiana partecipata dalla Fondazione Tech e Biomedical. La prima applicazione clinica riguarda un adenocarcinoma duttale del pancreas localmente avanzato e non operabile: una condizione alla quale il progetto di ricerca dedica una nuova prospettiva di trattamento, ancora da valutare attraverso la sperimentazione.
A realizzare la procedura è stato il professor Roberto Iezzi, direttore della radiologia interventistica della Fondazione Policlinico Gemelli. Il trattamento si colloca nell’ambito di un trial internazionale, con il professor Giampaolo Tortora come principal investigator.
L’obiettivo dichiarato è preparare il terreno per una possibile successiva operabilità. Si tratta della finalità del percorso sperimentale; nella nota non vengono comunicati esiti che consentano di affermare che la paziente sia già diventata operabile.
Per Cinzia Marchese, presidente della Fondazione Tech e Biomedical, il debutto clinico mondiale di YntraDose®️ è un momento fondamentale per il progetto. Il suo significato riguarda anche la capacità di portare una tecnologia italiana dalla fase di ideazione all’impiego nella sperimentazione clinica.
Marchese richiama il ruolo della Fondazione nel sostenere questo passaggio e sottolinea l’importanza di un ecosistema che accompagni la ricerca biomedica lungo tutte le tappe necessarie per arrivare al paziente. L’esperienza di BetaGlue viene indicata come un esempio concreto di questo lavoro.
Il trial coinvolge centri in Italia, Belgio e Gran Bretagna e continua con l’arruolamento dei pazienti. I prossimi trattamenti sono programmati per ottobre. Dopo la prima procedura al Gemelli, sarà il prosieguo della sperimentazione a fornire gli elementi per valutare il contributo della tecnologia nel trattamento di questi tumori.

